Presentazione STS-400

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Comincia a definirsi anche nei particolari la missione STS-400, quella che tutti sperano di non dover compiere ovvero quella di soccorso alla STS-125 verso Hubble.
A questo compito sarà chiamato l'Endeavour che stazionerà per l'ultima volta sulla rampa 39B, e che sarà chiamato a svolgere in rapida successione STS-326, STS-400 e STS-126.
A causa del limitato periodo di permanenza in orbita, dello shuttle saranno presenti in rampa contemporaneamente entrambi i mezzi, sia quello della missione sia quello di soccorso.
Il lancio di soccorso, se richiesto, avverrà una settimana dopo quello della missione principale, e se non ci sarà bisogno, l'Endeavour verrà portato direttamente dalla 39B alla 39A per la sua missione principale.
La preparazione per questa missione così singolare è stata particolarmente costosa e ha richiesto 2 anni circa di lavoro.
L'equipaggio sarà composto da astronauti che hanno volato di recente, saranno 3 o più probabilmente 4. L'airlock esterno sarà sprovvisto del sistema di aggancio APDS (Androgynous Peripheral Docking System).
Il sistema di soccorso fa affidamento sul sistema di controllo dell'assetto di entrambi gli Shuttle, se si dovesse fare a meno di uno di essi la missione sarebbe molto più difficoltosa.
Il rendez vous sarà condotto dall'Endeavour, avvicinandosi dal basso, e allineandosi a circa 600ft; il seguito della manovrà sarà simile a quella della ISS, con l'Atlantis che prenderà il posto della ISS e l'Endeavour che compirà una manovra di rotazione di 360° per controllare che lo scudo termico sia in ordine.
Una volta compiuto l'avvicinamento finale, che si sta ancora definendo nei particolari, ma che dovrebbe essere molto simile a quello della ISS, le due navette si avvicineranno rivolgendosi entrambi le stive e afferrandosi attraverso i bracci robotici che rimarranno completamente distesi e collegati fra loro come una sorta di lunga asta.
Successivamente ci sarà l'operazione di trasferimento dell'equipaggio dall'Atlantis all'Endeavour attraverso una serie di passeggiate spaziali, che utilizzeranno 4 EMU presenti sull'Atlantis, e 2 sul Endeavour, di queste solo 3 rientreranno a terra sull'Endeavour.
Le EVA verranno compiute solamente dall'equipaggio dell'Atlantis, tre di questi non hanno la statura e la corporatura adatta per effettuare delle EVA, per cui anche il semplice spostamento potrebbe essere difficoltoso, e per questo ci dovranno sempre essere astronauti adatti insieme agli altri.
Questi i passi fondamentali:
3 persone dell'equipaggio della STS-125 si posizioneranno nell'airlock dell'Atlantis e compiranno una EVA per portare sull'Atlantis 2 EMU posizionate nell'airlock dell'Endeavour e per installare un cavo-guida per i trasferimenti, e rientreranno nell'Endeavour, in totale 3 persone trasferite e 2 EMU portate sull'Atlantis.
Successivamente 2 persone e 4 Entry Suit vuote escono dall'airlock dell'Atlantis e 3 EMU vengono poste nell'airlock dell'Endeavour per essere traferite all'altra navetta, le Entry suit vengono poste sull'Endeavour e le 3 EMU sull'Atlantis, e tutti i partecipanti alla EVA rientrano nell'Endeavour.
Il processo verrà ripetuto una terza volta e si concluderà con la rimozione del cavo di trasferimento con un membro dell'equipaggio in attesa nell'airlock in caso di problemi.
Saranno comunque ancora possibili cambiamenti in questa procedura per cercare di ottimizzarla ancora di più, già in questo caso comunque ad entrambi gli equipaggi non sono rischieste particolari capacità ma l'esatto ordine verrà deciso a seconda delle capacità e delle caratteristiche di ognuno rispetto alle EVA.
La durata della missione è di 7 giorni, e le sorti dell'Atlantis non sono ancora chiare, le opzioni sono di tentare un rientro controllato unmanned (forse Vandenberg) oppure una distruzione dell'orbiter in atmosfera.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.