A Le Bourget interessanti sviluppi per un mezzo ESA-NASA con equipaggio

Alla 49esima edizione del salone aerospaziale di Parigi che si sta tenendo in questi giorni a Le Bourget ha destato molto interesse il discorso del direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Jean-Jacques Dordain, che ha detto:

“Noi non siamo in una situazione molto confortevole, e questo è solo un eufemismo. La più grande lezione dal programma ISS è interamente la mancanza di una comune politica di trasporto”. Continuando “La Stazione Spaziale Internazionale è una splendida cooperazione tra cinque partners, ma questi hanno fatto un errore… non abbiamo discusso sufficientemente le cose”, riferendosi ai sistemi di trasporto e supporto alla ISS.
“La mancanza di discussione tra le autorità spaziali nazionali significa che, da luglio, la Russia sarà l’unico paese dotato di un sistema capace di portare gli astronauti da ed alla ISS a causa della uscita di scena dello statunitense STS. Ogni paese ha preso decisioni unilaterali sulla politica di trasporto giustificate su basi individuali ma senza considerare il più ampio contesto delle capacità delle altre nazioni”, situazione da lui descritta come “anarchia”.

Mentre NASA ha deciso di chiudere il programma shuttle, sia ESA che JAXA hanno deciso di sviluppare un cargo unmanned in grado solo di arrivare alla ISS senza poter tornare.

Dordain ha inoltre affermato che l’ESA non ha in previsione di dotare l’Europa di un proprio mezzo in grado di portare un equipaggio da e per la ISS

Dopo questa fotografia non molto positiva della situazione ha però dichiarato, dopo aver avuto un incontro con Charles Bolden, direttore della NASA:

“Stiamo lavorando con NASA per vedere come potremmo combinare le attuali capacità di ATV con cosa NASA sta facendo sul sistema di trasporto equipaggio, per vedere come potremmo fare un veicolo comune”.

L’idea è di predisporre un piano comune da rendere disponibile a grandi linee per l’autunno prossimo in modo da poter valutare e preparare con calma le richieste di finanziamento da portare al consiglio ministeriale a fine 2012.

Non si tratterebbe di uno sviluppo totalmente uguale, ma della messa in condivisione di ciò che ESA ha investito per ATV con EADS Astrium e ciò che NASA ha investito con Lockheed Martin Space System negli ultimi sei anni per il Multipurpose Crew Vehicle, per arrivare ad un modulo comune e, con le opportune modifiche, legate ai differenti obiettivi di NASA e di ESA a due veicoli differenti.

Bolden ha affermato che le capacità dimostrate in pratica da ATV e quindi da ESA sono un’ottima base di partenza per una collaborazione profiqua.
Nel dettaglio sembrerebbe fattibile un adattamento del modulo di servizio realizzato per ATV alla capsula Orion per realizzare un mezzo di trasporto comune con cui condividere i costi e le successive missioni.

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Raffaele Montagnoni

Raffaele collabora saltuariamente con AstronautiNews, appassionato da sempre di spazio si ritiene un ing. molto pratico e poco teorico, nella vita reale si occupa di strumenti e metodi di misura industriali.