In corso la Review post volo della missione STS-122

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA

In questi giorni immediatamente successivi all'atterraggio dello space shuttle Atlantis si sono iniziate le varie verifiche, review e tests sull'orbiter ormai rientrato nell'OPF (Orbiter Processing Facility).

La missione STS-122 è considerata la missione più "pulita" per quanto riguarda il sistema di protezione termica (TPS) dell'ultimo anno. Tuttavia la consueta revisione post lancio rimane un processo cruciale a svariati livelli. Primariamente perchè richiede di riportare Atlantis nelle condizioni operative per la prossima missione, STS-125, l'ultima missione di servizio al telescopio spaziale Hubble (HST). Secondariamente, poichè ogni punto aperto o problematica riscontrata in STS-122 entra in stretto contatto con la missione attualmente in programma, la STS-123 dello Shuttle Endeavour.

Il team di risoluzione dei problemi al sensore ECO, che portò al ritardo della missione STS-122, può tuttavia considerare il problema risolto, con tutti i
futuri serbatoi provvisti delle modifiche al connettore sulla linea dell'idrogeno liquido.

Come osservato dalle telecamere sui Solid Rocket Boosters (SRB), uno dei tre  paracaduti principali sul booster di sinistra ha fallito l'apertura. La causa è stata uno strappo di 7.5 metri che non ha permesso il funzionamento al paracadute. Le cause della rottura, che ha comportato una velocità di impatto con l'oceano molto più elevata del normale, sono in fase di verifica. Comunque questo è stato l'unico problema ai boosters durante il loro funzionamento, che è stato nominale durante tutto il lancio.

Un ulteriore problema al paracadute è stata la disconnessione dopo l'impatto con l'acqua, che solitamente si effettua con la chiusura di un circuito elettrico che determina il distacco. Il fallimento è avvenuto nel booster di destra. Il sistema in oggetto, chiamato SWAR (Sea Water Activated Release) è stato installato a partire da STS-98 nel 1998, per eliminare la necessità di tagliare i fili del paracadute. Anche in questo caso si cerca di capire le cause della failure del sistema pirotecnico di distacco, cosa che tuttavia non costituisce un problema alla luce della missione STS-123.

Per quanto riguarda l'orbiter si sono riscontrati solo malfunzionamenti di poco conto, usuali nelle missioni. Si sono rilevati picchi di corrente in alcune
occasioni, oltre a cicli termici anomali ma non preoccupanti sulle APU. Nessun problema per costrizioni al volo di Endeavour in STS-123.

In riferimento ai detriti durante il lancio, si sono notati solo 8 piccoli oggetti di cui uno analizzato in modo particolare nella visualizzazione delle
riprese perchè è una mattonella caduta a T-3.463 secondi dopo l'ignizione dei motori principali SSME (Space Shuttle Main Engines).
Non si sono evidenziati ulteriori danni durante caduta, ma si effettueranno ulteriori analisi nell'Orbiter processing facility (OPF).

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