Cattura l’asteroide: NASA va avanti

Un astronauta ispeziona il frammento di asteroide dopo l'attracco di Orion alla sonda robotica. (fonte: NASA)

L’agenzia spaziale americana vuole il contributo dell’industria aerospaziale statunitense per lo sviluppo del veicolo che, se finanziato dal Congresso, dovrà catturare un frammento di asteroide e trasferirlo in una orbita facilmente raggiungibile dalla Terra.
NASA chiede contributi per il bus relativo alla parte automatizzata della missione che consentano di incorporare la propulsione solare elettrica; l’appello è rivolto anche ad istituzioni private ed accademiche di altri paesi, con il fine di ridurre i costi complessivi della missione. Secondo i termini del bando, datato 16 ottobre, ogni team riceverà un milione di dollari per lavorare sui concetti preliminari da presentarsi entro l’estate 2016. Seguirà una gara per aggiudicarsi la realizzazione vera e propria del veicolo.
Secondo NASA, la missione ARRM (Asteroid Redirect Robotic Mission) genererà numerose innovazioni tecnologiche che saranno poi utili per la pianificazione di uno sbarco su Marte. Ad esempio, un sistema avanzato di propulsione solare elettrica permetterà un miglioramento prestazionale di 20 volte rispetto ai motori a ioni attualmente in uso. Inoltre questo sistema potrebbe trovare un impiego nel caso si rendesse necessario deviare la rotta di un corpo celeste diretto verso la Terra.
Al momento tra i requisiti tecnici per la missione troviamo un impianto solare della potenza di 50 kilowatt, circa doppio rispetto ai satelliti telcom più potenti in circolazione oggi. Dovrebbero essere presenti due ali con pannelli solari avanzati da 25 kilowatt l’una, e circa 5 tonnellate di xenon come propellente.
Altro requisito concerne il sistema meccanico di cattura, che deve essere in grado di afferrare un “macigno” di 20 o più tonnellate e separarlo dall’asteroide bersaglio (sembrerebbe quindi abbandonata l’ipotesi iniziale di spostare l’intero asteroide). Ancora non è stato identificato il corpo celeste da visitare, e l’asteroide 2008 EV5, con un diametro di 400 metri, viene usato nelle simulazioni e nei progetti come “controfigura” del bersaglio definitivo.
Secondo le nuove informazioni diffuse da NASA, prima di lasciare l’asteroide la sonda robot dovrà anche tentare di alterare gravitazionalmente l’orbita del corpo principale usando l’influenza della propria massa, accresciuta dal macigno staccato dalla superficie.
Sebbene il debutto di SLS/Orion, in versione robotica, sia ora previsto per il 2018, NASA ha richiesto prudenzialmente che il veicolo robotico di ARRM sia progettato per essere lanciato anche con un Delta 4 o con un Falcon Heavy. Ancora, i serbatoi di xenon del veicolo dovranno consentire un rifornimento nello spazio, in modo da poter eventualmente riutilizzare la piattaforma in una nuova missione.

NASA vorrebbe lanciare la parte robotica della missione nel 2020, mentre la missione con equipaggio (a bordo di SLS/Orion) avverrebbe nel 2025. Come detto, l’agenzia è ancora in attesa della definizione del budget federale, che dovrà essere nuovamente vagliato dal Congresso entro l’11 di dicembre prossimo. Nel frattempo, ogni agenzia governativa sta operando sulla base di un budget provvisorio che mantiene la spesa grosso modo ai livelli dell’anno passato. La Casa Bianca aveva richiesto 220 milioni di dollari per la missione ARM  per l’anno fiscale 2016 (che è iniziato il primo ottobre), ma i congressisti non hanno mostrato entusiasmo particolare per l’iniziativa.
Al netto del vettore, NASA ipotizza di spendere 1,25 miliardi di dollari nella realizzazione della parte robotica della missione ARM.

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

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