Pronto il test del “disco volante” di NASA

LDSD
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Il veicolo sperimentale destinato a raccogliere dati nell’ambito del programma LDSD (Low Density Supersonic Decelerator, deceleratore supersonico a bassa densità) è pronto ad innalzarsi nei cieli del poligono missilistico della US Navy nell’incantevole scenario delle Hawaii. Le finestre di lancio sono per i giorni 7,9,11 e 14, dopo che alcune date sono già andate perdute a causa delle condizioni atmosferiche.
Lo scopo del programma LDSD è sperimentare nuovi sistemi per far atterrare indenni su Marte ed altri corpi celesti dei carichi di grosso peso e dimensioni. Dopo questo primo test, ne sono già previsti altri due il prossimo anno, in modo da verificare il comportamento del veicolo, che dispone di motori a razzo, nell’ambiente dell’altissima atmosfera ed a velocità ipersoniche.

Piuttosto complesso e singolare il profilo della missione: un pallone ad elio, grande come un campo di calcio, porterà il veicolo a 120mila piedi di quota. A questo punto avverrà lo sganciamento, e dopo 1,5 secondi quattro piccoli motori a razzo metteranno il disco in rotazione per stabilizzarlo giroscopicamente. Poi un booster Star 48B a propellente solido comincerà ad erogare la sua spinta di quasi 80mila N, lanciando il veicolo verso il limite della stratosfera. Per ricreare le condizioni di un ingresso nell’atmosfera marziana, il disco dovrà raggiungere una quota di 180mila piedi (55 chilometri), ed una velocità di mach 4. Infine, dovranno entrare in funzione i due sistemi frenanti di nuova concezione che sono l’oggetto della ricerca. Il primo è il SIAD-R (supersonic inflatable aerodynamic decelerator), una “ciambella”  che si gonfierà intorno al mezzo circa a mach 3.8 e, con il suo attrito aerodinamico, rallenterà il mezzo fino a mach 2,5. Sarà poi la volta del nuovo paracadute supersonico, il più grande mai realizzato, che dovrà portare il disco ad un ammaraggio controllato nelle acque del Pacifico non lontano dal punto di lancio. NASA programma di seguire l’evento in diretta streaming e con le numerose telecamere poste a bordo del veicolo sperimentale.

Copyright immagine: NASA, JPL

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

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