Il decimo anniversario dell’International Space Station

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il modulo Zarya (Alba)

L'inizio della nuova era per la collaborazione spaziale internazionale, è stato segnato dal decollo del primo mattone dell'International Space Station, avvenuto alle 20:40 del 20 Novembre 1998.
Il lancio di Zarya, il Modulo di Controllo della Stazione Spaziale Internazionale, ha sancito contemporaneamente il termine di una fase più burocratica che progettuale, e l'inizio della fase operativa, del progetto internazionale ISS.

Dopo essere stato caricato con equipaggiamento vario, disinfettato, sottoposto ai tests di tenuta e rifornito di carburante, il modulo Zarya, il 15 Novembre 1998 è stato unito al suo veicolo di lancio Proton, presso il Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan, ed è stato trasportato orizzontalmente e su rotaia al launch pad dove è stato issato in posizione verticale.
Dopo tre giorni di ulteriori controlli e verifiche, durante i quali sono stati connessi i cablaggi fra il vettore ed il carico utile, una commissione di rappresentanti dei vari partners impegnati nell'impresa, ha dato il "go" per il decollo del modulo.
Alle 16:30 (American Eastern Standard Time) del 20 Novembre sono iniziate le operazioni di pompaggio dei propellenti nei serbatoi del vettore. Alle 20:30 è stata retratta la torre di servizio e sono stati completati gli ultimi tests.
Alle 20:40 i sei propulsori del primo stadio si sono accesi  sprigionando ognuno 167 tonnellate circa di spinta. Dopo 2 minuti e 6 secondi di funzionamento, essi si sono spenti, ed il primo stadio si è staccato per precipitare nel deserto di Kyzyl-Kum. Dopo un minuto di salita inerziale, mentre Zarya si trovava già  negli strati meno densi dell'atmosfera, si sono separati gli scudi termici di protezione, e quindi si sono accesi i 4 motori del secondo stadio che hanno funzionato per 3 minuti e 28 secondi. Dopo di che anche il secondo stadio si è staccato. La spinta finale per permettere al primo modulo dell'ISS di raggiungere l'orbita prestabilita, è stata fornita dall'unico motore del terzo stadio, che si è staccato da Zarya dopo 9 minuti e 47 secondi dal decollo.

L'orbita iniziale di Zarya era ellittica, con un apogeo di 354 Km, ed un perigeo di 185 Km, e con un'inclinazione, rispetto all'equatore, di 51,6 gradi. Zarya compiva un'orbita ogni 90 minuti circa.

Il modulo, una volta giunto in orbita, era lungo 12,5 m, ed aveva un diametro massimo di 4,1 m per un peso di 19323 kg. A questo punto il computer di bordo ha comandato il dispiegamento delle antenne Kurs e Compares, ha esteso la sonda di docking ed ha aperto i pannelli solari, ognuno dei quali è lungo 10,6 m e largo 3,3 m. I due pannelli fotovoltaici sono stati progettati per tenere in carica 6 batterie al nickel-cadmio per la fornitura di 3 Kw di energia elettrica ai sistemi dell'ISS. I 36 razzi di manovra (di cui 24 grandi e 12 più piccoli), prelevano i propellenti da 16 serbatoi, ed hanno una capacità  totale di 5446 Kg di spinta. Due motori principali sono a disposizione per le principali manovre orbitali, e per contrastare il decadimento dell'orbita. I serbatoi del propellente, come avveniva per le Almaz-Salyut, potevano essere riempiti automaticamente dall Progress-M cisterna.
All'interno di Zarya, delle pareti giallo pastello delimitano il compartimento pressurizzato principale, questi pannelli possono essere rimossi, grazie a delle viti, permettendo di accedere ai vari scomparti-ripostiglio. I condotti per l'aria ed i vari cablaggi, fanno assomigliare l'interno di Zarya a quello del "core" della Mir, quando venne messo in orbita.
Come avvenuto per la Mir, il tempo di vita minimo previsto per Zarya e di 15 anni.

Tre ore dopo il lancio, il primo modulo dell'ISS, è stato messo in lenta rotazione lungo il proprio asse principale, per minimizzare gli effetti del riscaldamento solare, e del gelo siderale. I suoi pannelli solari hanno continuato a tracciare il Sole senza problemi.
Nei giorni successivi il centro di controllo del volo di Korolev ha continuato i tests su tutti i sistemi del modulo, ha effettuato altre accensioni dei propulsori portando la sua orbita circolare ad una quota di circa 389 Km, in vista del rendezvous con la missione Shuttle STS-88 previsto per il 6 Dicembre 1998.
Il 27 Novembre 1998 Zarya è stato sottoposto ad una serie finale di tests per la simulazione dei preparativi per il rendezvous. Tali tests hanno incluso:

1)Il bloccaggio dei pannelli solari in posizione di riposo;
2)Esecuzione di un checkout elettrico del punto di aggrappaggio del Remote Manipulator System;
3)La sospensione del funzionamento di alcuni propulsori specifici durante la manovra;
4)Il posizionamento di Zarya in un'attitudine di volo tale da poter essere catturato dallo Shuttle;
5)L'attivazione ed il controllo di tre videocamere esterne;
6)L'accensione delle luci di navigazione esterne del modulo.
A questo punto, Zarya è stato mantenuto sotto controllo in attesa dell'arrivo dell'STS-88.

Immagini (C) NASA

1) e 2) alcune fasi della costruzione.

3) Il lancio da Baikonur.

4) Zarya in orbita.

Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)