ISS Weekly Status Report – 03.2018

ISS, Shuttle, Soyuz ed ATV

Pubblichiamo il nuovo report delle attività svolte dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

22 gennaio

Light Microscopy Module (LMM) Petri Plants Plate Operations
Nel corso del fine settimana, l’equipaggio ha rilevato con l’esposimetro l’intensità della luce che giunge alle piastre di Petri ed ha scattato alcune fotografie, dopo aver verificato che l’interno delle piastre di Petri fosse privo di condensa e l’esterno fosse asciutto. Le piante coltivate in microgravità sembrano per lo più normali, in realtà presentano una serie di caratteristiche distinte rispetto alle piante coltivate sulla Terra, in particolare nella modalità di crescita delle radici. L’indagine denominata Characterizing Arabidopsis Root Attractions-2 (CARA-2) studia i segnali molecolari che possono causare questi cambiamenti, tra cui le basi genetiche di come una pianta percepisce la direzione della gravità. I risultati potranno migliorare gli sforzi per far crescere le piante in microgravità durante le future missioni spaziali, consentendo agli equipaggi di utilizzare le piante sia come cibo che per la produzione di ossigeno.

Circadian Rhythms
Sabato, un membro dell’equipaggio della Soyuz 53S ha rimosso e stivato l’Actiwatch ed il Thermolab dopo aver concluso la sessione di 36 ore avviata giovedì scorso. L’esperimento esamina il ruolo dei ritmi circadiani (le reazioni del corpo umano nel ciclo di 24 ore di luce-buio) durante i voli spaziali di lunga durata, per capire come tali ritmi influenzino i cambiamenti nella composizione e nella regolazione della temperatura corporea in concomitanza di una ridotta attività fisica, il tutto in presenza della microgravità e dell’ambiente controllato artificialmente presente a bordo della ISS.

NeuroMapping
Oggi un membro dell’equipaggio della Soyuz 53S, giunto al traguardo del Flight Day 30 (FD30), ha configurato lo strumento NeuroMapping prima di eseguire l’esperimento con il corpo in un primo momento in configurazione “strapped in” e successivamente ”free floating”. Neuromapping intende indagare se i voli spaziali di lunga durata provocano alterazioni al cervello, sia a livello di struttura che di funzioni, come ad esempio il controllo motorio ed il multi-tasking, nonché misurare il tempo di pieno recupero da queste eventuali sofferenze. Precedenti ricerche ed aneddoti, raccontati da astronauti al ritorno da un volo spaziale di lunga durata, suggeriscono che il controllo del movimento ed alcuni aspetti cognitivi subiscono alterazioni dopo aver vissuto a lungo in microgravità. L’indagine NeuroMapping utilizza la risonanza magnetica cerebrale strutturale e funzionale (MRI and FMRI) per valutare gli eventuali impatti sui membri di un equipaggio dopo una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Rodent Research 6 (RR-6)
L’equipaggio ha pulito e rifornito con nuove barrette di cibo i due habitat dei roditori. Lo scopo dell’esperimento Rodent Research-6 (RR-6) è lo studio di sistemi di rilascio di farmaci studiato per combattere l’atrofia muscolare dei topi in microgravità. RR-6 include diversi gruppi di topi trattati selettivamente con un placebo o con un chip di rilascio di farmaci a nanocanali impiantato sottopelle.

Plant Habitat Science Carrier Installation
L’equipaggio ha installato il payload scientifico all’interno della Plant Habitat Facility dopodichè ha spento il microcontroller, intervenendo dal laptop dell’EXPRESS Rack 5. L’Advanced Plant Habitat Facility (Plant Habitat) è una struttura completamente automatizzata che verrà utilizzata per condurre ricerche sulle piante. Plant Habitat occupa la metà inferiore del rack EXpedite the PRocessing of Experiments to Space Station (EXPRESS) e due cassetti dell’International Subrack Interface Standard (ISIS), mettendo a disposizione un grande volume chiuso ad ambiente controllato.

