Rilevato impatto MMOD sull’Endeavour

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Durante il post flight processing è stato rilevato un impatto micrometeorico in uno dei radiatori dello Shuttle Endeavour.
La stessa cosa era capitata all'Atlantis durante la sua ultima missione, in quel caso l'impatto era stato classificato come il primo o secondo più importante mai avvenuto, in questo caso invece non si conosce ancora l'entità del danno.
Il rischio di impatto di MMOD (MicroMeteoroid/Orbiting Debris) è considerato il terzo maggiore fattore di rischio in ogni missione subito dopo lancio e rientro.
Impatti come quelli avvenuti di recente non hanno molte constromisure per essere evitati, se non orientare l'orbiter in modo che sia più esposta la zona meno critica. I radiatori, colpiti in entrambi i casi sono una delle parti più importanti dell'orbiter, nel caso il danno avesse colpito una serpentina di Freon e ci fosse stata la necessità di chiudere il relativo circuito, la procedura prevedeva un rientro forzato alla prima occasione utile sul suolo USA dello Shuttle.
Anche in questo caso comunque l'impatto sembra aver evitato tutte le parti vitali, anche perchè eventuali anomalie sarebbero state subito rilevate da terra.
Per il resto le procedure di ispezione post missione procedono regolari, con lo scudo che è stato ispezionato già per il 30%, nei prossimi giorni si procederà poi con l'ispezione termografica del muso e con l'ultima rimozione dalla stiva dello SpaceHab, che ha concluso la sua ultima missione nello spazio ed è entrato definitivamente nella Storia dell'astronautica.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.