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Ritardata di 2 settimane la missione CRS-3 di SpaceX

La missione CRS-3/SpX-3 di rifornimento della International Space Station (ISS), il cui lancio era fissato per il giorno 16 marzo, è stata rinviata almeno fino a fine mese secondo quanto annunciato giovedì scorso dalla SpaceX che cita come causa degli “inconvenienti non risolti” senza dare ulteriori informazioni in merito. La data di fine mese è l’opportunità più prossima nell’affollato calendario di lanci dell’Eastern Range e di attracchi all’avamposto orbitale.

Questa missione rappresenta il quarto volo di Dragon verso la ISS dopo quello di qualifica e i 2 di rifornimento già effettuati, ma sarà il primo con la nuova versione del vettore Falcon 9, la v1.1 che invece ha già volato 3 volte in missioni con altro carico pagante.

Il lancio era previsto dal contratto NASA di Commercial Resupply Services (CRS) per il mese di dicembre insieme al primo volo dell’altro cargo privato di rifornimento, il Cygnus sviluppato dalla Orbital. Ma un primo spostamento di data è stato subito deciso per l’affollamento di quel periodo del calendario di Visiting Vehicle sulla ISS e SpaceX si è indirizzata verso la prima finestra di lancio disponibile nel 2014: dal 17 gennaio al 16 febbraio.

Purtroppo nel frattempo sulla ISS si è sviluppato un problema piuttosto serio al sistema di raffreddamento che ha comportato, tra le altre cose, l’esecuzione di ben 2 EVA durante il periodo delle feste natalizie. La risoluzione del problema non ha però evitato lo slittamento della missione di rifornimento di Cygnus, la CRS-1/ORB-1, che infatti è riuscita a effettuare il berthing alla stazione solo in gennaio.

Questo ha ovviamente comportato uno slittamento a cascata anche per la missione della Dragon che di conseguenza è stata riprogrammata per un lancio al 22 febbraio, data che è rimasta fissa per svariate settimane prima che il percorso di avvicinamento non la facesse slittare fino al 1 marzo. In questi casi si parla sempre di date NET (No Earlier Than), poiché durante le fasi si preparazione, benché ben programmate e svolte in maniera precisa, possono avvenire dei piccoli inconvenienti che fanno slittare di qualche giorno la data.

In questo caso l’usuale percorso di programmazione ha dovuto tener conto di molti fattori, per la maggior parte non imputabili alla capsula Dragon: per esempio le considerazione sui requisiti di EOM (End Of Mission) del veicolo che deve ritornare a terra con la luce del sole per consentire le operazioni di recupero, ma anche un ben meno controllabile meteo avverso su gran parte degli Stati Uniti che ha ritardato l’arrivo a Cape Canaveral dei core stage del vettore.

Estratto dello scheduling delle missioni di rifornimento. Credits: SpaceX e L2

In seguito ulteriori intoppi avevano dato come data possibile il 12 marzo ma ancora una volta l’affollamento del calendario di Visiting Vehicle della destinazione aveva suggerito all’azienda di focalizzarsi sulla finestra di lancio con apertura al 16 marzo.

Tutto stava procedendo secondo il calendario previsto tanto che il complesso di lancio utilizzato da SpaceX, lo SLC-40, aveva visto arrivare regolarmente in rampa sia il vettore che la capsula e sabato 8 marzo è stato eseguito secondo consuetudine un test Static Fire. Questo test viene eseguito pochi giorni prima del lancio e funge da prova generale in quanto il count-down viene eseguito fino alla fine con i 9 motori del vettore (i nuovi Merlin 1D del Falcon 9 v1.1) che vengono accesi per alcuni secondi. In seguito, mentre le squadre addette rimettono in sicurezza il vettore e la capsula riportandoli nell’hangar del complesso, gli ingegneri di SpaceX analizzano i dati e danno l’ok definitivo al lancio.

Tutto è andato come previsto e nell’hangar di SpaceX sono ripresi i preparativi per il lancio con in particolare la preparazione della Dragon a ricevere i carichi dell’ultimo minuto.

Tuttavia come detto, giovedì SpaceX ha annunciato un ritardo del lancio di almeno 2 settimane senza specificare altro.

