Space debris: qualche miglioramento in vista

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Sono stati presentati ieri da CNES e ESA i risultati dell'osservazione della spazzatura spaziale nel corso del 2007.
L'evento principale è stato certamente il test missilistico cinese che ha sparso una miriade di frammenti in LEO e per i quali è richiesta una forte vigilanza a causa del "traffico" in quella fascia di spazio.
Gli operatori commerciali di satelliti hanno però raggiunto un importante accordo per cercare di limitare l'immissione in orbita di ulteriori detriti.
Attualmente ci sono oltre 12.000 oggetti monitorati in orbita, di questi 1.500 derivano dal test cinese e il rateo di crescita è di 200-250 nuovi oggetti ogni anno.
La situazione non è ancora di pericolo ma deve essere valutata attentamente, ci sono 11.500 detriti in orbita fra 800 e 1.500km, dove sono posti numerosi satelliti scientifici, militari e dei sistemi di navigazione. Altri 1.147 sono in orbita geostazionaria e riguardano principalmente satelliti in disuso.
Gli accordi fra i costruttori riguardano soprattutto questa zona, che è la più difficile per un rientro automatico di satelliti "dummy" a causa della resistenza atmosferica residua minima, e oltre a reboost al termine della vita operativa per l'immissione in orbite più alte è ora richiesta particolare attenzione a batterie e propellente residuo che in particolari condizioni, verificabili se il satellite non è più controllato, possono esplodere autonomamente creando numerosi detriti, a quel punto incontrollabili.
Eventi di questo tipo sono già occorsi, nel '78 esplose il satellite russo per telecomunicazioni Ekran-2 e nel '92 esplose un upper stage di un Titan 3.
Le raccomandazion del Inter-Agency Space Debris Coordination Committee (IADC) comprendono poi l'innalzamento di 300km oltre l'orbita dei satelliti geostazionari per non "intralciare" quelli attivi e la completa scarica delle batterie prima dello spegnimento definitivo.
Nel 2006 di 19 satelliti che hanno concluso la loro vita operativa, solo 9 sono stati spostati correttamente con successo, 7 sono stati spostati ma non a sufficienza da uscire dalla zona interessata e 3 sono stati abbandonati.
Nel 2007 invece le cose sono migliorate, con 12 satelliti geostazionari che hanno terminato la loro vita, di questi 11 sono stati spostati con successo e uno solamente, russo, non si è riusciti a spostarlo dall'orbita geostazionaria.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.