Il coronografo di Proba-3 richiama casa!
Nel corso del fine settimana del 14 e 15 febbraio 2026, si erano interrotte le comunicazioni con uno dei due satelliti che compongono la missione Proba-3 (Project for On-Board Autonomy-3), dell’Agenzia spaziale europea, che ha lo scopo di studiare la corona solare tramite le eclissi artificiali create appositamente dai due orbiter.
Come detto, la missione consta di due satelliti che volano in formazione: il Proba-3 Occulter e il Proba-3 Coronograph. È l’anomalia verificatasi appunto a bordo di quest’ultimo, che ha scatenato una serie di effetti a cascata, culminati con la perdita del normale assetto di volo e, cosa più importante, con l’interruzione delle comunicazioni con la Terra.
È dello scorso 19 marzo l’attesa notizia: il satellite ha richiamato casa, ristabilendo così il contatto con il team della missione.
È stata la stazione radio di Villafranca, in Spagna, a ricevere la telemetria da Proba-3 Coronograph, dopo poco più di un mese di silenzio radio. La telemetria è un pacchetto di dati inviato dal veicolo spaziale che include informazioni basilari come lo stato di salute dei propri sistemi di bordo, temperature, tensioni elettriche e altri parametri vitali.

Ora Proba-3 Coronograph è entrato in safe mode, una modalità operativa dei veicoli spaziali nella quale vengono disattivati tutti i sistemi di bordo non essenziali e al contempo vengono mantenute attive solo quelle funzioni fondamentali come il controllo termico, il controllo dell’assetto di volo e le trasmissioni radio. In questo modo, la squadra a supporto della sonda ha potuto iniziare le varie verifiche sullo stato di salute di tutti i sistemi, con la speranza di non trovare danni o problemi.
Il pannello fotovoltaico dell’orbiter è correttamente rivolto al Sole, fornendo energia agli essenziali sistemi elettronici di bordo e caricando le batterie con l’energia rimanente.
Dopo un mese di navigazione orbitale sostanzialmente alla deriva nel freddo estremo, i sistemi di bordo necessitano di tempo per riscaldarsi correttamente fino alla temperatura operativa, prima di poter continuare con le procedure di ripristino completo.
«Ricevere un messaggio dal Coronograph è una notizia stupefacente e di grande sollievo! Fin da quando è stato rilevato il problema un mese fa, la squadra del controllo di missione, tutti gli operatori e i partner industriali sono stati al lavoro senza sosta per riprendere i contatti con il satellite», il commento di Damien Galano, manager della missione Probe-3.

Possiamo immaginare l’euforia del gruppo responsabile della missione, nel momento in cui è stata ricevuta l’attesa chiamata dagli operatori dell’antenna di Villafranca. Tuttavia, il lavoro di ripristino non è ancora terminato: è necessario studiare attentamente i dati telemetrici prima di fare il punto della situazione e di procedere quindi con i passi successivi.
In un aggiornamento seguente pubblicato sul blog ufficiale della missione, viene specificato che tutt’ora la connessione con il Coronograph non si è ancora stabilizzata e che ci sono dei problemi con la trasmissione della telemetria a terra. Ciononostante, per la prima volta dal 14 febbraio, i controllori sono riusciti ad attivare il collegamento inter satellite (Inter Satellite Link – ISL), ovvero la connessione diretta fra Proba-3 Coronograph e Proba-3 Occulter.
Oltre a fungere da canale di comunicazione fra il Coronograph e l’Occulter, il sistema ISL fornisce al team dei controllori informazioni sulla distanza relativa fra i due orbiter. Ad esempio nella notte fra il 19 e il 20 marzo erano distanti fra di loro otto chilometri.
Il serbatoio del propellente del Coronograph si sta lentamente riscaldando ed ha già raggiunto la temperatura minima di utilizzo per il sistema propulsivo.

La missione Proba-3 è partita per lo spazio il 5 dicembre 2024 con un vettore PSLV-XL dal Satish Dhawan Space Centre in India. I due satelliti sono stati collocati su di un’orbita ellittica con un apogeo di 60.500 km, un perigeo di 600 km ed un’inclinazione di 59°. La missione ha una durata nominale di due anni.
Fonte: ESA
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