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Aggiornamenti dal sistema solare: giugno 2026

Credit: NASA

Il lieto fine non è arrivato: MAVEN è finita ufficialmente, vano qualsiasi recupero della sonda. Le comunicazioni si erano perse a dicembre 2025, la NASA ha decretato la conclusione della missione. Tianwen-2 ha raggiunto Kamoʻoalewa e può iniziare la missione scientifica. Il Congresso degli Stati Uniti ha dato una boccata di ossigeno, e finanziamenti, ad alcune missioni NASA che erano già in fase di estensione. Le restanti procedono in modo nominale.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Buone notizie dal Giappone, il vettore H3 torna a volare. Era fermo per un indagine dopo una missione fallita a fine 2025. A ottobre 2026 partirà con H3 la missione MMX verso Marte, in particolare diretta verso i suoi satelliti naturali. A bordo c’è anche un piccolo rover europeo, IDEFIX, che atterrerà molto dolcemente su Fobos, avendo una gravità 1.700 volte inferiore quella terrestre. La sonda è già a Tanegashima da aprile, il sito di lancio, e sta effettuando gli ultimi test.

Nel sistema solare interno

Altro tuffo per Parker Solar Probe (NASA), che l’8 giugno con il 28o passaggio al perielio ha attraversato l’atmosfera solare. La sonda ha poi trasmesso i dati scientifici relativi al passaggio dal 17 al 30 giugno. Le altre due sonde di eliofisica continuano l’acquisizione dati dal Sole senza episodi degni di nota in questo mese, Solar Orbiter (SolO) (ESA) e STEREO A (NASA).

Due missioni sono ancora in viaggio verso un pianeta del sistema solare interno, BepiColombo (ESA/JAXA) e EscaPADE (NASA). La prima ha spento i motori ionici e arriverà su Mercurio per inerzia a fine anno, quando si separerà in due sonde, MPO (ESA) e MMO (JAXA), con obiettivi scientifici diversi, anche se sempre in orbita di Mercurio. La seconda forse tecnicamente si può dire che non è ancora partita, come se stesse cercando il massimo abbrivio in prepartenza di una regata di vela. Le due sonde Blue e Gold di questa missione, stanno effettuando uno strano giro della Terra prima di immettersi in traiettoria di trasferimento verso Marte il prossimo ottobre.

La strana prepartenza di Blue (in blu) e Gold (in oro).

Giugno si conclude con la giornata mondiale degli asteroidi. È un momento per ricordare che nel sistema solare non ci sono solo Sole e pianeti, ma tanti piccoli frammenti che possono creare pericoli per l’umanità, ma anche conservare pezzi di storia primordiale su come si è formato il nostro Pianeta. Hera (ESA) si sta dirigendo verso Didymos, il primo asteroide deviato intenzionalmente dalla sua traiettoria ai tempi della missione DART. L’arrivo è previsto per fine anno.

OSIRIS-APEX (NASA) ha già visitato Bennu ed è diretto verso Apophis, l’asteroide che ha generato il massimo livello di allerta planetaria quando la sua traiettoria era ancora incerta.

Dopo sei anni di missione dedicati a Ryugu e altrettanti di viaggio verso Torifune, domenica 5 luglio la sonda Hayabusa 2# (JAXA) raggiungerà questo piccolo asteroide per un incontro che durerà una manciata di secondi. Dopodiché il viaggio proseguirà verso 1998 KY26 per altri cinque anni, nel 2031.

Infine il 7 giugno Tianwen-2 (CNSA) ha iniziato una serie di manovre per l’approccio dell’asteroide Kamoʻoalewa. La sonda è quindi arrivata alla sua prima destinazione scientifica, adesso seguirà una fase di studio e osservazione per capire forma e caratteristiche del corpo celeste, a cui seguirà un tentativo di prelievo di campioni di regolite dalla superficie per riportarli a Terra e analizzarli meglio.

La flotta marziana

Si è conclusa ufficialmente la missione MAVEN (NASA), dopo la perdita delle comunicazioni avvenuta a dicembre 2025 e i tentativi di recupero durati qualche mese, il 3 giugno la NASA ha dichiarato che la missione è conclusa e non verranno effettuati ulteriori tentativi di recupero. La sonda resterà un relitto in orbita marziana per tutto il secolo corrente, probabilmente rientrerà in atmosfera disintegrandosi verso il 2100.

Rimangono quindi sei orbiter attivi, Tianwen-1 (CNSA), Hope (UAESA), Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos) e Mars Express (ESA), a garantire attività scientifica e trasferimento dati dai mezzi in superficie.

Una routa di Curiosity visibilmente deteriorata. Perseverance ha usato un modello più resistente. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS.

Perseverance (NASA) ha superato la quota simbolica di 42,2 km percorsi su Marte da quando è arrivato nel 2021, l’equivalente di una maratona. Supera così il record di Lunochod 2 di distanza extraterrestre, con 42 chilometri percorsi sulla Luna, ma rimane, presumibilmente ancora per poco, dietro i 45 km di Opportunity, percorsi su Marte tra il 2004 e il 2018.

Curiosity (NASA), pur essendo atterrato nel 2012, procede molto più lentamente, a causa del sistema di guida più vecchio e meno autonomo e delle ruote maggiormente logorate. Attualmente i suoi chilometri percorsi sono 37, ha qualche acciacco in più, ma è ancora al cento per cento operativo.

Nel sistema solare esterno

Ci sono quattro sonde nel sistema solare esterno in viaggio verso l’obiettivo della propria missione principale: Europa Clipper (NASA), Psyche (NASA), Juice (ESA) e Lucy (NASA). Juice e Europa Clipper stanno riducendo la distanza dal Sole, per entrambe è previsto un assist gravitazionale della Terra a settembre e dicembre di quest’anno. Psyche e Lucy invece viaggiano verso l’esterno, la prossima tappa è l’asteroide in lista dei rispettivi obiettivi, 16 Psyche e Eurybates.

Radiazioni, temperatura, particelle, raggi cosmici, micrometeoriti, sono i pericoli noti che possono compromettere missioni nello spazio profondo come Juno (NASA), in orbita attorno a Giove, e New Horizons (NASA), nello spazio profondo oltre l’orbita di Plutone. Ma a garantire il proseguimento delle missioni c’è soprattutto il fattore economico prima di quello tecnico. Le due sonde erano state proposte dal Presidente degli Stati Uniti per un termine di missione per risparmiare, ma il Congresso si è opposto con un rapporto ufficiale l’11 giugno difendendo gli obiettivi scientifici delle missioni almeno fino a fine 2027.

Infine continuano in modalità scientifica ridotta le missioni più lontane, Voyager 1 e Voyager 2, tecnicamente oltre il confine convenzionale del sistema solare, l’eliopausa. Le due sonde hanno ormai solo due strumenti scientifici attivi a testa, e hanno comunicazioni ridotte per via della distanza e dei problemi con le torri a Terra, soprattutto con l’antenna DSS-14 di Goldstone, che era l’antenna principale per l’invio di messaggi verso Voyager 1.

Riassunto missioni

Ci sono 25 missioni attive nello spazio profondo, di cui sette in viaggio verso la propria destinazione, due nel corso della propria missione principale e 16 in fase di estensione di missione.

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Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di giugno 2026. Credit: ISAA/P. Portaluri

Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

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