GOCE termina il suo volo senza problemi

Il satellite GOCE dell'ESA. Credit: ESA.
Il satellite GOCE dell'ESA. Credit: ESA.
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Il satellite GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha terminato la permanenza in orbita terrestre, distruggendosi a contatto con gli strati alti dell’atmosfera circa alle 01:00 ora italiana di oggi lunedì 11 Novembre 2013.

La traiettoria di discesa di GOCE, non più sostenuto in orbita dai propulsori a ioni di cui era dotato e che avevano esaurito il combustibile lo scorso 21 Ottobre 2013, lo ha portato ad impattare gli strati più densi dell’atmosfera terrestre in un punto imprecisato compreso fra la Siberia, l’Oceano Pacifico occidentale, l’Oceano Indiano orientale e il continente Antartico, portandone alla distruzione completa senza che siano stati riportati danni a persone o cose.

Lanciato nel Marzo del 2009, e con una durata della missione originariamente pianificata per due anni, questo importante strumento scientifico ha permesso di ricostruire una mappa accurata delle variazioni nella distribuzione della forza di gravità del nostro pianeta.

II geodi ricavato da GOCE. Credit: ESA.

II geoide ricavato da GOCE. Credit: ESA.

Il risultato delle misurazioni di GOCE è rappresentato dal geoide (superficie teorica che rappresenta i punti di pari potenziale gravitazionale a minore distanza dal livello medio dei mari terrestri) più accurato che sia mai stato ricavato dalle osservazioni del nostro pianeta, strumento che è utile per lo studio delle correnti oceaniche, del livello dei mari, delle dinamiche dei ghiacci e dell’interno della Terra.

Per consentire le misurazioni da parte del sensibile accelerometro di cui era dotato, GOCE è stato posto in orbita ad una quota relativamente bassa, di circa 260 KM dalla superficie terrestre, per cui è stato sottoposto a forze di attrito aerodinamico con gli strati superiori dell’atmosfera, maggiori rispetto, per esempio, a quelle a cui è sottoposta la Stazione Spaziale Internazionale.

Per questa ragione, non appena è terminato il propellente per il propulsore a ioni, sono bastate appena tre settimane perchè GOCE venisse rallentato a sufficienza da non potere più contrastare la attrazione gravitazionale terrestre.

L’avere orbitato a bassa quota rispetto alla superficie terrestre ha consentito inoltre a GOCE di effettuare misurazioni e analisi sulla densità dell’aria e sulla velocità dei venti che si riscontrano nell’alta atmosfera.

I tecnici dell’ESA ritengono che, dei circa 1.100 kg di massa del satellite, soltanto il 25% sia sopravvissuto al rientro distruttivo nell’atmosfera terrestre e sia quindi potuto giungere sino sulla superficie della Terra.

Fonte: ESA.

 

Copyright immagine: ESA

Giuseppe Corleo

Ingegnere meccanico per corso di studi, informatico in ambito bancario per professione, appassionato di tutto ciò che riguarda astronomia, astronautica, meccanica, fisica e matematica. Articolista del sito Astronautinews.it dal 2011.

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