La Corea del Nord immette in orbita un satellite

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Come era stato preannunciato nei giorni scorsi la Corea del Nord, paese sotto gli occhi del mondo per le controversie geo-politiche che la vedono coinvolta, ha lanciato contravvenendo ad una serie di risoluzioni ONU, un vettore per l’immissione in orbita di un satellite.

Il lanciatore utilizzato è stato un Unha (Galassia in italiano), piccolo vettore di 30m e a tre stadi, che utilizza molte parti in comune con i missili intercontinentali bellici del paese asiatico e a loro volta derivati dai missili Scud Sovietici.North_Korean_Unha-3_rocket_at_launch_pad
In particolare il primo stadio è propulso da un cluster di propulsori a propellente liquido Nodong, che utilizzati singolarmente formano i missili a media gittata dell’esercito coreano e versione maggiorata dei propulsori utilizzati sui missili Scud. Il secondo stadio è anch’esso direttamente derivato da quello dei missili Scud, mentre il terzo stadio sembra essere identico a quello dei secondi stadi dei vettori Safir Iraniani.

Quello effettuato questa notte è il quarto lancio nord coreano per l’immissione in orbita di un satellite e, a quanto sembra, il secondo che raggiunge questo obiettivo dopo quello del 2012 che mise in orbita il satellite Kwangmyŏngsŏng-3.
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Questa notte, come confermato dal USSTRATCOM, il dipartimento della Difesa USA incaricato della sorveglianza spaziale, sarebbe stato immesso in un’orbita di 495×500 km polare il satellite Kwangmyŏngsŏng-4. L’U.S. Strategic Command ha successivamente dichiarato che “E’ stato rilevato e seguito quello che crediamo sia un lancio spaziale proveniente dalla Corea del Nord alle 6.29 p.m. CST (01:29 ora italiana). Il NORAD ha determinato che in nessun momento il missile è stato una minaccia per l’America del Nord, gli uomini e le donne di USSTRATCOM, NORAD AND USNORTHCOM e USPACOM rimangono vigili alle provocazioni nord coreane e sono pienamente determinate a lavorare in stretta collaborazione con gli alleati Coreani e Giapponesi per mantenere la sicurezza”.
Per quanto riguarda il satellite non si hanno al momento ulteriori informazioni, ne sulle dimensioni ne sul suo utilizzo, anche se dall’orbita bassa e polare utilizzata, tipica dei satelliti di sorveglianza, farebbe intuire che sia proprio quest’ultimo lo scopo finale dello stesso.

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Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.