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2016: cosa ci riserva l’anno spaziale

Credit: NASA

Un altro anno è arrivato e, dopo aver riassunto i principali avvenimenti spaziali dell’anno passato, rivolgiamo lo sguardo a quello che ci aspetta nel 2016 in campo astronautico.

Proseguirà il lavoro scientifico sulla stazione spaziale internazionale, mentre altri programmi spaziali abitati si avvicinano al debutto. Dal punto di vista robotico il 2016 vedrà una nuova missione europea su Marte, il lancio una missione NASA per il recupero di campioni di asteroidi, l’arrivo di Juno su Giove e il termine della fantastica missione di Rosetta.

La stazione spaziale internazionale (ISS)

Il principale programma spaziale abitato del 2016 sarà ancora una volta rappresentato dell’ISS. L’anno si apre con l’Expedition 46 a bordo, composta dagli astronauti Scott Kelly, Timothy Kopra (NASA), Timothy Peake (ESA), Mikhail Kornienko, Sergey Volkov e Yuri Malenchenko (Roscosmos). Come negli anni passati, altri 4 equipaggi visiteranno la ISS nel 2016, dall’Expedition 47 alla 50.

A marzo il rientro della Sojuz TMA-18M porrà fine all’Expedition 46 e alla missione di circa un anno sulla ISS di Kelly e Kornienko, oltre a riportare a terra anche Volkov. I due astronauti hanno trascorso ben quattro incrementi sulla stazione spaziale e svolto numerosi esperimenti che saranno utili per future missioni nello spazio profondo.

L’agenzia spaziale europea (ESA) vedrà ancora una volta due missioni di lunga durata sulla ISS: la missione Principia di Tim Peake e la missione Proxima di Thomas Pesquet. Il francese sarà l’ultimo della classe di astronauti ESA del 2009 a partire per lo spazio il prossimo novembre.

Saranno sempre le capsule Sojuz a portare gli astronauti sulla stazione anche per tutto il 2016, anche se quest’anno vedremo il debutto di una nuova versione più aggiornata. A marzo sarà il turno dell’ultima Sojuz TMA-M, la Sojuz TMA-20M con a bordo i russi Aleksey Ovchinin e Oleg Skripochka, e l’americano Jeffrey Williams. La nuova Sojuz MS-01 esordirà a maggio con a bordo Anatoli Ivanishin (Russia), Takuya Onishi (Giappone) e Kathleen Rubins (USA). La Sojuz MS-02 partirà a settembre con Shane Kimbrough (NASA), Andrei Borisenko e Sergey Ryzhikov (Roscosmos), seguita dalla Sojuz MS-03 del già citato Pesquet insieme ai suoi colleghi Peggy Whitson e Oleg Novitskiy.

Tra gli equipaggi in addestramento una menzione particolare va a quello della Sojuz MS-05 che porterà sulla ISS il nostro Paolo Nespoli, al suo terzo volo, a maggio 2017.

I rifornimenti cargo verranno trasportati sulla ISS da una serie di navette messe a disposizione dai partner della ISS, per un totale di ben 12 missioni pianificate da parte di 4 diversi veicoli. Si spera in un anno più tranquillo rispetto agli ultimi due in cui si sono avuti i fallimenti di ben tre missioni: la Cygnus Orb-3 (ottobre 2014), la Progress M-27M (aprile 2015) e la Dragon CRS-7 (giugno 2015). A partire sarà la missione Dragon CRS-8 della compagnia privata SpaceX, che a febbraio ritornerà sulla ISS dopo l’incidente al lancio della missione CRS-7. La missione sarà interessante da seguire, oltre che per il consueto tentativo di recupero del primo stadio con atterraggio su una chiatta o sulla piazzola LZ-1 di Cape Canaveral, anche per il trasporto sulla ISS del modulo gonfiabile sperimentale della Bigelow (BEAM, Bigelow Expandable Activity Module). BEAM verrà posizionato sul Nodo 3 Tranquillity e rimarrà sulla ISS per almeno due anni. Altri quattro voli di Dragon sono previsti a marzo, giugno, agosto e dicembre 2016.

Dopo il successo dell’ultima missione Cygnus CRS OA-4, attualmente sulla ISS (ci resterà fino alla fine del mese), Orbital ATK ha in programma un’altra missione con il lanciatore Atlas V di ULA, la Cygnus CRS OA-6 (marzo). La nuova versione del lanciatore Antares dovrebbe poi esordire a maggio con la missione Cygnus CRS OA-5 (la missione OA-6 partirà prima della OA-5 perché si tratta di un’opportunità imprevista di uno slot di lancio da parte di ULA a causa del ritardo di un altro payload). Se tutto va bene Cygnus CRS OA-7 seguirà le altre capsule a ottobre, sempre sul nuovo Antares.

