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Verso lo slittamento dei primi voli abitati privati alla ISS

Il gruppo di pianificazione dei voli della NASA per la ISS ha deciso di far slittare di almeno 12 mesi il primo volo umano gestito da privati e diretto verso la ISS, l’US Crew Vehicle -1 (USCV-1).
Il primo volo, gestito da una delle compagnie attualmente in lizza per la fornitura di tale servizio, sarebbe dovuto avvenire, secondo l’ultima pianificazione delle attività sulla ISS, nel novembre 2016. Attualmente però tale data è stata spostata di non meno di 12 mesi, pianificando l’utilizzo delle Sojuz per tutte le missioni del 2016 e 2017, prevedendo inoltre tale opzione anche come backup fino ad almeno tutto il 2019.
Il NASA’s Commercial Crew Program è attualmente attivo con il finanziamento di 3 società private, per il supporto allo sviluppo di altrettanti mezzi pilotati e in grado di fornire supporto alla ISS nella turnazione degli equipaggi Americani.
L’attuale fase, il Commercial Crew integrated Capability (CCiCAP), vede la partecipazione di Boeing con la capsula CST-100, SpaceX con la Dragon e Sierra Nevada Corp. con l’aerospazioplano Dream Chaser e tutte e tre sono in linea con le milestones prefissate per la prosecuzione dei finanziamenti.
I tre progetti hanno tutti in programma i primi test orbitali abitati nel 2016, con l’utilizzo di astronauti interni e a seguito di tali test verrà probabilmente scelto il progetto vincitore.
Per i voli compresi quindi fra USCV-1 e USCV-4, distanziati fra loro di 6 mesi e quindi fino al 2019, sarà comunque disponibile una capsula Sojuz come backup.
Secondo fonti russe NASA ha già iniziato la procedura per l’estensione del contratto di fornitura della capsula Sojuz appunto fino al 2017 (attualmente il contratto sarebbe terminato nel 2016).
Il ritardo, probabilmente dettato, almeno in parte, anche dalla situazione dei finanziamenti del Governo USA, impatterà sensibilmente sulla pianificazione delle attività della ISS. Qualunque sia il vincitore dell’appalto infatti, dovrà trasportare in orbita 4 astronauti alla volta, permettendo quindi, a partire dal volo USCV-1, di incrementare l’equipaggio della Stazione portandolo in modo stabile a 7 astronauti, contro i 6 di oggi. Questo consentirà di per avere maggiore disponibilità di tempo/uomo per effettuare ricerca nei laboratori in orbita.
Se questo, come sembra, non dovesse avvenire, anche la pianificazione della ricerca scientifica pianificata per quegli anni ne risentirebbe sensibilmente.
A bordo delle missioni USCV ci sarà sempre, quasi certamente, almeno un astronauta Russo e viceversa a bordo delle due Sojuz all’anno che continueranno a servire la ISS verrà trasportato un astronauta americano. L’obiettivo è quello di avere sempre, durante le rotazioni, un equipaggio misto presente a bordo della ISS.

Fonte: nasaspaceflight.com

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