SpaceX lancia Eutelsat 10B su un Falcon 9 a perdere

Eutelsat 10B - Credits: Thales

Un Falcon 9 di SpaceX, giunto al suo undicesimo volo, è decollato il 22 novembre da Cape Canaveral per immettere in orbita il satellite Eutelsat 10B. La missione sarebbe dovuta partire il giorno precedente ma SpaceX ha preferito posticiparla di un giorno per condurre ulteriori controlli pre-volo.

Decollo di Eutelsat 10B. Credits: Eutelsat-SpaceX

Eutelsat è un operatore satellitare francese che fornisce copertura a tutto il continente europeo, il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia e le Americhe. È il terzo operatore satellitare al mondo e gestisce una flotta di oltre 30 satelliti che trasmettono i segnali di quasi 7.000 stazioni televisive e 1.100 stazioni radio. L’azienda fornisce anche servizi Internet a banda larga dall’orbita geostazionaria. Quest’anno, SpaceX ha lanciato due satelliti Eutelsat: HOTBIRD 13F il 15 ottobre e HOTBIRD 13G il 3 novembre. Entrambi i satelliti sono stati progettati per irradiare segnali di canali televisivi mentre Eutelsat 10B è progettato per fornire copertura Internet ad aerei e navi che operano in Africa, Medio Oriente, Europa e nell’Oceano Atlantico settentrionale.

Eutelsat 10B è stato progettato per fornire servizi in banda Ku per i clienti del trasporto aereo e marittimo in aree ad alto traffico in Europa, bacino del Mediterraneo, Medio Oriente, Africa, Oceano Atlantico e Oceano Indiano.
Il satellite, costruito da Thales Alenia Space, trasporta anche due payload in banda C e Ku ​​che subentreranno ai servizi di trasmissione TV forniti da Eutelsat 10A che dovrebbe raggiungere la conclusione della sua vita operativa alla fine del 2023. L’attività di gestione dei servizi televisivi via satellite di Eutelsat genera circa il 59% dei ricavi dell’azienda, ma è in graduale diminuzione a causa delle mutevoli tendenze dei consumatori.
L’operatore GEO ha puntato a servire i mercati della connettività come fonte di crescita futura ed è nel mezzo della fusione con l’operatore di banda larga in orbita terrestre bassa OneWeb per rafforzare questa strategia.
I mercati della connettività aerea e marittima promettono significative opportunità di crescita per gli operatori satellitari in grado di soddisfare la crescente domanda da parte dei passeggeri di servizi di connettività migliorati.

Il video del rilascio del satellite EUTELSAT 10B dal vettore

Questo lancio ci ha portato indietro nel tempo. Questo perché SpaceX ci ha abituato a vedere il recupero dei booster del primo stadio del Falcon 9 per poterli riutilizzare in missioni successive. Tuttavia in questo caso, per soddisfare le esigenze orbitali del cliente, questa possibilità è venuta meno. Il Falcon 9 ha lanciato il satellite Eutelsat 10B in un’orbita di trasferimento geosincrona, che ha richiesto l’uso di tutto il carburante del booster per ottenere una corretta iniezione in orbita, sacrificio necessario dovuto anche alla ingente massa del satellite che pesa circa 5,5 tonnellate. Il booster precipitato nell’oceano, identificato come B1049-11, aveva precedentemente supportato il lancio delle missioni Telstar 18, VANTAGE, Iridium-8 e nove missioni Starlink. Il razzo B1049-11, uno dei più vecchi della flotta Falcon 9 Block 5 di SpaceX, era in funzione da settembre 2018.

Il sacrificio del booster ha permesso di inviare il satellite Eutelsat 10B verso un’orbita di trasferimento supersincrona ad alta energia, che permetterà al satellite di ridurre il tempo necessario per raggiungere la sua posizione geostazionaria finale con i propri propulsori. Questa traiettoria riduce di 10 giorni il viaggio del satellite di cinque-sei mesi rispetto a un tipico lancio verso un apogeo sotto l’orbita geostazionaria (GEO). Il percorso più veloce rappresenta un tentativo per recuperare i ritardi accumulati da alcuni problemi di produzione che hanno ritardato i piani per mettere in servizio Eutelsat 10B nella prima metà del 2023.

Una piccola nota di colore: Eutelsat non ha comunicato nulla riguardo il costo sostenuto per questo lancio senza recupero del booster.

Fonte: SpaceNews.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.