Light Microscopy Module (LMM) Test Target Oil Dispensing
In preparazione delle prossime operazioni ACE-T6, oggi l’equipaggio ha posizionato alcune salviette prive di filamenti all’interno dell’LMM Auxiliary Fluids Container (AFC) ed aggiunto dell’olio sull’LMM Confocal Test Target. Il Light Microscopy Module (LMM), un microscopio commerciale adattato per essere utilizzato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, consente la ricerca dei fenomeni microscopici in microgravità, con la capacità di acquisire ed inviare immagini e video digitali ad elevati livelli di ingrandimento. Il modo in cui la materia è organizzata e si muove a livello microscopico incide profondamente il mondo macroscopico, ed una comprensione di tali processi aiuterà gli scienziati e gli ingegneri a costruire materiali e macchine più efficienti, sia per gli ambienti terrestri che per quelli spaziali.

Portable Emergency Provisions (PEPS) Inspection
L’equipaggio ha effettuato la manutenzione periodica per ispezionare i Portable Fire Extinguishers (PFE), i Portable Breathing Apparatus (PBA) e gli Extension Hose Tee Kit (EHTK).

EVA tool configuration and procedure reviews
L’equipaggio ha aggiornato oggi le Cuff Checklist, preparato le attrezzature e gli RWS, ripassato le procedure ed effettuato una videoconferenza con gli EVA Ground team per discutere della attività extraveicolare di domani.

 

23 gennaio

USOS Extra Vehicular Activity (EVA) #47
Mark Vande Hei (EV1) e Scott Tingle (EV2) hanno completato con successo la USOS EVA #47 durata 7 ore e 24 minuti – Phased Elapsed Time (PET). L’obiettivo principale di questa EVA era lo scambio del Latching End Effector (LEE), prelevato dallo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) B side, con il LEE che era stivato come ricambio sull’External Stowage Platform 2 (ESP-2), invertendo tra loro anche il Worksite Interface Fixture (WIF) adapter ed il Camera Light Assembly (CLA). La prima accensione del nuovo LEE-B sulla stringa primaria aveva mostrato un errore. Gli astronauti hanno modificato il cablaggio permettendo ai Ground team di attivare il LEE sulla stringa secondaria, pur continuando a ricevere l’errore dalla stringa primaria. Gli specialisti a Terra stanno studiando come risolvere questo problema.

 

24 gennaio

Arthrospira-B (Batch Culture)
Oggi è giunto a conclusione il periodo di incubazione di tre Experiment Containers (EC), il primo iniziato due settimane fa mentre gli altri due erano stati avviati la scorsa settimana. Gli EC sono stati rimossi dal BioLab Incubator e smontati, mentre i campioni contenuti all’interno degli EC sono stati stivati in un Minus Eighty Degree Celsius Laboratory Freezer for ISS (MELFI). L’esperimento Arthrospira-B è un passo importante per apportare miglioramenti nell’area dei sistemi di supporto vitale rigenerativo che contribuiranno a rendere possibili le future missioni di esplorazione umana oltre la bassa orbita terrestre (LEO – Low Earth Orbit). Il cianobatterio Arthrospira sp. ceppo PCC8005, utilizzato nei sistemi di supporto biologico dei veicoli spaziali, è un candidato ideale per la rimozione della CO2 e dei nitrati e per la produzione di ossigeno e biomassa, tuttavia, per garantire l’affidabilità di un tale sistema biologico di supporto, è necessario caratterizzare la risposta di Arthrospira sp. PCC8005 in condizioni di volo spaziale.

