Approfondimento: Atlantis (OV-104) – monografia

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
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Lo Space Shuttle Atlantis, ufficialmente chiamato (Orbiter Vehicle) OV-104, è stato il quarto orbiter ad entrare in servizio, fu consegnato al KSC nell’Aprile del 1985.
Ufficialmente Atlantis sarà il primo ad essere ritirato al termine di STS-132.

OV-104 fu chiamato Atlantis in ricordo di RV Atlantis il primo vascello di ricerca della Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), in servizio dal 1930 al 1966.

Le tappe della costruzione:

  • 29 Gennaio 1979            Rockwell International assume l’appalto di OV-104.
  • 30 Marzo 1980               Inizio della costruzione del crew module.
  • 23 Novembre 1981         Inizio della costruzione dell’aft-fuselage
  • 13 Giugno 1983              Le ali di Atlantis, costruite dalla Grumman Corporation, arrivano a Palmdale.
  • 2 Dicembre 1983            Inizio dell’assemblaggio dei vari componenti.
  • 10 Aprile 1984                Assemblaggio completato.
  • 6 Marzo 1985                 Rollout a Palmdale.
  • 3 Aprile 1985                  Trasporto da Palmdale a Edwards.
  • 9 Aprile 1985                  Consegna al Kennedy Space Center.
  • 5 Settembre 1985           Flight Readiness Firing.

Alla consegna Atlantis pesava circa 3,5 tonnellate in meno del Columbia.

La prima missione per Atlantis fu STS-51J, decollata il 3 Ottobre 1985, si trattò della seconda missione del programma STS dedicata al DoD (Department of Defense).
Tra le missioni successive ricordiamo STS-61B, il secondo lancio notturno per uno Space Shuttle.

Tra il 1988 e il 1992 Atlantis eseguì dieci voli. Due di questi, nel 1989, portarono in orbita le sonde interplanetarie Magellan (STS-30), diretta verso Venere;  e Galileo (STS-34), verso Giove.
Con STS-30 Atlantis divenne la prima navetta a portare in orbita una sonda interplanetaria.
STS-37, decollata nel 1991, portò in orbita il Compton Gamma Ray Observatory, per indagare i misteri e la storia dell’Universo.

Dal 1995, a partire da STS-71, Atlantis eseguì una serie di sette voli diretti verso la Stazione Spaziale russa MIR come parte dello Shuttle-Mir Program.
Al tempo Atlantis e Mir uniti formavano il più grande veicolo spaziale in orbita.

Successivamente Atlantis portò in orbita numerosi e importanti componenti della Stazione Spaziale Internazionale.
Nel Febbraio 2001, con STS-98, l’OV-104 trasportò in orbita il Laboratorio U.S. Destiny, la base d’appoggio iniziale per le ricerche dei payload e dei rack USA sulla ISS; successivamente, nel Luglio 2001, Atlantis decollò con il modulo Quest Joint Airlock (STS-104).

Dopo il disastro del Columbia, Atlantis riprese il volo con STS-115, nel Settebre 2006; payload di questa missione era niente meno che i segmenti P3/P4 della struttura Truss della ISS.

Nel febbraio 2008, STS-122 portò in orbita il laboratorio europeo Columbus, il più grosso contributo unitario di ESA alla ISS.

Nel Maggio 2009 Atlantis e l’equipaggio di STS-125 decollarono alla volta del Telescopio Spaziale Hubble per la quarta missione di Servizio (SM-4).
La missione è stata un successo grazie alle cinque spettacolari passeggiate spaziali, che hanno permesso di installare nuovi strumenti, nuovi giroscopi e nuove batterie su HST, rendendolo uno dei più potenti strumenti attualmente in orbita.

Atlantis detiene il record del minor intervallo fra due missioni, STS-61B, infatti, decollò nel Novembre 1985 dopo soli 50 giorni da STS-51-J.
La missione più lunga per Atlantis fu STS-117 che durò per ben 14 giorni nel Giugno 2007.
Atlantis ha raggiunto un altro importante traguardo, ovvero il minor numero di problemi riscontrati fra due missioni (Interim Problem Reports); fra STS-125 e STS-129 vi furono solamente 54 interventi di manutenzione straordinaria.

Atlantis nella sua storia ha subito due interventi massivi di manutenzione (Orbiter Maintenance Down Periods – OMDPs)
La prima volta Atlantis ritornò negli stabilimenti di Palmdale, in California, nell’Ottobre 1992 per l’OMDP-1.
Durante questa visita furono apportate ben 165 modifiche sostanziali, eseguite nell’arco di venti mesi. Tra le principali: l’installazione del paracadute franante di atterraggio; l’installazione di un nuovo impianto idraulico per permettere all’orbiter missioni di maggiore durata, l’installazione di più di 800 nuove piastrelle del TPS intorno al carrello principale e intorno ad altre zone ‘sensibili’.

Il 5 Novembre 1997 Atlantis arrivò nuovamente a Palmdale per l’OMDP-2, completato il 24 Settembre 1998.
Durante questo intervento furono eseguiti ben 130 ulteriori aggiustamenti e migliorie all’orbiter; tra cui spiccano l’installazione del glass cockpit, il rimpiazzo del sistema TACAN con il più sofisticato e preciso GPS e l’installazione di un nuovo ODS per l’aggancio con la ISS.

L’orbiter inoltre fu alleggerito più volte durante la sua carriera, e in particolare duarante il secondo intervento massivo di manutenzione. L’Advanced Flexible Reusable Surface Insulation (AFRSI) delle superfici superiori fu sostituito con il più recente FRSI.
Furono inoltre installati seggiolini più leggeri e l’Extended Duration Orbiter (EDO) package, installato con OMDP-1, fu rimosso, non essendo più utile per le missioni verso la ISS.

La NASA originariamente dichiarò di voler ritirare Atlantis nel 2008 perché avrebbe dovuto entrare nuovamente negli stabilimenti di Palmdale per il terzo OMDP.
Tuttavia, quando successivamente fu programmato il ritiro finale della flotta Shuttle nel 2010, questa manovra fu giudicata anti-economica e fu stabilito di mantenere lo Shuttle in condizioni accettabili al volo.
Sul banco delle ipotesi vi era anche la possibilità di conservare l’orbiter per avere eventuali parti di ricambio per gli altri due velivoli, ma in seguito fu deciso di aumentare il tempo fra le OMDP, permettendo così ad Atlantis di effettuare gli ultimi voli.

Filippo Magni

Appassionato di spazio, studente di ingegneria aerospaziale presso il Politecnico di Milano. Collabora all'amministrazione del forum come "Operations Officer". Scrive su AstronautiNEWS da maggio 2009.

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