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Crew Dragon: passeggiate spaziali e poi il rientro

Bob Behnken e Doug Hurley poco dopo il loro ingresso nella Stazione Spaziale Internazionale: Credit foto: NASA Johnson (Flickr)

Sicuramente una delle tante domande che in molti si sono posti in occasione del lancio della Crew Dragon è stata: per quanto tempo resteranno in orbita Doug Hurley e Bob Behnken prima di tornare a casa? Difficile da prevedere in anticipo per una serie di ragioni, tant’è che i responsabili di NASA e SpaceX si sono limitati a rispondere con un laconico: «prenderemo una decisione solo una volta che la navicella sarà in orbita!».

Ci sono infatti molti aspetti limitanti da tenere in considerazione, tra i quali l’usura dei pannelli fotovoltaici della Crew Dragon, il comportamento della navicella durante le operazioni in orbita, le attività di manutenzione e di ricerca sulla Stazione Spaziale Internazionale, la disponibilità della Crew Dragon che volerà nella prima missione operativa e le condizioni meteo nel sito di ammaraggio. Ma andiamo con ordine…

L’ex astronauta Ken Bowersox, dirigente responsabile del direttorato delle missioni con equipaggio di NASA, sostituto ad interim di Douglas Loverro dopo le sue dimissioni, ha riferito che il rendimento e le prestazioni della navicella sono quelle sperate, e che questo rende possibile un prolungamento della missione fino alla fine di luglio o al massimo ad agosto. Tuttavia al momento non è ancora possibile fornire una data precisa per il rientro di Behnken e Hurley.

Intanto Bob Behnken e Doug Hurley stanno collaborando fianco a fianco con Chris Cassidy, astronauta NASA e comandante della Stazione Spaziale Internazionale, aiutandolo nella ricerca scientifica, le riparazioni e il carico e scarico dei veicoli di rifornimento. I prossimi 26 giugno e 1º luglio Bob Behnken sarà protagonista con Chris Cassidy di due passeggiate spaziali, durante le quali i due astronauti sostituiranno l’ultimo lotto di batterie per l’accumulo dell’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici. Ci si avvicina dunque al completamento del lungo e complesso lavoro di aggiornamento di queste componenti iniziato nel gennaio 2017.

Mentre Behnken e Cassidy saranno all’esterno, Doug Hurley li aiuterà da dentro la Stazione manovrando con cura e precisione il braccio robotico Canadarm2. Al momento sono state confermate date e partecipanti solo di due delle quattro attività extraveicolari previste. Forse ne sapremo di più la sera del 24 giugno, giorno in cui alle 20:00 italiane è prevista una conferenza stampa da parte della NASA.

Bob Behnken impegnato in un’EVA durante la missione STS-130 nel 2010 – © NASA

Oltre a fornire il loro prezioso contributo alle operazioni della Stazione, Behnken e Hurley stanno portando avanti una serie di test della loro Crew Dragon (battezzata “Endeavour”) insieme ai responsabili di missione. Non va dimenticato che Crew Dragon Demo-2 è pur sempre, prima di tutto, una missione dimostrativa e di collaudo per la capsula di SpaceX. Tali test sono necessari per raccogliere più dati possibili sulla navicella in previsione del primo volo operativo previsto per la fine di agosto.

Un requisito importantissimo che deve avere una navicella per equipaggio agganciata al laboratorio orbitante è di poter fungere da scialuppa di salvataggio nel caso in cui ci fosse una emergenza a bordo della stazione che renda necessaria la sua evacuazione. In quest’ottica i tecnici di SpaceX hanno intenzione di mettere la capsula in “modalità ibernazione”, come accadrebbe di solito in una normale missione di 200 giorni, per poi riattivare i suoi sistemi di bordo e accertare che sia in grado di tornare pienamente operativa nei tempi previsti.

Sebbene questa Crew Dragon abbia molte affinità con quella che sarà impiegata nella prima missione operativa, le due navicelle sono diverse. Bowersox ha sottolineato che Endeavour ha dei requisiti minimi di sicurezza per il rientro e l’ammaraggio più stringenti, e che NASA e SpaceX si prenderanno tutto il tempo necessario affinché al momento del rientro ci siano le migliori condizioni meteo possibili, trattandosi della prima volta che avviene con astronauti a bordo.

La Crew Dragon in camera anecoica lo scorso 20 maggio 2018 presso il Kennedy Space Center – © NASA

Uno di questi requisiti riguarda il vento, che nella zona di ammaraggio non può superare, in certi casi, i 9 nodi (circa 16,6 km/h). Bowersox ha proseguito dichiarando che, di solito, ad agosto il vento non desta particolare preoccupazione nelle due zone di ammaraggio. Quella principale si trova a circa 45 chilometri dalla costa orientale dalla Florida, mentre quella di riserva è a sud di Pensacola, nel Golfo del Messico.

Non si esclude infine che in presenza di condizioni favorevoli il rientro della Crew Dragon possa essere anticipato, tuttavia prima di stabilire la data esatta si attende il completamento di tutte le passeggiate spaziali in programma.

In merito alle differenze e alle migliorie che SpaceX sta apportando alla Crew Dragon per il primo volo operativo, lo scorso 31 maggio Steve Stich, vicedirettore del Commercial Crew Program della NASA ha rilasciato diverse informazioni. Innanzitutto i sistemi principali della navicella quali il sistema del supporto vitale, di navigazione e di controllo di assetto, saranno pressoché gli stessi. Tra le modifiche in corso, una riguarda alcuni pannelli esterni in materiale composito, che sono stati resi più resistenti permettendo alla navicella di ammarare in condizioni di vento più forte. Inoltre sarà in grado di agganciarsi a IDA-3 (o International Docking Adapter-3), installato lo scorso anno da Andrew Morgan e Nick Hague sul boccaporto di zenit (quello rivolto verso lo spazio) del modulo Harmony.

Fonte: SpaceFlightNow.com

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