ESA nomina un team per definire le strategie nella riceca di pianeti extrasolari

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

ESA sta lanciando una nuova iniziativa per sviluppare un piano per la ricerca dei pianeti extrasolari, i cosiddetti esopianeti, alcuni dei quali potrebbero  ospitare la vita. La ricerca di pianeti di tipo terrestre, ossia rocciosi, fa parte della Cosmic Vision dell'Agenzia Spaziale Europea. Raggiungere questo obiettivo richiede inoltre un notevole sforzo nello sviluppo tecnologico e un monitoraggio costante dei cambiamenti in una branca di ricerca di confine come questa.

Per provvedere alla definizione di una roadmap da seguire per i successivi progetti di ricerca di esopianeti, ESA ha creato il team Exoplanet Roadmap Advisory Team.

Il gruppo è composto da 10 esperti europei del settore, diretti da Artie Hatzes, Direttore del Thüringer Landessternwarte Tautenburg, Germania.

Direttamente dal direttore del team, la sua prima intervista, che si può trovare in lingua originale qui.

Qual è il motivo della roadmap per la ricerca degli esopianeti?

La ricerca degli esopianeti è un argomento interessante: l'obiettivo primario è individuare quanti e quali pianeti all'esterno del sistema solare possano ospitare la vita. Per fare questo è necessaria una strategia triplice: prima di tutto si deve osservare il cosmo; secondariamente, si deve prevedere fisicamente dove osservare. Terzo, occorre sviluppare le tecnologie che renderanno possibile uno  sforzo di questo tipo. L'obiettivo è quindi il lavoro simultaneo all'interno di questa triplice strategia.

Qual è il fine ultimo in questa ricerca?

Il fine ultimo vogliamo ottenere un'immagine di un esopianeta di tipo terrestre, oltre ad una analisi spettroscopica della sua atmosfera. Questo potrà dirci dove ed in quali quantità sono presenti ossigeno, ozono, anidride carbonica, vapore acqueo, nella atmosfera dell'esopianeta. La roadmap siglerà le strategie per ottenere questo obiettivo.

Come sarà guidato nella creazione del piano?

Chiederemo alla comunità scientifica internazionale di renderci partecipi del lavoro svolto sino ad oggi, lo stato delle osservazioni correnti e pianificate, le teorie dei pianeti che potrebbero ospitare la vita, e primariamente le aree di studio che dovranno essere sviluppate per ottenere lo scopo.

Perchè la ricerca di esopianeti è cosi importante?

Come scienziato voglio sapere se il nostro sistema solare è unico, se le stelle che vediamo a migliaia, molte delle quali simili al nostro Sole, possano creare le condizioni per una terra gemella. Inoltre, cercando gli esopianeti possiamo indagare le teorie che cercano di dimostrare la nascita del nostro sistema solare, come una sorta di test in tempo reale per spiegare queste ultime o correggerle. Ogni esopianeta potrà essere
come un laboratorio per testare le nostre idee. C'è poi un aspetto filosofico: siamo soli nell'universo? Questo aspetto affascina il pubblico, ed è a questa domanda che vogliamo rispondere.


Cosa pensa di raggiungere con questa roadmap?

Una volta organizzato lo stato dell'arte di questa ricerca, il team potrà studiarlo e aggiornarlo. In un anno avremo una roadmap concreta e organizzata. Questo comprenderà cosa dovrà essere fatto tecnologicamente e scientificamente nel prossimo anno, nei prossimi 5-10 ed anche 20 anni, per raggiungere  lo scopo che ESA si è prefissata.