NeuroMapping
Oggi, un membro dell’equipaggio della Soyuz 52S, giunto al traguardo del Flight Day 150 (FD150), ha configurato lo strumento NeuroMapping prima di eseguire l’esperimento con il corpo in un primo momento in configurazione “strapped in” e successivamente ”free floating”. Neuromapping intende indagare se i voli spaziali di lunga durata provocano alterazioni al cervello, sia a livello di struttura che di funzioni, come ad esempio il controllo motorio ed il multi-tasking, nonché misurare il tempo di pieno recupero da queste eventuali sofferenze. Precedenti ricerche ed aneddoti, raccontati da astronauti al ritorno da un volo spaziale di lunga durata, suggeriscono che il controllo del movimento ed alcuni aspetti cognitivi subiscono alterazioni dopo aver vissuto a lungo in microgravità. L’indagine NeuroMapping utilizza la risonanza magnetica cerebrale strutturale e funzionale (MRI and FMRI) per valutare gli eventuali impatti sui membri di un equipaggio dopo una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Lighting Effects
Un membro dell’equipaggio della Soyuz 52S, dopo aver spento tutte le fonti luminose di ciascun Crew Quarter, ha effettuato un Numerical Verification Test ed un Color Discrimination Test. L’esperimento Lighting Effects desidera quantificare e qualificare gli effetti dell’illuminazione sull’abitabilità dei veicoli spaziali. Tutte le fonti luminose della ISS verranno sostituite con un nuovo sistema progettato per migliorare la salute ed il benessere dell’equipaggio. L’indagine Lighting Effects studia l’impatto del cambiamento portato dalla sostituzione delle lampadine fluorescenti con luci led ad intensità luminosa e colore regolabili, per capire se le nuove luci potranno migliorare i ritmi circadiani dell’equipaggio. I risultati di questa indagine avranno importanti ricadute anche su tutte le persone a Terra che fanno uso di lampade ad incandescenza. Gli SSLA sono stati progettati per sostituire i General Luminaire Assemblies (GLAs) per migliorare l’acuità visiva e per fornire una miglior soluzione per affrontare i disagi dovuti ai ritmi circadiani ed al ciclo del sonno dell’equipaggio. Per raggiungere questi obiettivi, gli SSLA sono stati progettati per funzionare in 3 modalità di spettro luminoso distinte. Le diverse modalità di funzionamento hanno a che fare con la gestione della porzione del blu fornita dalla luce delle lampade; la luce blu ha impatti sulla produzione di melatonina che a sua volta ha impatti sul sonno.

Advanced Colloids Experiment-Temperature-6 (ACE-T-6) Module Configuration
L’equipaggio ha predisposto il Fluids Integrated Rack (FIR) Light Microscopy Module (LMM) per l’avvio dell’esperimento ACE-T6. L’indagine ACE-T-6 studia il comportamento microscopico dei colloidi nei gel e nelle creme, per fornire nuove informazioni sulle interazioni fondamentali che possono migliorare la qualità del prodotto. I colloidi sono sospensioni di particelle microscopiche in un liquido e si trovano in svariati prodotti che vanno dal latte agli ammorbidenti. I prodotti di consumo utilizzano spesso gel colloidale per distribuire ingredienti specializzati, ad esempio gocce che ammorbidiscono i tessuti, ma i gel devono servire a due scopi opposti: devono disperdere il principio attivo in modo che funzioni e mantenere una distribuzione uniforme in modo che il prodotto non si disperda.

Meteor Hard Drive Exchange and Antivirus Update
L’equipaggio ha sostituito il disco rigido del portatile Meteor posto all’interno della Window Observational Research Facility (WORF), dopodichè ha aggiornato l’antivirus del laptop. Il payload Meteor è uno strumento per l’analisi dello spettro visibile con lo scopo primario di osservare meteore nell’orbita terrestre. L’indagine Meteor consiste nell’acquisizione di video ed immagini ad alta risoluzione dell’atmosfera terrestre, successivamente rielaborati da un particolare software, per la ricerca dei punti luminosi e l’osservazione di meteoriti in orbita terrestre.

Separator Plumbing Assembly (SPA) and Filter Remove and Replace (R&R)
L’equipaggio ha sostituito l’Urine Processing Assembly (UPA) SPA ed il Purge Filter. L’analisi dei dati di sistema indicava che il filtro non fosse più in grado di rimuovere il gas libero dal distillato.

