NASA Spinoff 2015

NASA Spinoff logo (C) NASA.

A cosa serve andare nello spazio?

Quante vole abbiamo sentito questa domanda, sia parlando con un amico, oppure leggendo un quotidiano, o un blog.

Ogni anno e fin dal 1976, la NASA offre forse la risposta più tangibile a questa domanda pubblicando “Spinoff”, ovvero la raccolta dettagliata delle ricadute tecnologiche originate dalle iniziative dell’ente spaziale americano nell’aeronautica e nell’esplorazione spaziale; ricadute tecnologiche delle quali beneficiano a livello nazionale ambiti come quello della salute, della medicina, dei trasporti, della sicurezza pubblica, dei beni di consumo, dell’energia, dell’ambiente, dell’informatica e della produttività industriale.

La NASA gestisce un enorme e vario portafoglio tecnologico,” ha spiegato Daniel Lockney, Technology Transfer Program executive dell’ente spaziale americano. “E la gamma dei trasferimenti tecnologici avvenuti con successo documentati in Spinoff ogni anno è variegata come sono variegate le missioni esplorative e scientifiche della NASA.”

Le tecnologie della NASA vengono impiegate per scovare l’acqua sotterranea in alcune delle zone più aride della Terra, o per costruire aeroplani più silenziosi e che consumino sempre meno carburante oppure per costruire degli ammortizzatori particolari da utilizzare nelle costruzioni antisismiche.

L’edizione del 2015 dell’annuario Spinoff pone in giusto risalto queste ed altre tecnologie, le cui origini risalgono all’esplorazione spaziale e che ora hanno un più ampio campo di applicazione.

Le tecnologie innovative che la NASA sviluppa per ampliare i confini dell’esplorazione spaziale vengono impiegate anche per migliorare la nostra vita di tutti i giorni,” Ha dichiarato il Chief Technologist della NASA David Miller. “Spinoff 2015 è colmo di storie che dimostrano come ci sia più spazio nelle nostre vite di quello che pensiamo.”

Infatti, sapevate che gli ammortizzatori strutturali usati durante i lanci degli Space Shuttles ora vengono utilizzati per rinforzare gli edifici per prevenire i danni e salvare vite? E che un test semplificato per la rilevazione di batteri coliformi ideato dalla NASA, ora viene usato in tutto il mondo per il monitoraggio della qualità dell’acqua nelle comunità rurali? Pensate un po’, magari il prossimo aereo che prenderete sarà dotato dei sensori progettati dalla NASA per il controllo della pressione della cabina, in grado di allertare i piloti quando si abbassano i livelli di ossigeno.

La pubblicazione include inoltre una sezione denominata “Spinoffs of Tomorrow”, che illustra 20 tecnologie sviluppate dalla NASA, pronte per essere industrializzate. Dai nuovi rivestimenti che proteggono i metalli dalla corrosione, ad un sistema di verifica dell’identità che usa il battito cardiaco come “impronta digitale”. Entrambe le tecnologie sono già disponibili per le licenze.

Il Technology Transfer Program della NASA ha il compito di ampliare le applicazioni delle tecnologie dell’agenzia. Tramite partnerships ed accordi di licenza con l’industria, il programma assicura agli investimenti della NASA nella ricerca di frontiera, la possibilità di dare frutti nelle applicazioni secondarie recando benefici all’economia, creando posti di lavoro e migliorando la qualità della vita.

 

 

 

Fonte: NASA

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio, basket e birra artigianale. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' socio dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)