Una videocamera riprenderà dall’interno il rientro dell’ATV

Il rientro dell'ATV-4 Albert Einstein, avvenuto il 2 Novembre 2013 (C) ESA/NASA

Come è noto l’ATV-5 Georges Lemaître è l’ultimo dei cinque veicoli logistici forniti dall’agenzia spaziale europea al progetto dell’International Space Station. Esso si sgancerà dall’ISS il 14 Febbraio per effettuare il suo rientro distruttivo il giorno 27, facendo bruciare con sé anche una buona quantità di rifiuti e di materiale di scarto che gli occupanti della Stazione vi avranno caricato nei giorni precedenti, terminando così il proprio compito logistico.

Tuttavia, come già annunciato da queste colonne la scorsa estate, l’ESA intende sfruttare i servizi di ATV-5 fino in fondo, registrando dall’interno gli avvenimenti dei suoi ultimi secondi di vita, in modo da raccogliere informazioni fondamentali per il rientro in generale, dei veicoli spaziali del futuro ed in particolare, anche dell’ISS stessa.

Sarà proprio la nostra Samantha Cristoforetti Lunedì prossimo 9 Febbraio, ad installare nel cargo europeo la speciale videocamera ad infrarossi predisposta alla registrazione di quello che accadrà durante la fase di rientro distruttivo.

“La videocamera, alimentata a batteria, verrà posizionata sul portello anteriore dell’Automated Transfer Vehicle e registrerà l’andamento delle temperature,” ci spiega Neil Murray, il supervisore del progetto per l’ESA.
“Registrando a 10 fotogrammi al secondo dovrebbe mostrarci gli ultimi 10 secondi circa di vita dell’ATV. Non sappiamo di esattamente quello che potremmo vedere, potrebbero esserci delle deformazioni graduali dovute alle tensioni dinamiche subite dal veicolo spaziale, oppure tutto andrà velocemente in pezzi?”
“La nostra Break-Up Camera, o BUC, che volerà per la prima volta in questa missione, fungerà da complemento al Reentry Break -Up Recorder della NASA.”

Ogni missione del cargo automatico europeo, termina nello stesso modo, ovvero con il veicolo riempito dei rifiuti della Stazione Spaziale, fatto sganciare da essa e lasciato rientrare distruttivamente nell’atmosfera, con i suoi detriti che precipitano in una zona remota nel sud dell’Oceano Pacifico lontano dalle rotte commerciali, che funge da vero e proprio “cimitero spaziale”.

Questi due targets in Kapton sono stati collocati sul pannello frontale prima del suo lancio avvenuto lo scorso anno, per permettere l'orientamento e la calibrazione della Break-Up Camera dell'ESA che registrerà dall'interno gli ultimi istanti di vita dell'ATv-5. (C) ESA

Questi due targets in Kapton sono stati collocati sul pannello frontale prima del suo lancio avvenuto lo scorso anno, per permettere l’orientamento e la calibrazione della Break-Up Camera dell’ESA che registrerà dall’interno gli ultimi istanti di vita dell’ATV-5. (C) ESA

Ad ogni modo, il rientro di questo quinto ed ultimo ATV, ha un che di speciale. La NASA e l’ESA approfitteranno, come detto, di quest’ultima possibilità per raccogliere più informazioni possibile da utilizzare per il rientro dei futuri mezzi spaziali.
Nello specifico, l’ATV-5 verrà guidato in una traiettoria di rientro più superficiale e meno ripida rispetto allo standard. La sua distruzione infuocata verrà seguita da una batteria di sistemi di ripresa di vario tipo, al suolo, in aria ed anche dalla stessa Stazione Spaziale.

La nuova videocamera dell’ESA non sopravviverà al collasso strutturale che l’ATV subirà ad una quota di 80-70 km, ma sarà collegata alla “SatCom”, una sfera dotata di un sistema di protezione a base ceramica, in grado di resistere ad una temperatura di 1500°C. Una volta che la SatCom sarà in caduta libera, potrà trasmettere i dati in essa archiviati ai satelliti Iridium disponibili in zona.

Precipitando ad una velocità di 7 km/s, anche la SatCom sarà avvolta dal plasma generato dall’attrito con gli strati più densi dell’atmosfera che, come si sa, bloccano le trasmissioni radio. La speranza, è che la sua antenna omnidirezionale riesca a trovare un varco nella coda della scia infuocata. Altrimenti, essa continuerà ad inviare i suoi segnali anche dopo che il plasma avrà cessato i suoi effetti schermanti, più o meno ad una quota di 40 km.

Anche l’agenzia spaziale giapponese nel 2012 aveva installato una videocamera, chiamata i-Ball, nel proprio HTV, per effettuare delle riprese durante il rientro del cargo giapponese.
Un’altra i-Ball avrebbe dovuto essere installata sull’ATV-5, ma è andata perduta nell’esplosione del razzo Antares nell’Ottobre dello scorso anno.

Il rientro dell’ATV-1 del 29 Settembre 2008, filmato dall’equipaggio di un DC-8

Fonte: ESA.

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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