PDR e Off nominal landing Orion

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Nell'ambito della progettazione della capsula, anche se non espressamente richiesto dai requisiti è stato compiuto uno studio sulla sopravvivenza dell'equipaggio in caso di atterraggi anomali o d'emergenza al di fuori dei parametri nominali, in particolare all'evenienza di ammaraggio e volontà o necessità dell'equipaggio di permanenza all'interno della capsula per periodi prolungati.
Attualmente il requisito, da molti però considerato eccessivo per la stessa incolumità dell'equipaggio, prescrive 36h di autonomia all'interno della capsula per l'equipaggio senza nessun sostegno esterno in ambiente marino.
Lo scenario attualmente potrebbe essere ipotizzabile solo nel caso avvenisse un rientro non nominale, in territorio ostile, in mare aperto e con la completa perdita di comunicazioni e tracking.
Il requisito prima ricercato aveva come limite una temperatura massima dell'acqua a 36°C ora questo valore è stato ridotto a 31°C ed eliminato il requisito precedentemente utilizzato sulle condizioni del mare.
Il requisito ha portato quindi alla riduzione delle zone marine con temperatura media dell'acqua al di sopra dei 31°C, ovvero le zone del Mar Rosso e del Golfo Persico. Se la capsula dovesse rientrare in queste aree che coprono lo 0,08% della superficie totale, con tutte le condizioni sfavorevoli elencate in precedenza e con l'equipaggio obbligato a rimanere vestito e all'interno della capsula, probabilmente il requisito non potrà essere raggiunto.
Il rischio viene comunque considerato accettabile e probabilmente non verranno eseguite ulteriori modifiche per cercare di inserire anche queste aree nelle zone comprese nel requisito.
Il parametro dimensionante, come è facile intuire è quindi il calore all'interno della capsula e ancora una volta il peso gioca un fattore determinante.
Condizioni di gelo sono facilmente sopportabili per la già ottima isolazione della capsula per poter affrontare l'ambiente spaziale incrementata dall'ulteriore vantaggio di vestire le tute di rientro, anch'esse ottimamente isolanti.
Per quanto riguarda la condizione di caldo estremo però manca ancora il raggiungimento dei requisiti, attualmente il sistema è in grado di fornire condizionamento attivo per 15min dopo l'atterraggio/ammaraggio, e il ricircolo dell'aria attraverso le ventole con l'assorbimento di CO2 per 36h.
Si stanno quindi ancora valutando le procedure da utilizzare ad ammaraggio avvenuto, si potrebbe infatti prevedere un immediato svestimento dell'equipaggio dalle tute per proteggerlo da surriscaldamenti e contemporaneamente l'apertura della capsula in attesa dei soccorsi ma per il 30% circa delle possibilità di ammaraggio le onde sarebbero statisticamente più alte di 4m mettendo a rischio tutta la capsula.
Una decisione definitiva è prevista per quest'anno e dovrà considerare oltre ai parametri già analizzati anche il ciclo notte/giorno, e la caratteristica delle ACES di essere maggiormente isolanti in queste situazioni rispetto alla tuta del Constellation.

Intanto si profila uno slittamento di qualche mese per la prima PDR (Preliminary Design Review) di Orion, prevista per il 26 Settembre e ora fissata per il 21 Novembre a causa di alcune questioni ancora aperte per quanto riguarda l'avionica, la questione peso, i costi e i carichi di ascesa e di abort.
Di conseguenza anche la CDR (Critical Design Review) è stata spostata dal 25 settembre 2009 al 2 Aprile 2010 e la conclusiva DCR (Design Certification Review) dal 18 Gennaio 2013 al 15 Marzo 2013.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.