Finiti i test per il Roman Space Telescope

La camera bianca mobile utilizzata per spostare il Roman Space Telescope da una struttura di test all'altra. Credit: NASA/Sydney Rohde (Rocz)

Tra gennaio e marzo del 2026 si sono tenute le ultime verifiche tecniche sul prossimo grande telescopio spaziale dell’Agenzia spaziale statunitense (NASA), il Nancy Grace Roman Space Telescope. Si è trattato, in ordine, di test elettromagnetici, vibrazionali e acustici, per confermare la capacità del telescopio di resistere alle intense fasi iniziali del decollo, che avverrà nell’autunno 2026 a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX, e di operare correttamente nello spazio.

I collaudi si sono svolti al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nello Stato statunitense del Maryland. Durante i trasferimenti tra le varie strutture del centro, l’osservatorio spaziale è stato collocato in una camera bianca portatile, in modo da proteggerlo dalle contaminazioni esterne. È una pratica standard quando le sonde vengono costruite, resa però significativa dalle dimensioni del telescopio: nell’autunno 2025 era stato addirittura separato in due porzioni per permettere di entrare negli ambienti di prova.

Nel gennaio 2026 ha avuto luogo il primo collaudo, quello per le interferenze elettromagnetiche. Il telescopio è stato circondato da speciali pannelli assorbenti per bloccare ogni traccia di segnali radio esterni e assorbire eventuali riflessioni all’interno della struttura di test. Poi è stata accesa l’elettronica del Nancy Grace e sono stati misurati i segnali prodotti, per verificare che non si instaurino interferenze tra il rumore generato dall’elettronica stessa e la radiazione infrarossa ricevuta dal telescopio da parte degli oggetti cosmici osservati.

A febbraio è stato il turno dei test vibrazionali: lo scopo è di verificare che tutte le componenti meccaniche ed elettriche rimangano in posizione, nonostante le forti vibrazioni a cui sono sottoposte. Sono state simulate prima le frequenze più basse e gradualmente aumentate fino a quelle più alte.

Infine, all’inizio di marzo si sono svolti i test acustici: Roman è stato posizionato vicino a una serie di altoparlanti, che hanno prodotto un rumore fino a 138 dB di intensità. Per dare un paragone, è lo stesso che si avvertirebbe a circa 30 metri da un motore a getto. Il suono, essendo una rapida successione di compressioni e rarefazioni dell’aria, comporta anche un carico sulla struttura del telescopio: e poiché il decollo è un momento decisamente rumoroso, è necessario verificare che questa non subisca danni.

Jack Marshall, capo del team di integrazione e test di Roman al Goddard, ha riferito che «tutti i test si sono svolti senza intoppi e allo stato attuale siamo in anticipo sulla tabella di marcia», ringraziando poi la squadra per il lavoro svolto.

I prossimi, e ultimi, collaudi saranno più veloci e simuleranno altri aspetti del percorso di Roman verso la destinazione finale: uno fra tutti la separazione dal secondo stadio, che comporta vibrazioni e sollecitazioni sull’intera struttura, e la verifica del funzionamento dei pannelli fotovoltaici, della copertura di protezione per lo specchio principale (Deployable Aperture Cover) e della struttura (Solar Array Sun Shield) e l’antenna. Seguirà poi, in estate, il trasporto verso il Kennedy Space Center, in Florida, dove i tecnici verificheranno che non ci siano stati problemi nel percorso e inizieranno le operazioni per l’unione con il Falcon Heavy.

La missione analizzerà tre aspetti fondamentali per la cosmologia, l’astrofisica e la planetologia moderne: l’energia oscura (associata all’espansione accelerata dell’Universo e di cui ancora si conosce pochissimo), le primissime galassie formatesi (e oggi visibili nell’infrarosso, per via del redshift) e infine gli esopianeti (grazie ad un coronografo innovativo).

Fonti: NASA

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Matteo Deguidi

Studio Astrophysics and Cosmology e ho fatto un Master in Comunicazione della Scienza a Padova: qui provo a raccontare quello che succede nel mondo dell'astronautica mondiale, concentrandomi su missioni scientifiche in corso o in fase di sviluppo, con qualche spruzzata di astronomia ogni tanto.

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