STS-118 FD5

Il logo di AstronautiNEWS. credit: Riccardo Rossi/ISAA
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Aggiornamento generale sulla missione.
EVA completata con successo ieri per Rick Mastracchio e il canadese Dave Williams con tutti gli obiettivi raggiunti, i più importanti erano il fissaggio del nuovo Truss S5 e il ripiegamento di un radiatore del Z1, la durata è stata complessivamente di 6 ore e 17 minuti.
Mentre era in corso la EVA il computer primario di controllo del segmento americano nel Destiny (C&C MDMs) che controlla le comunicazione, il braccio robotico e la navigazione  della ISS si è inaspettatamente spento, immediatamente il secondo che fungeva da backup ne ha rilevato i compiti e il terzo è stato acceso in modo da essere pronto nel caso anche il secondo avesse dato problemi.
Si sta cercando di capire cosa sia successo ma il secondo e il terzo continuano a lavorare perfettamente e senza problemi quindi non ci sono rischi per lo svolgimento della missione.
Un episodio simile era già accaduto durante la STS-100 quando il computer primario si bloccò, e il secondario ne rilevò i compiti, in quel caso si scoprì poi che fu causato da un problema all'hard disk, poi sostituito.
Curiosamente l'episodio è avvenuto proprio mentre ieri i due cosmonauti russi Yurchikhin e Kotov cercavano di risistemare in maniera definitiva il computer russo che aveva dato problemi durante l'ultima missione Shuttle, utilizzando i pezzi arrivati pochi giorni fa a bordo del Progress.
Per quanto riguarda il danno subito dal TPS dello Shuttle durante l'ascesa in orbita i dati rilevati ieri, in attesa dell'analisi approfondita di oggi sembrano essere positivi e allontanano per ora l'ipotesi di una riparazione dello scudo.
Il danno a differenza di quello che si era creduto prima sembra sia stato provocato non da un pezzo di ghiaccio ma da uno di schiuma a +58sec. dal lancio, rilevato grazie alle telecamere montate sui SRB. Sembra che la schiuma si sia staccata a causa di ghiaccio "infiltrato" in una incavatura della nuova PAL ramp creata per vibrare durante il lancio per sopportare meglio le sollecitazioni. Si analizzeranno poi i dati nel caso siano necessarie modifiche nel nuovo design del componente.
Il danno sembra comunque in uno dei posti meno pericolosi in quanto lo scudo e la protezione sottostante sono fra i più spessi dell'intero orbiter e la struttura non dovrebbe risentirne visto che in quel punto si disperderebbe molto facilmente l'eventuale calore in eccesso verso tutta la struttura.
La riparazione per ora sembra comunque poco probabile ma la decisione definitiva verrà presa solo al termine dell'ispezione di oggi con l'OBSS che durerà circa 2 o 3 ore.
Oggi verrà anche ufficializzato il probabile allungamento della missione visto l'ottima funzionalità del sistema di trasferimento dell'energia dalla ISS allo Shuttle (SSTPS).

Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.

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