Il piano per l’estensione dei voli Shuttle

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Benchè un'estensione dell'esenzione al trattato di non proliferazione INKSA (Iran/North Korea/Syria Agreement) continui ad essere l'opzione maggiormente presa in considerazione sia dalla NASA che dal Congresso, con il prolungamento quindi dei contratti per i voli Soyuz, è stato commissionato qualche settimana fa uno studio per valutare la possibile estensione dei voli shuttle dopo il 2010 nel caso i timori espressi da alcuni membri del Congresso dovessero far tramontare l'ipotesi per ora preferibile.
Nel caso venisse approvata l'estensione all'esenzione del INKSA la data limite verrebbe spostata dal 1 Gennaio 2012 al 31 Luglio 2016. Il problema in questa direzione è però che la Russia richiede almeno 3 anni di anticipo per la "prenotazione" dei voli Soyuz e il tempo per poter arrivare al 2012 con un posto anche per gli astronauti NASA è agli sgoccioli e l'attuale situazione di passaggio di consegne alla Casa Bianca non aiuta.
Lo studio commissionato dal SSP (Space Shuttle Program) mira quindi ad identificare una via d'uscita dall'empasse creata e con il requisito di non intaccare lo sviluppo del Constellation.
Lo studio non è ancora completo ma l'interruzione dei lavori per l'evacuazione del JSC ha permesso di rivelare una prima serie di constatazioni sotto analisi.
Il primo parametro fondamentale da prendere in considerazione è il periodo di manutenzione di base, Orbiter Maintenance Down Period (OMDP), che è richiesto ogni 5.5 anni o 8 voli.
Attualmente Atlantis, che era in previsione di ritiro dopo STS-125, ha subito una "mini-OMDP" che gli permette di volare per altri due voli mentre gli altri due orbiter dovranno subire entrambi una OMDP in caso di estensione. Dato che l'eventuale proseguimento dei voli coinvolgerebbe solo due navette era necessario individuare quale delle tre richiedesse maggiori investimenti per proseguire l'attività passando ad una attività di "donatore" di ricambi.
Eccola la situazione delle tre navette.
Discovery: ha volato 5 volte dall'ultima OMDP e il periodo calendariale dei 5.5 anni scadrà a settembre 2010.
Atlantis: ha volato 3 delle 8 missioni dall'ultima OMDP, il periodo scade nel 21 Gennaio 2011.
Endeavour: ha volato 2 volte dalla OMDP e il periodo temporale scade il Gennaio 2013.

Attualmente Endeavour sembra il meglio piazzato per volare oltre il 2010 mentre Atlantis benchè sia relativamente giovane a causa di alcuni problemi di usura ai pannelli RCC e agli attuatori dei freni aerodinamici sembra essere la navetta che verrà messa a terra per prima.
Il piano prevederebbe per Discovery una OMDP dopo STS-129 dalla durata tradizionalmente di 1 anno, per poi tornare e completare 7 voli entro il 2015 compresa la missione con AMS nel 2012.
Endeavour invece avrebbe in totale 11 voli con una OMDP che avverrebbe nel 2013.
Atlantis come detto dovrebbe essere in parte cannibalizzato ma anche in "near flight-ready state" ovvero quasi pronto al volo per servire eventualmente come LON.

Questo è il piano, i problemi però da affrontare sono molti e cercando di analizzarli si sono per ora trovati i seguenti risultati.
Iniziando dai problemi di approvigionamento del materiale necessario e in particolare per ET e SSME, entrambi i produttori hanno già iniziato da un paio d'anni a chiudere le linee di produzione. Sono poi in fase finale le scorte di ricambi e in particolare per elementi indispensabili come gli APU Gas Generators, attuatori idraulici, sensori e altre parti di magazzino.
Un incremento nei fondi sarebbe quindi necessario per l'acquisto di ulteriori scorte di magazzino e per le linee non ancora chiuse l'ordine non dovrebbe arrivare fra molto tempo in quanto sono tutte previste per essere chiuse nel 2010 e se dovessero essere estese sarà necessario un periodo di formazione per il nuovo personale che se ne occuperà da parte dei fornitori.
In totale sono circa 300 componenti a rischio e che richiederanno una soluzione o una ricertificazione prima di proseguire nel 2010 e altre 66 che termineranno fra il 2011 e il 2016.
Da questo lato gli impatti sul Constellation riguarderebbero soprattutto Ares V per la non disponibilità delle High Bay del VAB mentre Ares I non dovrebbe subire grossi problemi.
Il problema più grosso attualmente è però legato alla ISS e riguarda la necessità non solo di trasportare gli astronauti ma anche eventualmente di evacuarli e non essendoci i posti sulle Soyuz gli astronauti americani rimarrebbero senza via di fuga.
Lo shuttle non può permanere in orbita per più di 2 settimane e oggi solo le Soyuz possono coprire il ruolo di scialuppe della ISS. Attualmente l'unica via d'uscita da questo problema sembra essere un sistema derivato dal programma COTS, e in particolare dal cosiddetto "COTS D minus", cui diverse compagnie hanno assicurato di poter rispondere con un mezzo pronto entro il 2012 (i nomi non possono per ora essere divulgati per le discussioni in corso). Esiste inoltre la possibilità di riaprire il programma X-38 anche se l'utilizzo e lo sviluppo dipende dalle decisioni dei prossimi mesi.

Ultima possibilità allo studio è quella di utilizzare l'orbiter in maniera totalmente automatica, implementando un sistema migliorato di RCO (Remote Control Orbiter) attualmente utilizzato solamente per le emergenze e solamente dall'undocking fino all'atterraggio in caso di presunti danni.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.