Non prima del 2020 i nuovi generatori al plutonio

Lo scorso 21 agosto Vi abbiamo dato conto di come la NASA abbia selezionato la missione InSight come prossimo progetto scientifico di classe Discovery.
Purtroppo, questa scelta, effettuata a scapito di altre due proposte, avrà anche un effetto collaterale indesiderato, ovvero il rinvio dell’impiego di nuovi generatori nucleari più efficienti.

Le nuove unità denominate ASRG usano meno plutonio rispetto a quelle attuali, rispondendo alle richieste del Ministero dell’Energia USA che ha sempre piu’ difficoltà a reperire il materiale radioattivo per alimentare i generatori delle sonde robotiche, specie quelle dirette verso comete, Giove, Saturno e gli altri pianeti esterni.
Sia Comet Hopper che Titan Mare Explorer (le due proposte scartate) avrebbero impiegato gli Advanced Stirling Radioisotope Generators per ricavare energia dal decadimento del plutonio.
Per contro, il lander InSight sarà alimentato da energia solare, con un design basato su quello della missione Phoenix. NASA ha tuttavia negato che il tipo di energia impiegato abbia avuto un qualche peso nella selezione della proposta vincente.

Nondimeno, i ricercatori vorrebbero effettuare ancora qualche test esaustivo a terra e magari qualche volo dimostrativo a basso costo prima di montare un ASRG su di una missione da diversi miliardi di dollari.
In base al budget dell’Agenzia americana, la prossima opportunità di selezione di una missione di classe Discovery si presenterà nel 2015; i progetti approvati difficilmente potranno essere attuati prima della fine del decennio.

Gli USA non producono più l’isotopo 238 del plutonio, mentre la Russia lo vende a caro prezzo. NASA ha ricevuto finanziamenti per riprendere la produzione, ma questo potrebbe richiedere anche una decina d’anni. Per questo, la Sunpower Inc., in Ohio, sta sviluppando l’Advanced Stirling Convertor, basato su motori a ciclo Sterling ed alternatori lineari per convertire il calore emanato dal plutonio 238 in elettricità. Rispetto ad un generatore termoelettrico a radioisotopi tradizionale (i primi impieghi risalgono a 50 anni fa), l’ASRG presenta una complessità in più, ovvero la presenza di parti in movimento. Tuttavia esso può fornire 130-140 watt di elettricità con un chilogrammo di plutonio 238, ovvero meno del 25% di quanto ne richiederebbe un generatore convenzionale.
Sin qui, il modello sperimentale  presso il Glenn Research Center della NASA ha lavorato per 14mila ore senza inconvenienti.

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Paolo Actis

Paolo ha collaborato con AstronautiNEWS dal maggio 2008 al dicembre 2017