Extravehicular Activity (EVA) Operations
L’equipaggio ha partecipato ad un debriefing con gli specialisti a Terra avendo come argomento l’attività extraveicolare di ieri, prima di rifornire di acqua le due Extravehicular Mobility Unit (EMU) utilizzate ieri, predisponendole per la prossima EVA in programma il 29 gennaio.

 

25 gennaio

FemtoSat Assembly and Deployment
Utilizzando componenti stampati sulla ISS dall’Additive Manufacturing Facility (AMF)-Manufacturing Device, l’equipaggio ha mostrato le traiettorie di rilascio di FemtoSat. Questo esperimento consiste in un deployer stampato in 3D, quattro FemtoSats ed una chiave a brugola. I quattro FemtoSats verranno caricati nel deployer e bloccati dalla chiave a brugola. Quando l’attrezzo verrà rimosso, i satelliti verranno rilasciati dal deployer. Questa indagine intende progettare il rilascio di satelliti Femtosat in microgravità prima di avviare una missione in scala reale in cui centinaia di FemtoSat verranno rilasciati da un satellite.

Japanese Experiment Module Airlock (JEM A/L) Setup
In preparazione dell’ormai imminente manutenzione del Main Bus Switching Unit (MBSU), oggi l’equipaggio ha esteso la A/L Slide Table nel JEM pressurized module (JPM), ha rimosso il meccanismo di cattura passiva per installare il JEM ORU Transfer Interface (JOTI). Settimana prossima, i Robotics Ground Controller rimuoveranno MBSU per porlo sulla A/L Slide Table e trasferirlo all’interno della ISS. Quando ripristinato, l’MBSU verrà riposizionato all’esterno della ISS.

Extravehicular Activity (EVA) Operations
In preparazione della prossima USOS EVA del 29 gennaio, l’equipaggio ha ispezionato e configurato gli strumenti, ha ricaricato le batterie, ha ripassato le procedure ed effettuato una videoconferenza con gli specialisti a Terra.

 

26 gennaio

European Modular Cultivation System (EMCS) Preparation for Plant Gravity Perception Operations
Per predisporre l’European Modular Cultivation System (EMCS) ad accogliere l’esperimento Plant Gravity Perception, l’equipaggio ha sostituito l’EMCS Air Mix Supply Module, situato sul lato inferiore sinistro della struttura, per poi aprire le valvole del gas, in attesa dell’avvio delle operazioni guidate da Terra. Successivamente, dopo aver sostituito gli Experiment Container (EC) posti sui rotori dell’EMCS, è stata avviata la prima delle tre sessioni dell’esperimento. L’indagine Plant Gravity Perception studia la germinazione di una tipologia normale ed una mutata della thale cress (Arabidopsis thaliana) per studiare la percezione della gravità e della luce delle piante. I risultati forniranno nuove informazioni sulla capacità delle piante di rilevare la gravità e su come esse si adattano ad un ambiente senza di essa. L’European Modular Cultivation System (EMCS) è un impianto di sperimentazione dell’ESA dedicato allo studio della biologia delle piante in ambienti a gravità ridotta. EMCS sostiene la coltivazione, la stimolazione ed il funzionamento assistito di esperimenti biologici in condizioni controllate (ad esempio temperatura, composizione atmosferica, approvvigionamento idrico, illuminazione e gestione della gravità).

Space Linear Acceleration Mass Measurement Device (SLAMMD) Hardware Setup and Control Run
L’equipaggio ha eseguito una verifica ed una calibrazione dello strumento SLAMMD prima di impostare il software ed effettuare una misurazione della massa corporea.
[NDT: Il dispositivo SLAMMD, sfruttando la seconda legge del moto di Newton, utilizza due molle che generano una forza nota contro un membro dell’equipaggio posizionato su un braccio di estensione; l’accelerazione risultante viene utilizzata per calcolare la massa del soggetto. Il dispositivo ha una tolleranza di 0,2 kg in un range compreso tra i 40 ed i 108 kg. Il fisico degli astronauti in orbita subisce variazioni nelle dimensioni indotte dal vivere in ambienti in microgravità. L’obiettivo di questo studio è raccogliere dati per meglio comprendere l’entità e la variabilità di questi cambiamenti, nonché analizzare gli spostamenti dei liquidi all’interno del corpo umano. Questo studio è importante per poter predeterminare i cambiamenti che possono verificarsi durante il volo spaziale in missioni di lunga durata e per essere in grado di gestire le modifiche all’abbigliamento, alle postazioni di lavoro, etc.]

