I giapponesi reinventano il "satellite al guinzaglio"

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Il Prof. Hironori A. Fujii della Tokyo Metropolitan University, impegnato al Marshall Space Flight Center ha presentato il suo lavoro che prenderà la via dello spazio nel 2009.
L'esperimento si concentra sul metodo di svolgimento dei cavi nello spazio, parte critica di tutte le missioni fino ad ora svolte in questo campo.
Il nome della missione sarà "Fortissimo", ispirato al termine di origine italiana "ff" usato in musica proprio ad indicare il "fortissimo".
E fortissima dovrà essere la lunga striscia che testerà il nuovo meccanismo, sarà spessa 0.05mm, larga 5cm e lunga 1km. E questa è già una differenza significativa rispetto al passato perchè tutti i precedenti esperimenti utilizzavano dei cavi, mentre questa sarà proprio una striscia.
L'ispirazione è venuta dal metodo che utilizzavano i pompieri per immagazzinare gli idranti e con un pizzico di arte dell'origami si è arrivati alla soluzione finale, che dovrebbe consentire di svolgere il satellite per 1km in pochi minuti.
I precedenti sono tutti eccellenti, a partire dalle Gemini 11 e 12 collegate fra loro, poi le TSS-1 e TSS-1R italiane, per proseguire con i 20km del SEDS-1 e 2 nel 2003 e con i futuri YES-2 e MAST.
Le applicazioni saranno per il recupero energetico sotto forma di elettricità (la corrente attesa è di 1-3A) e la capacità di abbassare l'orbita senza utilizzare carburante.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.