Discovery ha lasciato la ISS

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

E' partito questa mattina dalla ISS lo Space Shuttle Discovery in vista del rientro di mercoledì.
Dopo la separazione lo Shuttle ha compiuto il tradizionale "sorvolo" della stazione prima di allontanarsi alcuni kilometri, per far riprendere a ciascuno dei due avamposti fotografie dell'altro.
In questi ultimi due giorni di permanenza nello spazio a bordo del Discovery si dovranno eseguire per l'ultima volta la serie di controlli di sicurezza sullo scudo termico utilizzando l'estensione del braccio OBSS con il rispettivo set di strumenti.
Per quanto riguarda i danni pronosticati, provocati dalla separazione del braccio per la EVA di riparazione di Sabato, e quindi dall'alimentazione ai sensori sembra che tre strumenti su quattro siano utilizzabili in caso di necessità.
Non essendo stati alimentati e riscaldati per circa 9 ore durante la passeggiata spaziale c'erano molti dubbi sull'effettiva possibilità che continuassero a funzionare, visto che erano stati testati per mancanza di alimentazione al massimo di quattro ore, ma il rischio era stato considerato accettabile vista l'assenza di possibili danni allo scudo in fase di partenza.
Fra quelli sopravvissuti ci sono comunque tutti quelli necessari in questa fase del volo, ovvero l'ultima ispezione prima del rientro, anche alla luce dell'impatto avuto con un micrometeorite o detrito orbitale a inizio missione, che è stato calcolato essere tre volte maggiore del più grande fino ad ora rilevato, ma molto inferiore al limite considerato di allerta per possibili danni, più altri 9 microimpatti rilevati dagli accelerometri a bordo.
Il rientro è previsto per Mercoledì alle 19:02 ora italiana come prima possibilità, con un "deorbit burn" alle 18:00, sempre al KSC è possibile un secondo tentativo nell'orbita successiva con "touch down" alle 20:35.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.