Il servizio METEOSAT compie 40 anni

Il lancio del satellite Meteosat-1 da Cape Canaveral il 23/11/2017. (C) ESA
Il 23 novembre 1977 veniva lanciato da Cape Canaveral il primo satellite Meteosat dell’Agenzia Spaziale Europea, gettando le basi del servizio di sorveglianza meteorologica Europea e di una collaborazione internazionale che continua da 40 anni.

Lanciato con un razzo vettore Delta nella configurazione 2914 dalla piattaforma LC17A , Meteosat-1 ha raggiunto il successivo 7 dicembre 1977 la posizione definitiva in orbita geosincrona, a circa 35.786 km km dalla superficie terrestre sopra l’equatore e sulla verticale del meridiano di Greenwich da dove, il 9 dicembre 1977 ha scattato la prima immagine della Terra qui riportata.

La prima immagine della Terra ripresa da Meteosat-1 il 9 dicembre 1977. (C) ESA.

Con una massa al momento del lancio di poco meno di 700 kg, il primo satellite Meteosat era in grado di riprendere immagini ad alta risoluzione della Terra sulle frequenze della luce visibile, dell’infrarosso e nella banda di assorbimento del vapore acqueo, diventando il primo satellite in assoluto in orbita geosincrona in grado di monitorare i movimenti delle masse di vapore acqueo nell’atmosfera terrestre.

Meteosat-1 era di forma cilindrica, con un diametro massimo di 2,1 m e una lunghezza di 3,195 m, ricoperto per gran parte della superficie esterna da celle solari e con una finestra che consentiva le riprese da parte dello strumento principale di osservazione MVIRI (Meteosat Visible and Infrared Imager).

Un esemplare della prima generazione di satelliti Meteosat. In evidenza, al centro del corpo cilindrico ricoperto dalle celle solari, l’apertura per le riprese dello strumento MVIRI. (C) ESA.

Per mantenere l’assetto, al satellite Meteosat-1 era imposta una rotazione di 100 giri al minuto intorno all’asse longitudinale.

Meteosat-1 era dotato di 4 propulsori con una spinta di 10 N per l’immissione in orbita mentre, per le correzioni dell’orientamento, 2 propulsori da 2 N di spinta alimentati a idrazina venivano azionati sulle indicazioni di 2 sensori dell’orizzonte terrestre e altri 2 sensori solari.

Con la rapida rotazione intorno l’asse longitudinale, lo strumento principale di osservazione MVIRI era in grado di effettuare la scansione completa della faccia  osservata della Terra in 30 minuti, fornendo alle stazioni di terra immagini praticamente in tempo reale dell’evoluzione dei fenomeni meteorologici.

Il primo satellite Meteosat-1 lanciato nel 1977 è stato rimpiazzato negli anni seguenti da una serie di successivi 6 satelliti meteorologici della stesso tipo, con successivi affinamenti e miglioramenti degli strumenti per l’osservazione meteorologica.

I satelliti Meteosat di prima generazione sono stati sostituti dalla seconda generazione di satelliti Meteosat, a partire dal numero 8 lanciato il 28 agosto 2002, che hanno conservato la stessa forma cilindrica dei satelliti di prima generazione ma con un diametro maggiorato e la capacità di riprendere immagini su 12 differenti lunghezze d’onda con una più elevata velocità di scansione.

Ciascuno dei satelliti Meteosat inviati in orbita geosincrona viene inizialmente posizionato con longitudine 0°, mentre il satellite che viene rimpiazzato rimane operativo come strumento secondario e viene spostato sulla verticale di altri meridiani terresti per fornire informazioni meteorologiche  relative ad altre parti del globo.

A fine 2017 sono operativi i satelliti di seconda generazione Meteosat 8, 9, e 10, dove il Meteosat-10 ha la funzione di satellite primario,  mentre il satellite Meteosat-8 posizionato con longitudine 41,5° E opera al di sopra dell’Oceano Indiano e il Meteosat-9 da longitudine 9,5° E fornisce immagini di parte dell’Europa, dell’Africa e dei mari adiacenti.

Nel 1986 è stata creata l’Organizzazione Europea per l’Utilizzo dei Satelliti Meteorologici (EUMETSAT), incaricata dal 1997 della gestione operativa dei satelliti Meteosat, con lo scopo di fornire dati e immagini satellitari relativi alla situazione climatica in tempo reale, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, ai Servizi meteorologici nazionali dei 30 Stati membri e altri utenti in tutto il mondo.

EUMETSAT, oltre alla gestione dei satelliti Meteosat, si occupa delle operazioni e dei dati forniti dai satelliti Metop, Jason e  Sentinel attualmente operativi e gestirà la nuova generazione di satelliti Meteosat, attualmente in costruzione da parte di un consorzio di aziende europee guidate da Thales Alenia Space e che dovrebbero essere lanciati a partire dal 2021.

Fonte: ESA, EUMETSAT.

 

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Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica.
Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

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