Futura, primi risultati degli esperimenti biomedicali

Samantha Cristoforetti lavora all'esperimento Aniso Tubule. Credit: ESA/NASA

Dal 25 al 29 agosto scorso Milano ha ospitato la 37° edizione della conferenza annuale IEEE Engineering in Medicine and Biology Society (EMBS), uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla ricerca biomedicale.

La conferenza ha coinvolto oltre 3000 ricercatori che nell’arco di una settimana si sono confrontati sugli aspetti più innovativi della tecnologia biomedica e alle sue applicazioni nella clinica e nello studio della fisiopatologia umana.

Samantha Cristoforetti lavora all'esperimento Osteo-4 in una scatola a guanti. Credit: ESA/NASA

Samantha Cristoforetti lavora all’esperimento Osteo-4 in una scatola a guanti. Credit: ESA/NASA


L’evento è stato anche l’occasione per fare il punto sui primi risultati dei tre esperimenti biomedicali effettuati con successo da Samantha Cristoforetti durante la Missione Futura.

I tre esperimenti, Blind and Imagined, Wearable Monitoring e Drain Brain, sono stati al centro di uno specifico mini-simposio che si è tenuto il 27 agosto e che ha visto la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’evento ha avuto un ampio e vivace seguito da parte dei congressisti.

La sessione, intitolata “Biomedical Tecnology in Space: Results from the Futura Mission of the Italian Space Agency”, è stata moderata da Salvatore Pignataro dell’ASI, Direttore della Missione Futura, e da Marco Di Rienzo della Fondazione Don Gnocchi, organizzatore dell’evento e Principal Investigator dell’esperimento Wearable Monitoring.

In particolare, Pignataro ha brevemente introdotto le attività dell’ASI, soffermandosi poi sui dettagli della Missione Futura e sulle opportunità offerte dall’Agenzia per lo svolgimento di ricerche in ambito spaziale.

Samantha Cristoforetti con indosso i sensori dell'esperimento Drain Brain. Credit: ESA/NASA

Samantha Cristoforetti con indosso i sensori dell’esperimento Drain Brain. Credit: ESA/NASA


I primi risultati dell’esperimento Blind and Imagined, sulla modificazione dei meccanismi sensori-motori durante la permanenza umana prolungata in microgravità, sono stati presentati da Claudia Casellato del Politecnico di Milano, mentre Marco Di Rienzo ha illustrato i dettagli dell’esperimento Wearable Monitoring sullo studio della fisiologia del sonno in microgravità.

Di Rienzo ha anche mostrato le prime elaborazioni riguardanti il controllo autonomico del circolo e della meccanica cardiaca in questa condizione.

Nella parte finale della sessione Angelo Taibi dell’Università di Ferrara ha presentato i primi risultati di Drain Brain, esperimento dedicato allo studio del ritorno venoso cerebrale in microgravità ottenuto con metodiche e sensori innovativi.

Fonte: ASI

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Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.