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SNC, SpaceX e Orbital ATK si aggiudicano il nuovo contratto di rifornimento alla ISS

Sono appena state annunciate le aziende vincitrici dei nuovi contratti di rifornimento cargo per la ISS da fine 2019 al 2024.
Ad aggiudicarsi la gara sono state Sierra Nevada Corp. con il Dream Chaser in versione cargo, SpaceX con la capsula Dragon e Orbital ATK con il Cygnus, queste ultime due già fornitori attuali per la ISS con gli stessi mezzi.

Il cargo Dragon CRS-5 poco prima del rilascio dal braccio robotico della ISS. Credit: ESA/NASA

Ognuna delle tre compagnie fornirà almeno 6 voli di supporto alla ISS non ancora formalmente ordinati. Il totale dei voli nel periodo richiesto avrà un valore complessivo di circa 14 miliardi di dollari con prezzo fisso per i singoli voli delle varie compagnie.
Si pensava potessero essere due le compagnie scelte, ma a sorpresa sono stati assegnati i contratti a ben 3 compagnie e probabilmente hanno giocato un ruolo in questa scelta gli incidenti quasi consecutivi del Cygnus e della Dragon durante i voli CRS-3 e CRS-7.

Il lanciatore che utilizzerà il Dream Chaser di SNC sarà l’Atlas V di ULA mentre per la Dragon ovviamente si utilizzerà il Falcon 9 e per il Cygnus la scelta potrà essere a seconda dei voli fra Atlas V e Antares.

Altre importanti ricadute sono la possibilità, con l’aumento dei rifornimenti, di portare a 7 i membri fissi dell’equipaggio a bordo della ISS, raddoppiando così il tempo-ricerca disponibile e di avere sulla terra campioni di esperimenti nel giro di 3-6 ore dalla partenza della ISS, utilizzando in particolare il Dream Chaser.
Il Dream Chaser permetterà di atterrare su piste commerciali (per ora KSC, White Sands e Houston) e grazie ai bassi carichi sostenuti al rientro conservare intatti campioni e esperimenti da riportare a terra in pochissime ore.

La novità è quindi la versione cargo del Dream Chaser, la quale presenta due importanti differenze rispetto a quella manned. La prima è la presenza di un piccolo modulo di stoccaggio che viene collegato alla sezione poppiera della navetta. Dotato di pannelli solari, questo elemento potrà accogliere carichi interni ed esterni.
In secondo luogo, le ali saranno ripiegabili, in modo da consentire al Dream Chaser di usare fairings standard da 5 metri di diametro, come quelli di Atlas 5 ed Ariane 5 (la versione manned non prevede l’incapsulamento in un fairing e di conseguenza non ha ali pieghevoli).

Una raffigurazione del DC cargo attraccato all’ISS (fonte: SNC)

Secondi i vertici di SNC, questo veicolo soddisfa o eccede tutti i requisiti del programma Commercial Resupply Services 2, a partire dall’impressionante capacità di ben 5mila chilogrammi di carico pressurizzato, cui si aggiungono 500 kg di carico non pressurizzato. La navetta può anche riportare a terra quasi 18 quintali di materiale (atterrando su una qualsiasi pista di aeroporto), mentre il modulo cargo di poppa può essere stivato con 3250 chili ulteriori di rifiuti destinati ad incenerirsi quando esso viene sganciato durante il rientro.

L’annuncio di oggi era più volte stato rimandato nei mesi scorsi, inizialmente previsto a giugno 2015, poi entro novembre e infine entro gennaio 2016.

Cygnus aggrappato al Canadarm2 – 31.07.2015 © NASA / Jerry Wright

NASA ha scelto 3 compagnie per l’assegnazione del contratto CRS-2 così da garantirsi fornitori multipli e indipendenti che possano consegnare materiale sulla stazione. Si tratta della stessa strategia utilizzata per il primo contratto di rifornimento (CRS-1) e che si è dimostrata lungimirante alla luce dei problemi al lancio patiti da entrambe le aziende assegnatarie.
Erano inizialmente in corsa anche Boeing con la capsula automatizzata CST-100 e Lockheed Martin con il sistema Jupiter.
Boeing aveva ufficializzato nei mesi scorsi di essere già stata esclusa mentre Lockheed Martin non aveva mai ufficialmente commentato la notizia, più volte trapelata, della propria esclusione.
Attualmente i voli di rifornimento alla ISS sono assicurati, per parte NASA, da SpaceX e Orbital ATK rispettivamente con Dragon e Cygnus, vincitrici della prima gara indetta dalla NASA.

Fonte: NASA

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