Il cuore pulsante del motore J-2X completa con successo un anno di test della NASA

Test di accensione dell’unità powerpack del motore J2-X. Fonte: NASA/SSC
Test di accensione dell’unità powerpack del motore J2-X. Fonte: NASA/SSC

Il 13 dicembre 2012 la NASA ha compiuto un altro passo verso l’esplorazione umana di altre destinazioni nel sistema solare. Allo Stennis Space Center dell’agenzia spaziale, nello stato del Mississippi, gli ingegneri hanno condotto il test di accensione finale dell’unità powerpack del J-2X, un componente importante del prossimo lanciatore pesante americano.

Il J-2X è il primo motore a ossigeno liquido e idrogeno liquido omologato per missioni con equipaggio sviluppato negli Stati Uniti negli ultimi decenni. Progettato e costruito dalla NASA e il suo partner industriale Pratt & Whitney Rocketdyne di Canoga Park, in California, il motore equipaggerà lo stadio superiore del lanciatore della NASA da 130 tonnellate Space Launch System (SLS). L’unità powerpack (turbopompa e camera di combustione) è un sistema di componenti nella parte superiore del motore che convoglia i propellenti nell’ugello a campana del motore per generare la spinta.

“La determinazione e concentrazione dei team del Marshall Space Flight Center e dello Stennis Space Center della NASA nel progettare e perfezionare il motore J-2X aiutano a mostrare i grandi passi avanti compiuti nel programma complessivo,” ha detto il Program Manager di SLS Todd May. “Siamo ispirati a mantenere la rotta e raggiungere il nostro obiettivo di esplorare lo spazio profondo e viaggiare più lontano di quanto sia stato fatto.”

L’unità è stata esaminata separatamente dal motore per controllare più accuratamente i suoi limiti. Può essere inoltre fatta funzionare in una gamma più vasta di condizioni operative. I test forniscono una miniera di dati da confrontare con le previsioni analitiche delle prestazioni di diverse componenti nella turbopompa e nei condotti flessibili.

“Questi test allo Stennis sono simili agli esami cardiaci sul tapis roulant prescritti dai medici,” ha detto Tom Byrd, il responsabile del motore J-2X allo SLS Liquid Engines Office del Marshall Space Flight Center ad Huntsville, in Alabama. “Gli ingegneri che hanno progettato e analizzano le turbopompe all’interno dell’unità sono come i nostri medici, che usano sensori installati nell’unità per tenere sotto controllo l’accensione sotto una vasta gamma di condizioni di sforzo. Quest’anno abbiamo eseguito i test per molto più tempo di quanto il motore opererà durante una missione nello spazio, e acquisito molte informazioni preziose che ci aiuteranno a migliorare lo sviluppo del motore J-2X.”

L’unità powerpack ha bruciato milioni di litri di propellenti nel corso di una serie di 13 test per un totale di oltre un’ora e mezzo di funzionamento nel 2012. Il team di test ha stabilito diversi record di durata dell’accensione ai banchi di prova dello Stennis Space Center durante l’estate. Gli ingegneri della NASA rimuoveranno la centralina dal banco di prova per concentrarsi sui test del motore pienamente integrato. L’installazione su un banco di prova allo Stennis inizierà nel 2013.

L’SLS lancerà la navicella spaziale Orion della NASA e altri carichi utili dal Kennedy Space Center dell’agenzia spaziale in Florida, fornendo una capacità completamente nuova per l’esplorazione umana al di là dell’orbita terrestre bassa. Il programma è gestito dal Marshall Space Flight Center.

Fonte: NASA

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Paolo Amoroso

Si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Attualmente collabora con il Planetario di Milano e fino al 2012 ha lavorato per il Museo Astronomico di Brera. Si interessa di astronomia, astronautica ed esplorazione dello spazio, scienza, Google, editoria digitale e tecnologie informatiche. È nel Direttivo dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA), per la quale svolge diverse attività fra cui la co-conduzione del podcast AstronautiCAST.

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