Guasto a Goldstone: antenna DSN fuori uso fino a maggio

The giant, 70-meter-wide antenna at NASA's Deep Space Network complex in Goldstone, Calif., tracks a spacecraft on Nov. 17, 2009. This antenna, officially known as Deep Space Station 14, is also nicknamed the 'Mars antenna.'

L’antenna DSS-14 del Deep Space Network (DSN) della NASA, una parabola da 70 metri di diametro situata nel complesso di Goldstone in California, resta inservibile almeno fino a maggio 2026, dopo i danni riportati lo scorso autunno. Una volta ripristinata sarà ad ogni modo messa fuori servizio entro la fine dell’anno per un importante programma di ammodernamento.

Il 16 settembre 2025 l’antenna aveva subito un guasto a seguito di una rotazione che aveva sollecitato eccessivamente cavi e tubazioni. L’incidente ha compromesso i tubi flessibili del sistema di controllo, provocando perdite di fluidi. L’Agenzia spaziale statunitense ha confermato pubblicamente l’accaduto solo nei primi di novembre, dopo settimane di indiscrezioni sulla reale entità dei danni.

La DSS-14 è una delle tre antenne da 70 metri del DSN, insieme a quelle situate nei complessi di Madrid (Spagna) e Canberra (Australia). Queste grandi parabole sono fondamentali per comunicare con veicoli lontani miliardi di chilometri dalla Terra ma, oltre alle comunicazioni, la DSS-14 è usata come radar planetario per studiare asteroidi e oggetti vicini alla Terra, essendo in grado di misurarne forma e dimensioni.

Lance Benner, scienziato del Jet Propulsion Laboratory (JPL) e responsabile di numerose osservazioni radar, ha confermato che al 14 gennaio l’indagine sull’incidente è ancora in corso, precisando che i danni non sono avvenuti durante attività di ricerca. La data ufficiale del ritorno alle operazioni è fissata al 1o maggio, ma Benner ha avvertito che la tempistica potrebbe cambiare.

Indipendentemente dall’incidente, la NASA aveva già pianificato di disattivare la DSS-14 nell’agosto 2026 per avviare una profonda manutenzione, destinata a protrarsi fino a ottobre 2028. L’intervento si è reso necessario per sostituire e aggiornare componenti con 40-50 anni di servizio.

Durante questo periodo, i ricercatori dovranno affidarsi ad alternative per le osservazioni radar. Una possibilità sarà usare come trasmettitore l’antenna DSS-13 per ricevere i segnali riflessi con gli strumenti del Green Bank Observatory (West Virginia), sebbene la sensibilità di questa configurazione sia solo un decimo di quella fornita da DSS-14.
Nonostante la piena operatività non sia prevista prima dell’ottobre 2028, l’antenna potrebbe tornare a svolgere osservazioni limitate già da aprile dello stesso anno, in tempo per supportare il passaggio ravvicinato dell’asteroide Apophis nell’aprile 2029.

Oltre alla perdita temporanea di una delle sue antenne principali, il DSN si trova sotto pressione anche per le esigenze della missione Artemis 2, il cui lancio è previsto per l’inizio di febbraio. La NASA infatti lo userà per comunicare e tracciare la capsula Orion nel viaggio di 10 giorni di andata e ritorno dalla Luna. Durante la missione Artemis 1 del 2022, la rete di radiotelescopi fu costretta a ridurre il supporto a molte missioni scientifiche, che persero centinaia di ore di antenna. Un impatto simile è atteso anche per Artemis 2. Greg Heckler, vice responsabile del programma SCaN (Space Communications and Navigation), ha definito le richieste di Artemis una sfida impegnativa che mette sotto forte stress il DSN, ma anche un’opportunità per rafforzare la rete, aumentare la resilienza e ottenere le risorse necessarie per supportare l’esplorazione umana e le missioni scientifiche.

Heckler ha sottolineato che le missioni con equipaggio mettono in evidenza la necessità di aggiornare l’infrastruttura, rendendo più facile ottenere finanziamenti e interventi di manutenzione. Ha comunque avvertito la comunità scientifica di aspettarsi una disponibilità ridotta del DSN durante i periodi di volo delle missioni Artemis, circa quattro settimane all’anno. Per il resto del tempo, undici mesi, la DSN sarà praticamente tutta a disposizione della comunità scientifica.

In conclusione e per fornire un sintesi:

  • DSS-14 tornerà disponibile non prima di maggio 2026;
  • entro fine 2026 avvio di un importante aggiornamento che si protrarrà fino al 2028;
  • nell’attesa del ripristino della piena operatività, le osservazioni radar si sposteranno su sistemi alternativi;
  • la missione Artemis 2 aumenterà il carico di lavoro sul DSN, ma contribuirà a finanziarne l’ammodernamento,
  • DSS-14 dovrebbe essere funzionante, almeno parzialmente, per studiare Apophis nel 2029.

Fonte: SpaceNews.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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