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L+8, L+9: Iniziati gli allenamenti per mantenersi in forma spaziale

Samantha Cristoforetti accede a un connettore nel laboratorio Destiny. Credit: ESA/NASA

Samantha Cristoforetti accede a un connettore nel laboratorio Destiny. Credit: ESA/NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti (nota scritta il 02/12/2014):

Avamposto Spaziale ISS. Orbita Terrestre—Giorni di missione 8 e 9 (1–2 dicembre 2014)—È cominciata la mia seconda settimana sulla ISS ed è arrivato il momento di iniziare a raccogliere dei campioni per un paio di esperimenti di fisiologia umana: Microbioma e marcatori salivari.

Questa mattina, quando mi sono svegliata e ho aperto la mia programmazione sul laptop (posizionato convenientemente a 10 cm dal mio naso nella cuccetta), ho trovato un cortese promemoria inserito proprio dopo l’orario della sveglia: non mangiare, bere o lavarsi i denti prima di raccogliere i campioni di saliva!

Ieri avevo svolto una breve attività: andare a raccogliere tutto l’equipaggiamento necessario che ho poi conservato nel mio alloggio, così avevo tutto pronto per raccogliere tre campioni, una raccolta che ripeterò giornalmente per i prossimi sette giorni.

Una seconda breve attività nella mia timeline indicava la posizione in cui dovevo conservare i campioni di saliva. In poche parole, vanno messi nel congelatore entro 30 minuti dalla raccolta, ma dove esattamente? Abbiamo tre congelatori MELFI a bordo, ognuno ha quattro cassetti, ciascun cassetto ha quattro sezioni e ogni sezione ha diversi contenitori. Visto che è un congelatore e richiede molta energia per mantenerlo al freddo, ogni volta che apriamo lo sportello non vogliamo tenerlo aperto per più di 60 secondi. Vale la pena di prendersi il tempo per essere davvero sicuri della posizione in cui vanno messi i campioni. È particolarmente essenziale per il recupero, naturalmente, quando avete bisogno di individuare rapidamente quello che dovete portare fuori dal MELFI e mettere presumibilmente in una sacca refrigerata per il trasporto a Terra.

Domani mattina, fra l’altro, avrò anche un prelievo di sangue. Visto che è il mio primo, uno dei nostri istruttori medici sarà in console a Houston, pronto ad assistermi e rispondere a qualsiasi domanda.

Anche i miei istruttori di ginnastica erano a terra oggi, pronti a dare assistenza per la mia sessione di esercizio controllato sull’ARED: è quando preparate una telecamera e gli istruttori possono vedere in tempo reale il vostro allenamento e darvi dei suggerimenti.

La propriocezione nello spazio è piuttosto diversa e potreste svolgere l’allenamento in modo insufficiente senza rendervene conto, portando a un’efficacia ridotta o perfino a dei traumi.

ARED richiede certamente un po’ per abituarsi: per esempio, quando eseguite uno squat [piegamenti sulle gambe—N.d.T.], non solo muovete la barra “in alto”, ma in realtà spingete “in basso” la piattaforma su cui poggiano i vostri piedi. E l’intera macchina è libera di muoversi su tre assi (ecco come evita di trasferire dei carichi alla struttura): il primo paio di volte che ho fatto degli squat ho avuto la sensazione, dopo ogni ripetizione, che la macchina mi forzasse a cadere in avanti.

A ogni modo, per quanto intenso sia stato il vostro allenamento, quando arrivate alle bench press [distensioni sulla panca—N.d.T.] o i crunch [esercizio chiamato anche curl-up—N.d.T.], e giacete con la schiena sulla piattaforma, una cosa è certa: avete la vista migliore che una palestra abbia mai avuto. Siete rivolti dritti giù verso la Cupola e, attraverso i finestrini, giù verso il pianeta!

Fra le molte altre attività dell’ultimo paio di giorni, ne ho avuta una che è stata particolarmente divertente: dovevo rimuovere un connettore in una posizione difficile da raggiungere nel cono all’estremità del Laboratorio, e per quello ho dovuto abbassare il portello anteriore del Laboratorio. È una cosa piuttosto importante, fra l’altro: teniamo sempre i portelli aperti, per ragioni di sicurezza. In questo caso, anche se non ho bloccato il portello, ma l’ho soltanto accostato, abbiamo dovuto assicurarci che ognuno si trovasse nel Laboratorio o a poppa di esso, cioè che nessuno fosse tagliato fuori dal nostro veicolo di salvataggio (la nostra Sojuz) nella rara eventualità che per qualche ragione il portello si inceppasse nella posizione abbassata.

Nella foto potete vedere il portello abbassato, mentre volo al di sopra per raggiungere il connettore. Inoltre, nella parte destra, si vede uno dei congelatori MELFI con i suoi quattro cassetti circolari.

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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