NASA si prepara alla missione JUNO verso Giove

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

NASA ha delineato recentemente alcune caratteristiche della missione JUNO, verso il pianeta Giove. Questa missione sarà la prima in cui un veicolo spaziale sarà posto in un'orbita polare altamente ellittica del pianeta gigante gassoso, allo scopo di comprendere la formazione, l'evoluzione e la struttura gioviane, nascoste nei processi del denso sistema di nubi e gas del pianeta.

La sonda JUNO verrà lanciata con un Atlas dalla Cape Canaveral Air Force Station nell'agosto del 2011 e raggiungerà Giove nel 2016. Lo spacecraft orbiterà per 32 volte attorno al pianeta gigante, per circa un anno. Un aspetto di fondamentale importanza è che l'approvvigionamento della potenza avverrà attraverso pannelli solari ad alta efficienza, cosa mai tentata prima.

JUNO utilizzerà una camera e nove strumenti scientifici per studiare cosa si nasconde all'interno e sotto la coltre nuvolosa di Giove. Verranno cercate le prove dell'esistenza di un nucleo ghiacciato, dell'origine dell'intenso campo magnetico gioviano, dell'acqua e delle nubi d'ammoniaca, oltre allo studio dell'aurora boreale del pianeta.

La missione, che ha il nome della moglie di Giove nella mitologia classica, non ha come unico scopo la migliore comprensione di uno dei pianeti più importanti e affascinanti dell'intero sistema solare, ma anche quello di capire la storia del sistema solare stesso, strettamente connessa al pianeta gigante, appunto dotato di una massa enormemente più grande degli altri pianeti.

La missione JUNO sarà la seconda progettata sotto l'egida del programma New Frontieres dell'ente spaziale americano. La prima missione è stata la New Horizons, lanciata nel gennaio 2006 e in viaggio verso Plutone e la sua luna, Caronte, che si completerà nel 2015. L'aspetto principale del programma New Frontieres è quello di portare a termine alcune missioni di "classe media" in termini di masse e investimenti collegati, allo scopo di raggiungere alcuni obiettivi prioritari per lo studio del nostro sistema solare.

La responsabilità della missione è del Jet Propulsion Laboratory (NASA, Pasadena), mentre il prime contractor industriale è Lockheed Martin.

Anche l'italia prenderà parte in JUNO: l'Agenzia Spaziale Italiana, infatti, contribuirà alla missione con lo spettrometro a infrarossi e con una parte del payload a onde radio, come conseguenza di accordi bilaterali tra le agenzie spaziali.