Un razzo Sojuz lancia tre satelliti Gonec-M e un satellite militare

Il momento del lancio. Credit: Ministero della difesa, Russia.

Lo scorso 3 dicembre, alle 02:14 italiane (le 4:14 ora locale), un razzo Sojuz 2.1b ha lanciato con successo i 3 satelliti per le telecomunicazioni Gonec-M30, Gonec-M31, Gonec-M32 e un satellite militare. Il vettore è decollato dalla rampa 43/3 (43L) del cosmodromo di Pleseck, in Russia. Si è trattato del volo numero 4 partito da questa rampa.

Il video del lancio.

Il lanciatore era un Sojuz 2.1b con stadio superiore di tipo Fregat. Il sito di Pleseck è utilizzato tipicamente per i lanci in orbita polare o con inclinazione molto elevata. Il carico in questione è stato immesso infatti in un’orbita denominata quasi-polare, con 82,5° di inclinazione e 1.500 km di quota; è un piano orbitale abbastanza inusuale, ma questi satelliti non necessitano dei vantaggi tipici dell’orbita polare eliosincrona.

I tre satelliti Gonec fanno parte di una costellazione in esercizio dal 1996 e servono a garantire la copertura telefonica in zone remote, come le coste settentrionali russe e l’area polare artica. La costellazione si è evoluta nel corso degli anni e la serie Gonec-M, di seconda generazione dopo la prima Gonec-D, sarà in grado di fornire anche minimi servizi di IoT (Internet of Things) in banda stretta. La costellazione Gonec-M prevede 28 satelliti (l’ultimo lancio ha immesso in orbita il 20º, 21º e 22º satellite, a dispetto della numerazione) e la copertura del territorio non sarà continua ma soggetta a un tempo di attesa di qualche minuto, variabile in funzione della latitudine. La connessione dati è dell’ordine di grandezza di qualche decina di kilobyte al secondo, sufficiente per i servizi IoT.

Rappresentazione artistica del satellite Gonec. Credit: Wikipedia.

Circa 6 minuti dopo il rilascio dei satelliti commerciali è stato rilasciato anche un satellite militare per il Ministero della Difesa russo, di cui non si conoscono le specifiche. L’oggetto è stato classificato con la sigla Kosmos-2548. Al termine della missione, lo stadio Fregat ha effettuato un’altra accensione del suo motore principale per abbandonare l’orbita e ridurre così il problema dei detriti spaziali.

Questo lancio consiste nel 100º lancio tentato nel 2020, di cui solo 91 hanno avuto successo.

Fonti: Gonec, Tass

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Gianmarco Vespia

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