Ci sono due eventi peculiari nel mese di settembre, entrambi riguardano due missioni ESA. Per BepiColombo c’è stata la separazione delle sonde che osserveranno Mercurio, dopo otto anni di convivenza in un’unica unità. Juice invece ha sfiorato la Terra per prendere uno slancio gravitazionale.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
È imminente il decollo di Martian Moon eXplorer (JAXA), la prima missione destinata a riportare a Terra campioni dal sistema di Marte, in particolare dalla luna più grande Fobos. Il primo tentativo di lancio è programmato per il 19 ottobre, l’arrivo in orbita marziana è previsto per l’estate 2027. Seguirà una fase di studio di Fobos da vicino di qualche mese, dopo la quale avverrà il dispiegamento del rover IDEFIX (CNES/DLR). Nel 2029 si tenterà l’atterraggio della sonda, per alcuni secondi, il tempo di prelevare i campioni e ripartire. Dopodiché, lascerà Fobos per posizionarsi in un’orbita più ampia ed effettuare sorvoli ravvicinati di Deimos, la seconda luna di Marte. Nel 2030 ripartirà da Marte in direzione Terra, dove arriverà nel 2031.
Dalla Cina invece arriva una conferma: nel 2028 il lancio della missione Tianwen-3, pertanto è iniziata la fase di costruzione del prototipo della sonda. L’obiettivo è riportare campioni da sotto la superficie marziana, due metri di profondità, per cercare tracce di attività biologica passata nascoste nel sottosuolo.
Nel sistema solare interno
STEREO A (NASA) sta per compiere 20 anni di missione, lanciata il 26 ottobre 2006 per studiare il Sole da varie angolazioni. La sonda era accompagnata da una gemella, STEREO B, che ormai è fuori servizio e l’ultimo contatto è avvenuto esattamente 10 anni fa, a settembre 2016. STEREO A si trova in un’orbita simile a quella della Terra attorno al Sole, ma la sua posizione è sfasata rispetto al nostro Pianeta di 70° al momento.
Parker Solar Probe (NASA) ha effettuato un altro passaggio al perielio, il ventinovesimo, tuffandosi nuovamente nell’atmosfera solare. La missione è stata estesa fino al 2029 visto lo stato di salute ottimo della sonda. Continua senza particolari novità la terza e ultima missione di eliofisica del sistema solare interno, Solar Orbiter (SolO) (ESA).
Era la missione BepiColombo (ESA/JAXA), invece ora sono due. Le due sonde MPO (ESA), Mercury Planetary Orbiter, e MMO (JAXA), Mercury Magnetospheric Orbiter, si sono separate prima dell’arrivo su Mercurio e svolgeranno due missioni (semi) indipendenti in orbite diverse. Hanno viaggiato insieme a un terzo componente, MTM, Mercury Transfer Module, che aveva solo l’obiettivo di portare i due compagni fino a Mercurio, dopo 8 anni di viaggio. MTM non ha strumenti scientifici, non ha computer di bordo per regolare l’assetto, non ha un’antenna per lo scambio di dati. Sfreccerà in velocità a 130.000 km da Mercurio e poi si perderà in un’orbita eliocentrica, rimanendo lì come relitto vagante per l’eternità.
La missione EscaPADE (NASA) sta per partire per Marte. Le due sonde della missione, Blue e Gold, sono già state lanciate un anno fa e parcheggiate in un’orbita terrestre particolare, con apogeo di circa un milione di chilometri. A novembre passeranno a circa 600 km dalla Terra, accendendo i motori per sfruttare l’effetto Oberth e lanciarsi così in direzione Marte.
Mancano solo due mesi all’arrivo di Hera (ESA), con a bordo i cubesat Milani e Juventas, nei pressi dell’asteroide binario Didymos. La nuova mascotte della missione è un dinosauro senza nome, e l’ente europeo ha lanciato una campagna divulgativa per associargliene uno. La missione si inserisce nell’ambito degli studi della difesa planetaria, e i dinosauri sono l’antonomasia dell’estinzione di massa del Cretaceo avvenuta principalmente per l’impatto di un asteroide.
A caccia di asteroidi, Hayabusa 2# (JAXA) è diretta verso 1998 KY₂₆, la destinazione finale, che incontrerà nel 2031 per rimanerci. OSIRIS-APEX (NASA) sta orbitando attorno al Sole per attendere il passaggio ravvicinato di Apophis del 2029. In questa occasione, si incontreranno in poco tempo e poco spazio di distanza la Terra, l’asteroide Apophis, la sonda OSIRIS-APEX e la nuova sonda della missione in partenza Ramses (ESA/JAXA) che ha appena effettuato i test di accensione partirà nel 2028. Infine Tianwen-2 (CNSA) ha raggiunto da qualche mese il suo primo asteroide, Kamoʻoalewa, e lo sta osservando da vicino in attesa di prelevare campioni.
