STS-134: Conferenza stampa NASA del 14 Maggio

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
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Alla conferenza di ieri erano di nuovo presenti Mike Moses responsabile della gestione della missione e Mike Leinbach direttore di lancio Shuttle, in più era anche presente Kathy Winters, ufficiale meteorologico.
Moses ha rispiegato velocemente che lo scrub dello scorso tentativo è stato causato dal mancato funzionamento di un riscaldatore su una linea di approvvigionamento combustibile della APU 1. Questo mancato funzionamento è stato causato dall’interruzione di un fusibile sulla scheda di alimentazione.
In aggiunta a quanto già conoscevamo, è stata scoperta la causa del picco di corrente (10A) che ne ha causato la rottura: un filo leggermente spelato e bruciacchiato che ha toccato il guscio metallico di un connettore scaricando verso massa l’elevata corrente. Il tutto è avvenuto nei test del giugno scorso. Questo cavo in rame è stato analizzato al microscopio elettronico ed è stato effettivamente verificato che in quel punto si è verificata una scarica elettrica. Alla riunione interna tenutasi la mattina stessa della conferenza nessun team coinvolto ha espresso perplessità sulla spiegazione del problema ed hanno dato l’OK a procedere per il decollo previsto per le 8.56 AM di Lunedì (le 14.56 ora italiana).
Ulteriori dettagli sono stati forniti sul perché questo difetto non sia stato individuato prima.
I termostati presenti su quella linea di riscaldatori, come abbiamo già saputo la scorsa conferenza stampa sono due, uno che lavora normalmente ed uno, tarato ad una temperatura superiore che agisce solo nel caso il primo non funzionasse a dovere, e, per evitare di fondere qualcosa, interviene scollegando la linea completa. E’ durante il test di questo secondo termostato a terra lo scorso giugno nella OPF, “garage” dell’orbiter quando è a terra, che si è verificato il problema: si è verificato qualche millisecondo prima dell’intervento del termostato e quindi registrato strumentalmente il picco ma non considerato a suo tempo un problema.
Inoltre non tutti i sistemi dello shuttle vengono testati a terra data la difficoltà ed il rischio di causare danni collaterali a terra simulando le condizioni dello spazio. Il termostato interviene a 4°C e quindi, in Florida, bisogna raffreddare le tubature per testarlo, cosa non facile e rischiosa a terra (ricordiamo che l’idrazina, il combustibile ipergolico che passa nelle tubature riscaldate in questione è cancerogena ed infiammabile da sola al contatto con l’ossigeno dell’aria).
Inoltre i test di tutti i sistemi dell’orbiter vengono effettuati durante la missione: per la prima parte di missione si utilizzano i sistemi A, mentre nella seconda parte si attivano i sistemi B, se qualche anomalia si verificasse si tornerebbe al sistema A per terminare la missione ed al rientro si provvederebbe alla manutenzione del sistema in avaria. Questo è stato correttamente fatto l’ultima missione della Endevour, ma essendo il problema legato al termostato di emergenza e non essendo questo intervenuto non ci si è accorti del problema.

Sulla Navetta sono state inoltre sostituite alcune batterie e ripristinati gli esperimenti del carico pagante, la struttura RSS, che serve per accedere alla baia di carico della Endevour verrà rimossa questo pomeriggio se le condizioni meteo saranno migliori del 20% ha detto Kathy Winters.
Il tempo è stato tutt’altro che bello in questi giorni in Florida con molti fulmini caduti nelle vicinanze della navetta, ora il tempo è migliorato, ma un’ulteriore perturbazione è prevista nei prossimi giorni.
In caso di uno scrub lunedi c’è la possibilità di un’altra finestra di lancio mercoledì, ma le previsioni meteorologiche ad oggi sono peggiori che per lunedì.

Per quel che riguarda STS-135 è stato confermato che l’assemblaggio dell’orbiter con l’ET e gli SRB inizierà il 17 maggio e che l’intero STS verrà portato in rampa il 2 giugno per un decollo previsto nelle prime due settimane di luglio.

E’ stata anche data una chiarificazione sugli External Tank utilizzati nelle ultime missioni:
– STS-133 con ET137
– STS-134 con ET122
– STS-135 con ET138

Il 122 ha subito danni con l’uragano katrina ed è quindi stato accantonato, riparato e solo ora utilizzato
Il 137 ed il 138 sono affetti da un lotto di profilati di qualità non garantita (ricordate STS-133 e le cricche scoperte dopo il tanking), per STS-135 e ET138 sono quindi previsti dei test di riempimento e delle analisi a raggi X per la verifica, cosa che non è necessaria per STS-134 di domani.

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Raffaele Montagnoni

Raffaele collabora saltuariamente con AstronautiNews, appassionato da sempre di spazio si ritiene un ing. molto pratico e poco teorico, nella vita reale si occupa di strumenti e metodi di misura industriali.

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