L’esperimento Geoflow del Fluid Science Laboratory ha iniziato a produrre dati.

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

L'esperimento Geoflow del Fluid Science Laboratory ha iniziato a produrre dati.

10 Settembre 2008

La ricerca scientifica europea sui fluidi, il 7 Agosto scorso ha raggiunto un'importante pietra miliare, con il completamento della prima corsa di un esperimento nel Fluid Science Laboratory, una delle principali strutture scientifiche del Laboratorio spaziale europeo Columbus agganciato all'International Space Station.

L'esperimento in questione, chiamato Geoflow, ha già  svolto altre due corse complete il 19 ed il 26 Agosto, ed un'altra parziale il 27 Agosto, prima dell'esecuzione di una manovra di Debris Avoidance Manoeuvre da parte dell'Automated Transfer Vehicle (ATV) europeo. Durante gli esperimenti sono state ricevute delle immagini live davvero molto buone, ed i dati raccolti, anch'essi di buona qualità , sono stati stoccati nell'hard disk della Video Management Unit di FSL.

I dati di tutte le corse degli esperimenti sono già  stati inviati al Columbus Control Centre di Oberpfaffenhofen, in Germania ed inoltrati agli User Support and Operations Centres di Napoli e Madrid.

Terra in miniatura
Il cuore dell'esperimento Geoflow può essere visto come una rappresentazione della Terra (o di un altro pianeta) in miniatura. Un fluido viscoso ed incomprimibile (olio siliconico) è contenuto fra due sfere concentriche, che ruotano su un asse comune. Una differenza di potenziale ad alto voltaggio fra le sfere crea un campo di forza che assume il ruolo della gravità  e mantiene la sfera interna ad una temperatura maggiore di quella della sfera esterna, creando così un gradiente di temperatura. Proprio come sulla Terra.

La comprensione del comportamento dei flussi di silicone, a diverse condizioni sarà  importante per quelle discipline che studiano la circolazione atmosferica, gli oceani ed il movimento del mantello terrestre su scala globale. Anche la geofisica e l'astrofisica potranno utilizzare i frutti di Geoflow. I suoi risultati saranno inoltre utili, per migliorare diverse applicazioni ingegneristiche, come i giroscopi sferici, i cuscinetti, le pompe centrifughe e gli scambiatori di calore ad alta efficienza.

"Il positivo lavoro di Geoflow e del FSL è una buona testimonianza delle capacità scientifiche ed operative europee messe in atto sull'ISS," ha deto Martin Zell, Capo del Research Operations Department per il Directorate of Human Spaceflight dell'ESA. "Il duro lavoro del personale di controllo di terra del Columbus Control Centre in Germania, dei vari centri sparsi per l'Europa, nonché dei vari siti dei nostri partner internazionali e non da ultimo degli astronauti in orbita, evidenzia la dedizione volta allo sfruttamento dell'intero potenziale del Laboratorio Columbus. Ogni sfida incontrata, è stata affrontata con professionalità  ed ha evidenziato il valore dell'esperienza che i nostri teams di controllo di missione hanno cresciuto con il tempo, esperienza che verrà  utilizzata anche per le future operazioni."

Corse addizionali

Con il completamento delle prime tre corse di Geoflow, tutte le parti impegnate possono ora guardare avanti per incrementare i dati scientifici con corse addizionali dell'esperimento. L'esperimento Geoflow rimarrà  sulla Stazione, entrando a far parte del programma scientifico dell'equipaggio dell'Expedition 18, e ritornerà  sulla Terra nel 2009.

"Abbiamo ricevuto i primi dati dell'esperimento, che sono di qualità  davvero ottima, e siamo sicuri che nel prossimo futuro potremo pubblicare delle importanti scoperte," ha detto il Prof. Christoph Egbers, Capo del Department for Aerodynamics and Fluid Mechanics, della Brandenburg University of Technology, e Capo dell'European "Geoflow Science" Topical Team. "Per via del trasferimento diretto dei dati rilevanti di Geoflow (dati telemetrici e visuali) da Columbus alla nostra sala di controllo dell'università , noi siamo in grado di mostrare cosa stia succedendo al nostro esperimento in orbita, ogni giorno. Possiamo esibire i risultati dallo spazio quasi in real-time agli studenti ed agli scienziati."

Il 13 Agosto, fra le prime due corse di Geoflow, il Fluid Science Laboratory è stato attivato per permettere l'utilizzo dei suoi accelerometri interni per determinare i livelli di vibrazione presenti all'interno di Columbus durante una manovra di reboost della Stazione performata dall'ATV.

Nell'immagine, che è (C) di ESA, è illustrata la rack del Fluid Science Laboratory del'ESA che è installata all'interno del laboratorio europeo Columbus. Il Fluid Science Laboratory è una struttura multi-user per lo studio delle dinamiche dei fluidi in assenza di forze gravitazionali. Esso consente di indagare sugli effetti prodotti dalla dinamica dei fluidi, che sulla Terra sono normalmente inficiati dai fenomeni secondari della forza di gravità , come la convezione, la sedimentazione, e la stratificazione.

Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)