Space Headaches
L’equipaggio ha compilato il questionario settimanale dell’esperimento Space Headaches dell’European Space Agency (ESA). La compilazione dei questionari è quotidiana nel corso della prima settimana di permanenza sulla ISS, mentre diventa settimanale nei periodi successivi. Gli obiettivi di questo studio sono rivolti a valutare la prevalenza e le caratteristiche della cefalea registrata dai membri dell’equipaggio nel corso di una missione spaziale.

Intramodule Ventilation (IMV) Cleaning
L’equipaggio ha effettuato la pulizia dell’IMV Cone Screen situato nel vestibolo tra il Node 1 ed il Node 3. Questo schermo protegge il condotto di ventilazione inibendo l’aspirazioni di detriti.

Extravehicular Activity (EVA) Operations
L’equipaggio ha proseguito la preparazione dell’attività extraveicolare di lunedì prossimo. Gli obiettivi di questa EVA sono variati a seguito del fallimento del nuovo Latching End Effector (LEE) installato nel corso della EVA #47 di martedì scorso. Il nuovo LEE non funziona come previsto, per questo motivo l’equipaggio ripristinerà lo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) riportandolo alla sua configurazione originale.

 

29 gennaio

USOS ExtraVehicular Activity (EVA) 48 status
Durante il fine settimana, i Ground team sono stati in grado di identificare la causa principale e la correzione dell’anomalia osservata sullo Space Station Remote Manipulator System (SSRMS) Latching End Effector (LEE) al termine della USOS EVA 47. A causa di questo, l’attività extraveicolare prevista per riportare il LEE alla configurazione ante USOS EVA 47 è stata rinviata. La EVA 48 è sta infatti posticipata di circa 15 giorni.

SSRMS LEE status
Nel corso della USOS EVA #47 era stato rimosso il LEE con il numero di serie 201 per essere sostituito dal LEE con il numero di serie 204, ma gli specialisti a Terra non erano stati in grado di attivare correttamente il nuovo LEE. A causa di questa anomalia, è stata pianificata una nuova sostituzione per ripristinare la vecchia configurazione (LEE 201 su SSRMS come era in precedenza). Durante il fine settimana, gli specialisti a Terra sono stati in grado di installare un software diagnostico che ha permesso l’identificazione della causa del problema in una lettura errata della forza iniziale. I test a Terra ed in orbita hanno confermato la causa del problema ed anche la possibilità di utilizzare il LEE sulla stringa principale con il LEE già impegnato. È in fase di sviluppo un aggiornamento software per risolvere il problema che si pensa di riuscire ad inviare sulla ISS entro le prossime due settimane. Questo aggiornamento renderà il LEE, attualmente installato su SSRMS (LEE 204), pienamente operativo.

