SpaceDev completa la prima fase del suo contratto con la NASA

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

SpaceDev ha recentemente completato la prima fase del contratto che la vede legata alla NASA sullo sviluppo di un aerospazioplano da impiegare nel trasporto di merci e persone in orbita bassa.
Questa prima fase, chiamata di definizione della outer mold line (OML), consisteva nella realizzazione di un modello, sia digitale che reale, da utilizzare per i primi studi sia numerici che in galleria del vento.
Il modello digitale è stato ricavato dal modello reale, digitalizzato, che era impiegato nei test in galleria del vento al Langley wind-tunnel dalla NASA.
Con il proprio Dream Chaser, SpaceDev aveva firmato un accordo di collaborazione con la NASA simile a quelli del programma COTS, in cui l'Agenzia si impegnava nel supporto alla società in settori quali i requisiti per il docking e di sicurezza e uno scambio di conoscenze tecniche.
Il Dream Chaser è uno stretto derivato dell'HL-20 della NASA, studiato proprio a Langley.
La propulsione è stata rivista, con un nuovo propulsore ibrido di proprietà della SpaceDev, e fino ad ora è l'unico mezzo che sarà in grado di effettuare, a scelta, voli sia orbitali che suborbitali.
Saranno possibili diverse configurazioni, da 6 persone di equipaggio, passando per versioni intermedie con meno persone aumentando il peso destinato al cargo, fino ad una versione "all cargo".
I primi voli dimostrativi sono previsti per il 2009.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.