STS-123 FD11: EVA4

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Dopo una pausa di quasi un giorno è ripreso il lavoro a bordo della ISS con una nuova EVA, la quarta della missione.
Obiettivo principale era il test da eseguire sul T-RAD, il nuovo sistema di riparazione in orbita dello scudo termico. Si tratta di una specie di pasta che si indurisce automaticamente dopo essere stata spalmata sulla zona interessata.
Questo era in pratica l'ultimo test da eseguire prima di validare tutto il complesso di misure di sicurezza intrapreso dopo la tragedia del Columbia e ancor più importante in vista del lancio di STS-125 verso Hubble che non potrà contare sul supporto della ISS.
Il primo compito della missione è stato però quello di sostituire due fusibili su un circuito elettrico della ISS nell'S0, che controllava fra le altre cose, due dei quattro giroscopi della ISS riportando la piena ridondanza nel sistema.
Ci sono state alcune difficoltà per entrambi gli astronauti quando Behnken non riusciva ad estrarre il fusibile da sostituire e Foreman non riusciva a disconnettere un cavo. Mentre il primo problema è poi stato risolto forzando un po' l'aggancio, per il secondo non c'è stato nulla da fare, non riuscendo quindi a completare il lavoro e riportando solo metà della ridondanza prevista, perchè i due giroscopi sono rimasti collegati allo stesso circuito.
Si è quindi passati al test sul T-RAD e dopo aver recuperato un po' di attrezzatura nella stiva dello shuttle e un po' nel traliccio S1 ci si è portati sul Destiny, dove si è allestito un piccolo banco di lavoro per eseguire i test.
Il dispenser è stato agganciato a Foreman che agganciato ad un sostegno per i piedi ha avuto il compito di spalmare la sostanza bi-componente sui provini.
Le prove riguardavano simulazioni di danni oppure test più specifici per il materiale, come la sua integrità o la sua adesione ai campioni.
Mentre a terra erano già stati eseguiti dei test in camera a vuoto, era importante eseguire lo stesso test anche in orbita perchè le bolle che si formano nella reazione chimica fra i due componenti della sostanza STA-54, a terra salgono automaticamente in superficie mentre nello spazio è richiesto un lavoro più delicato per evitare che si formino all'interno e compromettano l'isolamento o modifichino il flusso del plasma in fase di rientro.
Questo lavoro sembra essere andato decisamente bene, con una buona soddisfazione anche dei team di terra ed è stato concluso con largo anticipo sul previsto.
Visto il tempo rimanente si è ritornati sulla zona interessata in precedenza dal tentativo fallito di disconnessione di un cavo per riportare in funzione ed in maniera indipendente il CMG-2. Fallito però anche questo tentativo, i due giroscopi riportati operativi sono rimasti collegati allo stesso circuito di alimentazione perdendo un grado di ridondanza.
Il connettore è anni che si trova in quella posizione per cui non c'è urgenza nel riportare in configurazione ottima la connessione, sarà comunque un lavoro da fare appena possibile.
Infine sono stati completati anche due task previsti solo in caso di anticipo, ovvero lo sgancio di alcuni blocchi su Harmony e la rimozione di alcune coperte termiche da Dextre.
La EVA si è quindi conclusa in 6h e 24m.
E' sorto poi un problema con un giunto del braccio 2 di Dextre che sembra non volersi più muovere, anche questo è stato ispezionato durante la EVA ma non si sono trovati danni visibili, sono in corso ulteriori valutazioni.
Il rientro è stato anticipato di un'orbita dopo un riallineamento fra la posizione orbitale e le condizioni di visibilità.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.