Electro-static Levitation Furnace (ELF) sample transfer
L’equipaggio ha spostato i campioni all’interno di ELF in vista delle ormai imminenti attività guidate da Terra. L’ELF è un impianto sperimentale progettato per far levitare/fondere/solidificare i materiali con tecniche di lavorazione senza contenitore utilizzando il metodo elettrostatico di levitazione.
[NDT : Probabilmente in tanti abbiamo visto in TV le immagini di astronauti che giocano con gocce d’acqua che galleggiano nell’aria. Un forno a levitazione è uno strumento il cui funzionamento è concettualmente simile a quella della goccia d’acqua fluttuante. L’Electrostatic Levitation Furnaces è un payload scientifico, in cui una varietà di materiali può essere elaborata senza crogiolo, sfruttando l’ambiente in microgravità presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Perché i materiali devono levitare durante gli esperimenti? Quando, ad esempio, fondiamo il vetro sulla Terra, una miscela di materie prime è messa in un contenitore denominato “crogiolo”, e l’intero crogiolo viene riscaldato per fondere i materiali in esso contenuti. Successivamente i materiali fusi vengono raffreddati per la solidificazione. Nel processo di fusione ad alta temperatura avviene una reazione chimica tra i materiali allo stato liquido ed il crogiolo, ciò comporta che le impurità dal contenitore vengono introdotte nella materia prima. Per evitare la contaminazione da parte del crogiolo, dobbiamo semplicemente smettere di utilizzarlo, cioè, le materie prime devono essere riscaldate in levitazione. Questo è un metodo di trattamento unico che è facilmente realizzabile in un ambiente a gravità zero o microgravità. Si potrebbe pensare che sia facile far levitare materiali nello spazio perché non c’è gravità. Tuttavia, si riscontrano vari problemi durante gli esperimenti attuali. In teoria un oggetto posto a gravità zero, se non è sottoposto ad alcuna forza, non dovrebbe spostarsi, bensì galleggiare rimanendo fermo nella sua posizione. In realtà esso subisce una forza dovuta alla gravità residua che, anche nello spazio, grava sui movimenti degli astronauti, sull’attracco di una navetta spaziale alla ISS, etc. Se la posizione dell’oggetto non è controllata correttamente, l’oggetto verrà spostato da queste forze, e gli esperimenti, inevitabilmente, falliranno. Sono state sviluppate varie tecnologie per controllare con successo la posizione di un campione sottoposto ad esperimenti. La levitazione di oggetti con la forza elettrostatica, come suggerisce il nome, permette di far levitare gli oggetti con la sola forza elettrostatica. In questo metodo, le forze di Coulomb che interagiscono tra il campione e gli elettrodi circostanti possono essere attivamente controllate per mantenere la posizione del campione. Pertanto, l’ELF controlla il materiale rilevandone la posizione tramite un sensore che invia un segnale agli elettrodi superiore e inferiore. Ciò significa che quando il materiale si sposta a destra, viene inviato rapidamente un segnale di posizione agli elettrodi in modo che possano controllare la forza elettrostatica per spostare il materiale verso sinistra. Questo metodo consente inoltre di spostare il materiale e fissarlo in una qualunque posizione desiderata, inoltre è anche possibile far ruotare il materiale stesso. Il materiale in levitazione può essere riscaldato mediante irradiazione con laser controllabili separatamente. I processi di fusione e recristallizzazione del materiale possono essere osservati usando un termometro a radiazione e le telecamere CCD, che vengono posizionate attorno al materiale. L’ELF è situato nel JEM Multipurpose Small Payload Rack (MSPR) in Kibo.]

At Home in Space
L’equipaggio ha compilato questa mattina un nuovo questionario dell’esperimento. L’indagine dell’Agenzia spaziale canadese valuta cultura, valori e adattamento psicosociale degli astronauti in un ambiente spaziale condiviso da equipaggi multinazionali in missioni di lunga durata. Si ipotizza che gli astronauti sviluppino una cultura spaziale condivisa ed una strategia adattativa per gestire le differenze culturali e che affrontino l’ambiente confinato isolato della navicella creando una casa nello spazio. At Home in Space utilizza anche questionari per indagare le differenze individuali e culturalmente correlate, il funzionamento della famiglia, i valori, affrontare lo stress e la crescita post-esperienza.

EPO
L’equipaggio ha registrato alcuni video dimostrativi per spiegare i diversi aspetti della vita nello spazio. Il primo video registrato oggi mostra il modo in cui i membri dell’equipaggio dormono nello spazio, mentre il secondo descrive le sfide e le soluzioni utilizzate per mantenere tonici i muscoli del corpo umano in orbita.
[NDT: Questi Education Payload Operations (EPO) comprendono attività didattiche curricolari per dimostrare i principi scientifici di base della matematica, della tecnologia, dell’ingegneria e della geografia. Queste attività saranno videoregistrate per poi essere utilizzate nel corso di lezioni in aula. Questi EPO sono progettati per supportare le missioni della NASA e per ispirare la prossima generazione di esploratori.]

