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Presidenziali USA, scendono in campo due ex astronauti

Ad una settimana di distanza si sono svolte le convention dei due partiti canonici che concorrono per le elezioni presidenziali e, prima i repubblicani quindi i democratici, hanno schierato un ex astronauta di successo a sostegno dei rispettivi candidati.

La prima a scendere in campo è stata Eileen Collins, a sostegno di Donald Trump durante la Republican National Convention di Cleveland del 20 luglio.

Veterana di quattro missioni spaziali (STS-63, STS-84, STS-93 ed STS-114) fu selezionata come astronauta nel 1990 ed è stata la prima donna a pilotare ed in seguito a comandare uno Space Shuttle.

Durante il suo discorso ha citato i padri pellegrini, il discorso di JFK del 1961, lo sbarco sulla Luna e la fine del programma Shuttle del 2011, da lei molto criticata in passato ed ha ricordato che sono già cinque anni da quando gli Stati Uniti dipendono dalla Russia per inviare i propri astronauti nello spazio.

Il suo intervento è durato solo 4 minuti e sarà ricordato non per quello che ha detto, bensì per quello che non ha detto, infatti come da testo rilasciato in anticipo per i giornalisti, il discorso doveva concludersi così:

Ci serve una leadership che riporti al primo posto il programma spaziale americano.
Ci serve una leadership che faccia di nuovo grande l’America.
Questo leader è Donald Trump.

Inaspettatamente però la Collins ha concluso senza l’ultima frase, non nominando il nome di Donald Trump e trasformando quindi il suo in un intervento bipartisan.
Secondo alcuni critici, visto il riferimento alla dipendenza dalle Sojuz russe, la Collins avrebbe dovuto almeno menzionare il fatto che il settore privato nazionale è in fortissima crescita e probabilmente in un paio d’anni sarà in grado di fornire alla NASA due nuove capsule manned.

Nell’attuale versione della piattaforma repubblicana 2016, allo spazio vengono dedicati questi due paragrafi:

La collaborazione pubblico-privato tra NASA, Ministero della Difesa e imprese commerciali ci ha dato il progresso tecnologico che ha portato alla riduzione del costo di accesso allo spazio, e ha esteso la leadership americana nello spazio nelle sfere commerciali, civili e della sicurezza nazionale. Lo spirito imprenditoriale e la cultura dell’innovazione del mercato libero sta rivitalizzando le capacità spaziali della nazione, risparmiando denaro pubblico e portando avanti tecnologie critiche per il mantenimento del vantaggio di conoscenze dell’America nel campo spaziale ed in altri ambiti.
Per proteggere i nostri interessi nazionali e promuovere l’innovazione e la competitività, dobbiamo sostenere la nostra preminenza in campo spaziale lanciando ulteriori missioni scientifiche, garantendo un accesso allo spazio senza restrizioni, ed assicurandoci che le nostre industrie aerospaziali rimangano una guida tecnologica e una fonte di formazione.

Il 27 luglio, durante la Democratic National Convention di Philadelphia, è stato invece Mark Kelly a salire sul palco per dare il suo appoggio alla candidata Hillary Clinton.

Selezionato come astronauta nel 1996, è stato per due volte pilota (STS-108 e STS-121) e per due volte comandante (STS-124 e STS-134) dello Space Shuttle.

Kelly è noto per il fatto che anche il suo gemello Scott è astronauta (recentemente ha partecipato alla missione di un anno sulla ISS) e per essere sposato con la ex deputata democratica Gabrielle Giffords, presente con lui sul palco e che nel 2011 sopravvisse ad un tentato omicidio a Tucson nonostante le gravi ferite alla testa.

Nel suo discorso Kelly ha ripercorso velocemente la sua carriera, prima di pilota militare poi di astronauta, nel corso del quale ha potuto osservare la terra ed i suoi abitanti da una posizione privilegiata.

Dall’orbita ho ammirato il nostro pianeta come una perfetta biglia blu. Ma ho anche visto restringersi i ghiacciai e la foresta pluviale. In guerra e nello spazio ho visto la leadership americana in tutta la sua forza. Ma mi ha sempre frustrato tornare in un paese che ancora fatica ad affrontare alcuni dei suoi problemi domestici.

Senza fare nessun accenno alla politica spaziale, la sua attenzione si è spostata proprio su uno dei più grandi problemi degli USA, quello delle armi.

Hillary sa che salviamo vite quando facciamo di più per tenere le armi lontane dalle mani sbagliate. Sappiamo che come presidente farà scelte responsabili: terrà testa alla lobby delle armi di Washington, che fa di tutto per proteggere il vergognoso status quo.

Dopodiché ha chiamato sul palco proprio sua moglie che con un breve intervento ha confermato l’intenzione di Hillary Clinton di intervenire sul problema delle troppe armi in circolazione nel paese.

Come si è evidenziato già da alcuni mesi, sia Trump che la Clinton non hanno mai posto troppa attenzione alla politica spaziale, rilasciando solo qualche breve commento.

Per quanto riguarda la piattaforma 2016, inizialmente il partito democratico non prevedeva nessun riferimento allo spazio, ma subito dopo l’intervento della Collins del 20 luglio un piccolo paragrafo è comparso nella versione aggiornata presente on-line:

Spingersi oltre i limiti è il cuore di ciò che siamo come Americani. I Democratici sono immensamente orgogliosi di tutto quello che la NASA ha fatto attraverso i suoi risultati nel campo scientifico, tecnologico e dell’esplorazione, per meglio comprendere il nostro posto nell’universo ed ispirare ed educare generazioni di giovani del nostro paese perchè peseguano una carriera nell’ambito della scienza. L’esplorazione spaziale ci ricorda che la nostra predisposizione alla curiosità è senza limiti, e trova pari solo con la nostra capacità di fare grandi cose quando lavoriamo tutti insieme. I Democratici credono nel portare avanti lo spirito di scoperta che ha animato l’esplorazione dello spazio di NASA nel corso degli ultimi 50 anni. Rafforzeremo il supporto per la NASA ed il lavoro con la comunità scientifica internazionale per lanciare nuove missioni nello spazio.

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