La compagnia ha semplicemente comunicato che “per assicurare alla missione il livello più alto possibile di sicurezza e concedere altro tempo per risolvere alcuni piccoli problemi rimasti irrisolti, è stata fissata come nuova data per il lancio di CRS-3 il 30 marzo, con il 2 aprile come back-up”.

In aggiunta è stato precisato che “la data rappresenta la prima opportunità di lancio disponibile con il calendario esistente, ed è attualmente in attesa di approvazione da parte dell’Eastern Range.”

Atlas V sul pad. Credits: SpaceX e L2

Nella valutazione della data e scelta della finestra potrebbe aver influito quanto succede nel pad della “porta affianco”, lo SLC-41. Il 25 marzo è infatti prevista la messa in orbita del satellite NROL-67 per mezzo di un Atlas V e l’Eastern Range sarà sicuramente impegnato nella gestione di questo evento.

Così come avrà influito il solito intasamento del calendario Visiting Vehicle della ISS con il lancio di una Sojuz russa previsto anch’esso per il 25 marzo. Le due capsule, Sojuz e Dragon, usano porte diverse per l’attracco alla stazione ma i direttori di volo per motivi di sicurezza lasciano sempre un certo margine tra i 2 arrivi, ma non ultime sono le considerazioni relative alla necessità di concentrarsi sull’arrivo di un solo veicolo alla volta.

Bill Harwood di CBS ha fatto delle supposizioni sul motivo del ritardo, imputandolo ad un problema di contaminazione patito dal carico, in particolare il carico non pressurizzato. SpaceX però non fornito ulteriori dettagli in merito, limitandosi a riferire che l’hardware di volo (capsula e vettore) sono in perfette condizioni. Questo lascia supporre che non ci saranno ulteriori ritardi.

Tutto ciò è confermato dal fatto che, in vista del lancio previsto per il 16 marzo, sia il Falcon 9 che Dragon avevano passato senza problemi la Flighr Readiness Review (FRR) della scorsa settimana ed erano in attesa di sottoporsi alla sola Launch Readiness Review (LRR) che poi è stata ovviamente rinviata.

L’azienda ha tenuto a precisare che “sia il Falcon 9 che la Dragon sono in buona salute; dati i carichi critici a bordo e le significative migliorie apportate alla Dragon, l’ulteriore tempo a disposizione assicurerà a SpaceX l’opportunità di fare tutto il possibile a terra per preparare un buon lancio”.

Fra i dettagli non forniti dall’azienda c’è anche l’ora del lift-off ma basandosi sul fatto che la finestra di lancio per la ISS si sposta di 24 minuti al giorno, il tentativo del 30 marzo dovrebbe avvenire presumibilmente alle 23 locali.

Carichi nel trunk. Credits: SpaceX e L2

Come accennato nei precedenti articoli questa missione di rifornimento avrà delle particolarità rispetto alle precedenti, prima fra tutte il peso. Grazie alle migliori performance del vettore utilizzato (sempre il Falcon 9 ma in versione 1.1 con i nuovi motori Merlin 1D) il carico trasportato fino alla stazione sarà di 2.254 Kg ma soprattutto il carico in rientro sarà di 1.580 Kg con un bel incremento rispetto agli 800 delle prime 2 missioni. Altro record per questa missione sarà la presenza di ben 3 comparti frigoriferi adibiti al trasporto dei campioni da esperimenti (soprattutto in discesa dalla ISS): un GLACIER e due MERLIN. A questi si aggiunge per la prima volta un apposito rack adibito al trasporto di Extravehicular Mobility Unit (EMU) che servirà a portare una tuta nuova per sostituire quella danneggiata in una precedente EVA (e che ritornerà a terra nello stesso modo).

I carico della Dragon è completato dai carichi esterni ospitati nel trunk che includono Optical Payload for Lasercomm Science (OPALS) che servirà a validare la comunicazione a banda larga tramite laser tra terra e spazio e il pacchetto High Definition Earth Viewing (HDEV) costituito da 4 videocamere commerciali in HD.

 

Fonte: NasaSpaceFlight.com

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