Lighting Effects
L’equipaggio, dopo aver spento tutte le fonti luminose installate in ciascun Crew Quarter, ha effettuato un Numerical Verification Test ed un Color Discrimination Test. L’esperimento Lighting Effects desidera quantificare e qualificare gli effetti dell’illuminazione sull’abitabilità dei veicoli spaziali. Tutte le fonti luminose della ISS verranno sostituite con un nuovo sistema progettato per migliorare la salute ed il benessere dell’equipaggio. L’indagine Lighting Effects studia l’impatto del cambiamento portato dalla sostituzione delle lampadine fluorescenti con luci led ad intensità luminosa e colore regolabili, per capire se le nuove luci potranno migliorare i ritmi circadiani dell’equipaggio. I risultati di questa indagine avranno importanti ricadute anche su tutte le persone a Terra che fanno uso di lampade ad incandescenza. Gli SSLA sono stati progettati per sostituire i General Luminaire Assemblies (GLAs) per migliorare l’acuità visiva e per fornire una miglior soluzione per affrontare i disagi dovuti ai ritmi circadiani ed al ciclo del sonno dell’equipaggio. Per raggiungere questi obiettivi, gli SSLA sono stati progettati per funzionare in 3 modalità di spettro luminoso distinte. Le diverse modalità di funzionamento hanno a che fare con la gestione della porzione del blu fornita dalla luce delle lampade; la luce blu ha impatti sulla produzione di melatonina che a sua volta ha impatti sul sonno.

Permanent Multipurpose Module (PMM) rack moves
Per migliorare l’efficienza del Permanent Multipurpose Module (PMM), l’equipaggio ha spostato diversi rack di stivaggio posti all’interno del PMM. L’equipaggio ha spostato lo Zero-G Stowage Rack (ZSR) ed il Resupply Stowage Platform (RSP), consentendo una più agevole accessibilità allo stivaggio merci su questi rack.

Temperature and Humidity Control (THC) High-Efficiency Particulate Air (HEPA) filter R&R
L’equipaggio ha sostituito i filtri HEPA del JEM. Questa è una attività di manutenzione ordinaria necessaria per mantenere una buona circolazione dell’aria ed una bassa contaminazione di particelle.

 

30 gennaio

Personal CO2 Monitor Sensor Calibration
Utilizzando un iPad e le letture rilevate dal Major Constituent Analyzer (MCA), l’equipaggio ha eseguito la calibrazione di tutti i Personal CO2 monitor. Il Personal CO2 Monitor è un sistema in grado di registrare in modo discreto per settimane o mesi l’esposizione alla CO2 di ciascun membro dell’equipaggio.

Rodent Research 6 (RR-6)
Nel corso della giornata, l’equipaggio pulirà e rifornirà con nuove barrette di cibo entrambi gli habitat dei roditori. Lo scopo dello studio Rodent Research-6 (RR-6) è lo studio di sistemi di rilascio di farmaci studiato per combattere l’atrofia muscolare dei topi in microgravità. RR-6 include diversi gruppi di topi trattati selettivamente con un placebo o con un chip di rilascio di farmaci a nanocanali impiantato sottopelle.

Condensate Water Separator Assembly (CWSA) Desiccant Module (DM) Inspection/R&R
Questa mattina, l’equipaggio ispezionerà il Condensate Water Separator Assembly (CWSA) Desiccant Module (DM) per osservare se il sale in esso contenuto sia giunto a saturazione. In tal caso, si provvederà alla sostituzione del Desiccant Module (DM).