Le solite navette russe Progress compiranno 3 missioni con cadenza circa trimestrale a partire dal 31 marzo con il lancio della Progress MS-02. Dopo il debutto avvenuto lo scorso dicembre, questo nuovo modello aggiornato della storica navetta russa continuerà a trasportare rifornimenti per la ISS per tutto il 2016. A concludere la flotta di navette cargo ci sarà poi anche il veicolo giapponese HTV (HTV/Kounotori-6), che dovrebbe partire per la ISS a ottobre.

A parte BEAM, dal punto di vista della configurazione non dovrebbe cambiare molto nella ISS nel 2016. L’anno precedente sono stati effettuati diversi interventi per preparare l’arrivo delle nuove capsule con equipaggio americane che esordiranno nel 2017. Anche dal lato russo si dovrà preparare la stazione a una nuova riconfigurazione anche se il nuovo modulo MLM Nauka il braccio robotico europeo (ERA) non verranno lanciati prima del 2017.

Capsule private verso la ISS

Dopo i progressi più o meno veloci degli ultimi anni, il 2016 sarà un anno cruciale per i veicoli privati. Il 30 gennaio verranno annunciati i vincitori della seconda fase di contratti di rifornimento cargo per la ISS. Il contratto attuale (CRS) con SpaceX e Orbital ATK è stato recentemente esteso fino al 2018, dopo di che inizierà il CRS2 con le compagnie vincitrici: almeno due tra SpaceX, Orbital ATK e Sierra Nevada (Lockheed Martin e Boeing sono state escluse in anticipo dalla competizione).

Anno fondamentale anche per il Commercial Crew Program della NASA, che servirà al trasporto di astronauti da e per la ISS a partire dal 2017/18. L’ultima fase del programma, il CCtCap, ha visto vincitori SpaceX (con la versione abitata della Dragon), e Boeing (CST-100 Starliner). Nel 2016 verranno preparate le prime missioni dimostrative. SpaceX, dopo il successo del test di fuga sulla rampa eseguito lo scorso maggio, ha in conto di esordire con un volo orbitale già alla fine dell’anno con la missione senza equipaggio SpX-DM1. A questa farà poi seguito un test di fuga in volo e la prima missione con equipaggio SpX-DM2, attualmente prevista nel 2017. Anche Boeing passerà il 2016 a preparare le sue missioni orbitali Boe-OFT (senza equipaggio) e Boe-CFT (con equipaggio) e il test di fuga in rampa, tutti previsti per il 2017.

Nell’anno appena trascorso la NASA ha annunciato i 4 astronauti che lavoreranno con SpaceX e Boeing per le prime missioni dimostrative, ed ha già acquistato i primi voli sulla ISS da effettuarsi tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 da entrambe le compagnie.

Anche in campo suborbitale si prospetta un anno molto importante. Virgin Galactic tornerà ai test sul nuovo spazioplano SpaceShipTwo dopo l’incidente al primo prototipo. Tra le aziende concorrenti sembra che Blue Origin sia quella in pole-position. La compagnia di Jeff Bezos ha annunciato che comincerà i voli commerciali entro la fine dell’anno. L’annuncio è avvenuto qualche giorno prima del volo di test completato con successo con il recupero sia della capsula che del lanciatore.

Altri programmi spaziali con equipaggio

Dopo il volo della Shenzhou 10 del giugno del 2013, la stazione spaziale Tiangong 1 è rimasta disabitata in orbita, e dovrebbe rientrare presto in atmosfera. Come al solito, non sono arrivate in occidente tantissime notizie sullo sviluppo del programma spaziale cinese, ma le ultime notizie (ormai vecchie di un paio di anni) davano il lancio della seconda stazione spaziale, la Tiangong-2, programmato proprio per il 2016.

Secondo le poche notizie filtrate dalla Cina, Tiangong-2 dovrebbe essere una versione più grande e potenziata della prima stazione spaziale, e avrà due portelli di attracco anziché uno solo. Il primo portello verrà utilizzato per le capsule con equipaggio Shenzhou, mentre al secondo portello attraccheranno i nuovi veicoli cargo Tianzhou, sviluppati a partire proprio da Tiangong-1. Anche i lanci Shenzhou 11 e Tianzhou 1 erano previsti per il 2016.

