Bigelow scende in campo con una propria capsula

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

E' stato svelato per la prima volta al pubblico il progetto, già attivo da almeno un paio d'anni, della Bigelow Aerospace per la realizzazione di una propria capsula manned utilizzabile dal 2013.
I piani iniziali era quelli di utilizzare tale mezzo per trasportare gli equipaggi verso i moduli gonfiabili in LEO della medesima Società in corso di progettazione e realizzazione. Ultimamente però visti i possibili stravolgimenti nei futuri piani per i voli umani della NASA e il rinnovato interesse nel poter sfruttare il più possibile i privati per la gestione in LEO delle missioni umane, tale proposta potrebbe inserirsi strategicamente nella gara per la fornitura di servizi commerciali affiancando SpaceX, che con la propria proposta Dragon era fino ad ora l'unica concreta iniziativa.

Si è appreso recentemente che Bigelow avrebbe già incontrato privatamente alcuni esponenti della Casa Bianca lo scorso Luglio per una presentazione del proprio progetto proponendone l'utilizzo per i futuri impieghi operativi.
Gli ultimi due anni la Bigelow li ha trascorsi insieme ad ULA (consorzio Boeing/Lockheed Martin) a valutare le modifiche necessarie per l'utilizzo per missioni umane del lanciatore Atlas V.
Il mese scorso infine Bigelow ha presentato alla commissione per la revisione del programma di voli umani della NASA la propria proposta di "Orion-Lite".
La capsula è una versione ridotta di quella attualmente in corso di progettazione da parte di Lockheed Martin per la NASA, Orion,  ottimizzata e dimensionata esclusiamente per il volo in orbita terrestre.
I vantaggi più evidenti sarebbero nei tempi ridottissimi di sviluppo, 3-4 anni per l'entrata in servizio, i pesi sensibilmente ridotti non dovendo uscire dalla LEO e la presenza di lanciatori già nel range di prestazioni richieste.
Le dimensioni sono le medesime di Orion, 5m di diametro come la pressione interna, la stessa prevista per la capsula maggiore, le similitudini però terminano qui.
Il peso della capsula proposta non è stato reso noto ma viste le dichiarazioni fatte sul lanciatore che verrebbe utilizzato, Atlas V 402 (la versione senza booster e con Centaur a due motori), è ipotizzabile una massa complessiva al di sotto dei 12500kg.
La stessa capsula potrebbe inoltre essere lanciata con il lanciatore Falcon 9, entrambe le possibilità sono valutate.
Non è stato reso pubblico il tipo di coinvolgimento di Lockheed Martin, già responsabile della progettazione della capsula Orion, ma da fonti non ufficiali pare che ci sarebbe almeno una parziale collaborazione fra le due Società, sicuramente già avviata in ambito ULA per i lanciatori e ora anche con la realizzazione di tale capsula "Lite".

Il nuovo mezzo essendo strettamente dimensionato per voli in LEO potrà accogliere fino a 7 persone sfruttando al massimo il ridottissimo modulo di servizio e lo scudo termico dalle prestazioni nettamente meno stringenti richieste.
Il profilo di missione prevede tempi di volo relativamente brevi, consentendo quindi un'ulteriore riduzione dei consumabili richiesti per le lunghe permanenze in volo autonomo necessarie ad Orion.

La differenza probabilmente più sostanziale con la capsula maggiore è nel sistema di atterraggio previsto, non un ammaraggio come per Orion, ma un recupero a mezz'aria per evitare sistemi complessi di atterraggio o ammaraggio.

Benchè la progettazione sia ancora alla "pre-system design review" fonti non ufficiali parlano di un possibile rapido travaso e applicazione di tutto il lavoro fin qui svolto da Lockheed Martin per Orion verso Orion Lite, compresa la realizzazione di mockup già in fase avanzata di costruzione e utilizzabili per entrambe le capsule.

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.