La flotta marziana
Sono sei gli orbiter attivi attorno a Marte, Tianwen-1 (CNSA), Hope (UAESA), Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos) e Mars Express (ESA). Alcune sono lì da molti anni, come Mars Odyssey arrivata nel 2001, altri più recenti, come Tianwen-1 e Hope, ma tutte svolgono il ruolo di rilevamento dati e trasmissione a Terra, accumulando negli anni misurazioni utili per valutazioni scientifiche.
I dati raccolti dall’orbita però posso essere fuorvianti o falsati in qualche modo. In superficie, Perseverance (NASA) ha analizzato nel 2023 l’unità geologica denominata Margin Unit, situata lungo il bordo interno del cratere Jezero. Le indagini spettrometriche e chimiche effettuate in situ hanno smentito l’ipotesi iniziale, basata su osservazioni orbitali, che prevedeva una dominanza di rocce sedimentarie ricche di argilla e limo. Al contrario, l’analisi condotta dall’unità di spettrometria laser SuperCam su svariati bersagli di roccia affiorante ha rilevato la presenza prevalente di rocce ignee ad alto contenuto di olivina, ricche di magnesio e ferro.
Continua la marcia sul Mount Sharp dell’altro rover, Curiosity (NASA), arrivato su Marte nel 2012. Il mese scorso, ad agosto, ha raggiunto diverse pietre miliari simboliche, 5.000 sol marziani, 1.000 metri di quota scalati e 14 anni di missione compiuti.
Nel sistema solare esterno
Juice (ESA) sta effettuando un sorvolo ravvicinato della Terra. L’approccio è iniziato il 17 agosto, con lo studio di eventuali microscopiche manovre correttive necessarie, poi il 23 settembre sono stati accesi gli strumenti scientifici per effettuare dei test, il 27 la sonda è passata nel cono d’ombra terrestre, il giorno successivo, il 28 alle 13:45, nel punto più vicino alla Terra, a 8640 km di distanza, infine il 3 ottobre spegnerà gli strumenti e il 4 effettuerà eventuali manovre correttive. L’assist gravitazionale è servito per immettere la sonda in un’orbita eliocentrica più ellittica, con l’afelio più elevato, di circa 2,5 au, unità astronomiche. Giove si trova a 5,2 au dal Sole, sarà necessario un ultimo passaggio, a gennaio 2029, prima di immettere la sonda in traiettoria diretta su Giove.
Le altre sonde in viaggio nel sistema solare esterno sono Europa Clipper (NASA), diretta su Giove, Psyche (NASA) verso 16 Psyche, e Lucy (NASA) diretta verso altri cinque asteroidi coorbitanti con Giove attorno al Sole.
Nel corso delle sue orbite attorno a Giove, Juno (NASA) ha raccolto misurazioni del bow shock del gigante gassoso, la barriera magnetica in cui il vento solare supersonico collide con la magnetosfera del pianeta. Le rilevazioni della sonda rivelano che Giove gestisce il flusso di particelle solari cariche in modo molto più complesso rispetto alla Terra. Grazie allo strumento Waves a bordo, Juno ha registrato una gamma di onde di plasma distribuite su molteplici frequenze, diversamente da quanto osservato sulla Terra, dove prevalgono picchi di frequenza dominanti.
New Horizons (NASA) sta ancora trasmettendo dati relativi alle misurazioni durante il periodo di ibernazione, terminato ad agosto 2026. È l’unica sonda ad aver mai sorvolato Plutone, e gli dati scientifici sulla superficie provengono da lei, da quell’unico passaggio di 11 anni fa. Di recente è la scoperta dello scioglimento dei ghiacciati di azoto che hanno portato a far sgorgare azoto liquido dalla superficie.
Manca circa un mese e mezzo a un traguardo simbolico per Voyager 1. Il 18 novembre raggiungerà la distanza di 25,9 miliardi di km di distanza dalla Terra, che è esattamente quando percorre la luce nel vuoto in un giorno. La sonda sarà a un giorno luce dalla Terra, i dati inviati impiegheranno più di 24 ore a raggiungere la Terra. Ci sono voluti quasi 50 anni per raggiungere questa distanza. Voyager 2, più vicina, si trova a 21,5 miliardi di km dalla Terra. Gli strumenti stanno venendo via via spenti per risparmiare la poca potenza elettrica rimasta del generatore, al momento sono solo due su Voyager 1 e tre su Voyager 2 quelli funzionanti.
Riassunto missioni
Ci sono 25 missioni attive nello spazio profondo, di cui sette in viaggio verso la propria destinazione, due nel corso della loro missione principale e 16 in fase di estensione di missione.
Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