Tornando alla NASA, proseguirà anche nel 2016 il lavoro sulla capsula Orion e il lanciatore super-pesante Space Launch System (SLS). Anche se la prossima missione è ancora molto lontana (si parla della fine del 2018/inizio 2019), continueranno i test sui vari sotto-sistemi (come i booster a propellente solido e i propulsori RS-25, su SLS, o lo scudo termico di Orion) dopo che il progetto di SLS ha superato nei mesi scorsi l’importante traguardo della Critical Design Review.

Sulla scia di Orion e della NASA, anche Russia e Cina starebbero preparando nuove capsule adatte all’esplorazione per lo spazio oltre l’orbita bassa terrestre ma, a parte probabilmente il nome, è improbabile che nel 2016 vedremo sviluppi importanti su questi progetti.

Sviluppi in ambito europeo

Oltre a supportare la ISS e le varie missioni di lunga durata (al momento Peake, Pesquet e Nespoli), l’ESA sta anche lavorando al modulo di servizio per le prime missioni della capsula Orion. Recentemente è stato consegnato a NASA il primo prototipo per i test strutturali che avverranno nei prossimi due anni.

Proseguirà nel 2016 l’espansione del sistema di navigazione satellitare Galileo. Dopo il recente lancio che ha portato la costellazione dei satelliti operativi a otto (più tre satelliti ancora operativi della precedente costellazione IOV), il 2016 vedrà l’utilizzo dell’Ariane 5 per il lancio in contemporanea di ben 4 satelliti alla volta. Fino ad ora i satelliti venivano lanciati a gruppi di due su un Sojuz-2 dalla Guyana Francese.

Anche per il 2016 il parco lanciatori di ESA comprenderà il lanciatore pesante Ariane 5, il lanciatore medio Sojuz-2 e il lanciatore leggero Vega. Continuerà inoltre lo sviluppo (iniziato ufficialmente l’anno scorso) della nuova versione del Vega, il Vega-C, e del nuovo Ariane 6.

Esplorazione robotica del sistema solare

Il 2016 è un anno “marziano”. Nel senso che si apre la finestra di lancio circa biennale per il pianeta rosso. A marzo verrà lanciata l’ambiziosa missione europea Exomars 2016. Il lancio avverrà da Bajkonur su un vettore Proton che manderà verso Marte un orbiter, il Trace Gas Orbiter, ed un piccolo lander, Schiaparelli. Mentre il secondo avrà soltanto scopi dimostrativi delle varie tecnologie per l’entrata in atmosfera e l’atterraggio (la missione non durerà più di qualche giorno), l’orbiter è il primo passo verso la lunga missione scientifica della missione Exomars che si completerà nel 2018 con il lancio di un rover e d un lander. TGO e Schiaparelli arriveranno sul pianeta rosso tra settembre e ottobre. Non ce l’ha fatta, purtroppo, l’altra missione marziana Insight, della NASA. Un problema ad uno degli strumenti principali, il sismometro, ha provocato il rinvio della missione alla prossima finestra di lancio, nel 2018.

A luglio arriverà finalmente su Giove la sonda americana Juno. Il satellite, che ha la particolarità di utilizzare pannelli solari nonostante la distanza dal Sole, studierà in orbita polare la composizione del gigante gassoso, oltre ai campi gravitazionale e magnetico e alla magnetosfera di Giove. A settembre ci sarà anche il secondo lancio dell’anno, quello della missione NASA OSIRIS-REX. La sonda sarà diretta verso l’asteroide Bennu, di cui riporterà un campione a Terra. Altro avvenimento interessante di settembre sarà il termine della missione della sonda europea Rosetta sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Una volta completate tutte le operazioni scientifiche, Rosetta tenterà di posarsi il più delicatamente possibile sul nucleo della cometa, cercando di ripetere le gesta del lander Philae.

Continueranno anche nel 2016 le missioni di Akatsuki (appena arrivata su Venere), Lunar Reconnaissance Orbiter, Artemis (Luna), Dawn (Cerere) e Cassini (Saturno). In attesa di Exomars, si spera non ci siano defezioni tra la piccola flotta di robot su Marte, con i rover Opportunity e Curiosity, e gli orbiter MAVEN, MOM, Mars Reconnaissance Orbiter, Mars Express e Mars Odyssey. La sonda New Horizons continuerà a spedire verso terra i dati relativi all’incontro con Plutone, mentre si dirige verso il prossimo obiettivo nella fascia di Kuiper. Continuerà il suo viaggio verso l’asteroide Ryugu, inoltre, la sonda giapponese Hayabusa 2. Verranno infine completati i preparativi per la missione europea BepiColombo, che comprende anche un orbiter giapponese e sarà lanciata per un lungo viaggio verso Mercurio a gennaio del 2017.

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