Il futuro HLV: la direzione intrapresa dall’HEFT

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

Con l'ultima review dell'HEFT (Human Exploration Framework Team), l'organismo incaricato di definire la roadmap per l'esplorazione umana dei prossimi anni, formata su richiesta del Presidente Obama e del Congresso, viene definito con un dettaglio maggiore il tipo di lanciatore che dovrà supportare le future missioni umani all'esterno dell'orbita terrestre bassa insieme ad Orion.
Fino alla precedente review, quando già si era deciso di eliminare l'opzione "side-mount" per diverse problematiche tecniche, erano rimaste sul "banco" due opzioni di HLV, entrambe di tipologia classica "in-line" ma di diversa capacità iniziale, la prima da 70ton in LEO e la seconda da 100ton circa.
Con la review di Gennaio è stato approfondito lo studio e scelto fra i due quello con maggiore capacità, definendo alcuni primi parametri "basilari" per poterne iniziare lo sviluppo.
La configurazione scelta ha uno stadio principale dal diametro di 8,5 metri circa, la stessa degli attuali External Tank dello Space Shuttle alto 65 metri e contenente i serbatoi per Ossigeno e Idrogeno liquidi.
Lo stadio principale sarà equipaggiato con 5 propulsori RS25, gli attuali SSME dello Space Shuttle, inizialmente nella versione attualmente impiegata sulla navetta americana, la "D", ma appena possibile sostituiti da una successiva versione "E" ottimizzata per un uso a perdere del propulsore.
Affiancato allo stadio principale saranno presenti due booster a propellente solido, derivati da quanto fino ad ora testato per il programma Ares e a sua volta derivato dai SRB dello Space Shuttle. La configurazione sarà da 5 segmenti e il propellente quello studiato per i propulsori della famiglia Ares, il PBAN.
In tale configurazione avrà una capacità iniziale di circa 108ton in un'orbita di 55x240km.
Per il supporto a missioni oltre l'orbita bassa terrestre è successivamente prevista l'adozione di un upper stage con uno o due propulsori J2-X, già in fase di sviluppo per la famiglia Ares, che aumenterebbe la capacità a 130ton in LEO.
La decisione finale e l'inizio effettivo dello sviluppo, strettamente legato alla prosecuzione delle attività già iniziate per i lanciatori Ares avverrà nella prima parte del 2011.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.