Ares I-X: pubblicato il rapporto a 30 giorni

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

E' stato pubblicato il primo dei tre rapporti per la presentazione dei risultati raccolti durante il volo test Ares I-X lo scorso Ottobre e previsti a 30, 60 e 90 giorni dal lancio.
Il report è suddiviso in aree di lavoro per i quali vengono illustrati i primi risultati.
Cominciando dalle strutture a terra il test è stato un pieno successo con una corretta uscita dalla rampa dal vettore si sono protette le parti alte della struttura del pad a possibile rischio di danneggiamento.
I danni rilevati sulla rampa sono stati considerati accettabili, in alcuni punti paragonabili a quelli creati da un lancio standard dello Space Shuttle e in altri maggiormente evidenti perchè interessanti zone solitamente non soggette a danneggiamento, anche in queste ultime però la struttura ha resistito bene.
I danni al deviatore di scarico al di sotto del pad sono stati limitati e non ci sono state esposizioni della struttura in mattoni refrattari sottostante.
Passando alla navigazione, controllo e traiettoria non ci sono state difformità rilevanti e il vettore si è comportato come previsto.
Il controllo di rollio è invece stato molto limitato rispetto al comportamento previsto con un numero di accensioni del sistema di correzione d'assetto RoCS decisamente minore, 2-3 avvenute, rispetto alle simulazioni.
Uno dei settori dal quale si aspettavano maggiori risposte era l'analisi delle vibrazioni provocate dalle oscillazioni di spinta che secondo alcuni studi precedenti al primo volo avrebbero potuto comportare gravi problemi, soprattutto per l'equipaggio, durante le prime fasi del volo con l'accensione del primo stadio.
Quanto viene rilevato dalla prima analisi è invece sensibilmente più confortante rispetto agli scenari ipotizzati con una serie di dati decisamente più accettabili rispetto al previsto.
Analizzando l'intensità di vibrazione con frequenza pari al primo modo proprio, intorno ai 15Hz, il picco massimo, rilevato fra +77 e +79 secondi dal lancio, è stato di circa 1/3 del valore previsto.
Se invece si va ad analizzare l'intensità delle vibrazioni a frequenza quasi doppia, 29Hz circa, l'intensità massima, rilevata fra +75 e +85 secondi, è stata circa la metà di quella ipotizzata in sede numerica.
Una seconda fase del volo che ha creato qualche perplessità subito dopo il lancio è stata la separazione fra primo e secondo stadio con la repentina rotazione di entrambi subito dopo lo staging.
La velocità e l'altitudine in cui è avvenuta questa fase è stata nominale (128.000ft e Mach 4.6) mentre dall'analisi dei video di bordo, di quelli del "chase plane" e dei radar di terra non sono attualmente stati rilevati segni di ricontatto confermando comunque che tale comportamento era previsto in alcuni scenari. 
Durante il rientro e l'apertura dei paracadute del primo stadio la separazione della "Forward Skirt" che ha portato all'apertura dei paracadute principali non è avvenuta in maniera corretta con 3 connettori che non si sono sganciati correttamente e sono stati strappati dalla struttura (foto 1 e 2).
Per il problema avuto ai paracadute per quanto riguarda il primo è probabilmente esploso a causa di un'apertura prematura con una pressione dovuta alla velocità ancora troppo elevata, mentre per la parziale apertura del secondo sono ancora in corso le analisi dei dati.
Infine il simulacro del'upper stage è stato visto impattare l'oceano nella zona prevista e senza anomalie da riscontrare (foto 4).
Per quanto riguarda l'acquisizione dei dati sono stati scaricati dai recorder i primi 270 secondi di volo al completo e verranno rilasciati per uso interno il prossimo 8 Dicembre compresi i 3 flussi video registrati dai sistemi di bordo.
Gli ultimi 80 secondi sono invece ancora in fase di elaborazione.
[url=http://www.nasa.gov/pdf/409037main_AresI-X_PF_Report.pdf]Qui la presentazione del primo report[/url]

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.