ExtraVehicular Activity (EVA) Operations
L’equipaggio sta affrontando la riconfigurazione dell’Airlock e delle Extravehicular Mobility Unit (EMU). L’EVA di ieri è stata posticipata, ma gran parte della preparazione era già stata completata. Le attività odierne prevedono la pulizia dei circuiti dell’acqua e la sostituzione delle batterie del Simplified Aid for EVA Rescue (SAFER).

Russian EVA support
L’equipaggio USOS ha collaborato nelle fasi di preparazione della EVA russa prevista per venerdì prossimo, raccogliendo ed ispezionando gli strumenti che saranno usati dall’equipaggio russo.

 

31 gennaio

Synchronized Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites (SPHERES) SmoothNav
L’equipaggio ha allestito l’area di lavoro SPHERES, per attivare e verificare la strumentazione, e l’EXPRESS laptop computer (ELC) prima di avviare l’esperimento SmoothNav. SmoothNav sviluppa un algoritmo che aggrega le misurazioni dello stato relativo di diversi veicoli spaziali. L’algoritmo ottiene la stima più probabile delle posizioni e delle velocità relative di tutti i veicoli spaziali utilizzando tutte le informazioni rese disponibili dai sensori, integrate dalle rilevazioni storiche. L’algoritmo, condiviso tra diverse piattaforme satellitari dotate di sensori di bordo diversi, è adattabile, in caso di indisponibilità di uno o più satelliti, e tollerante a misurazioni ritardate o misurazioni ricevute su frequenze diverse.

Cell Biology Experiment Facility (CBEF) Configuration Change
L’equipaggio ha modificato la configurazione del CBEF ed ha ripulito l’interno dell’unità di incubazione per predisporre la struttura all’indagine Mouse Stress Defense che giungerà sulla ISS a bordo del cargo Dragon della missione SpaceX-14. Il CBEF, struttura JAXA installata nel Saibo Experiment Rack, viene utilizzata in tutti gli esperimenti delle scienze della vita, come ad esempio la coltivazione di cellule e piante. Il CBEF è un incubatore al cui interno è installato un vano a gravità artificiale. L’unità incubatore è costituita da un vano a microgravità ed un vano 1-G. Il vano 1-G ha una centrifuga che può generare una forza di gravità compresa tra i valori 0,1 g – 2,0 g. Il CBEF è inoltre in grado di controllare la temperatura, l’umidità e la concentrazione di biossido di carbonio negli esperimenti che prevedono la coltivazione di cellule e piante.

Tropical Cyclone
L’equipaggio ha predisposto e configurato le telecamere per catturare immagini e video del ciclone tropicale Cebile di Categoria 4 che sta prendendo forma nell’Oceano Indiano meridionale. Questa indagine ha come scopo la cattura di immagini di cicloni tropicali e di uragani classificati in categoria 3 o superiore nella scala Saffir-Simpson. Viene utilizzato un metodo pseudo-stereoscopico per determinare le altezze delle nubi che sono vicine al centro (occhio) di un ciclone, tracciando con precisione la posizione ed il moto di tali nubi rispetto alla Terra. Le immagini fotografiche saranno utilizzate per dimostrare che la pseudo-spettroscopia può essere utilizzata per misurare, con sufficiente precisione, l’altitudine delle nubi, e che tale caratteristica, combinata con altri dati di telerilevamento, potrà offrire una accurata descrizione dell’intensità di un uragano o di un ciclone.

Internal Thermal Control System (ITCS) Water Sampling
Questa mattina l’equipaggio ha prelevato alcuni campioni di acqua dall’ITCS per inviarli a Terra per le analisi. Questa è una attività periodica che viene effettuata periodicamente per verificare lo stato dell’ITCS.

Eye exams
L’equipaggio ha completato gli esami oculistici di routine utilizzando l’Optical Coherence Tomography (OCT) ed il tonometro. L’OCT è necessario per misurare lo spessore della retina ed il volume e lo strato delle fibre nervose retiniche, mentre il Fundscope viene utilizzato per ottenere immagini della superficie della retina. Questi esami periodici sono fondamentali per il monitoraggio della salute dell’equipaggio.

Fonte: NASA

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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