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Il Service Module di ESA per Orion passa la Preliminary Design Review

La capsula Orion con la sua possibilità di viaggio e soggiorno nello spazio profondo permetterà di lavorare sul lato nascosto della Luna

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha compiuto un altro passo nel cammino che dovrebbe portare l’Europa all’esplorazione dello spazio attraverso il volo umano. Infatti il Service Module (SM) di costruzione europea per l’astronave Orion di NASA, adibita al trasporto di astronauti oltre l’orbita bassa terrestre, ha passato la Preliminary Design Review (PDR).

Il SM è il contributo con cui l’Europa partecipa al programma NASA fornendo la propria esperienza e la tecnologia già testata in volo con la serie di Automated Transfer Vehicle (ATV): i mezzi automatici di rifornimento che l’ESA ha costruito per il programma International Space Station (ISS). In questo caso il modulo europeo dovrà fornire potenza elettrica, controllo termico, consumabili e propulsione alla capsula statunitense durante la permanenza nello spazio. La partecipazione a questo progetto mette in risalto il grande coinvolgimento e la grande cooperazione messi in atto da ESA, NASA e delle industrie europee interessate nell’ambito di molte aree del volo umano e robotico.

In progetti ingegneristici complessi come questo si segue un programma di lavoro fatto da continue revisioni, a vari livelli , per valutare la rispondenza del lavoro svolto fino a quel momento alle specifiche di progetto con particolare riguardo alla sicurezza e all’affidabilità globale del sistema. Una volta valutato positivamente il lavoro svolto si passa ad un livello di progettazione successivo che andrà più nel dettaglio fino ad arrivare al progetto finale con tutti i sottosistemi definiti e progettati.

La PDR è una di queste tappe e segue la System Definition Review (SDR) in cui è stata definita l’architettura generale del sistema. In questo tipo di revisione invece solitamente l’obiettivo è assicurare che l’architettura proposta soddisfi i requisiti richiesti, che abbia le performance necessarie e che abbia tenuto conto dei rischi con le opportune contromisure. Avendo passato questo traguardo, adesso il prossimo passo è l’inizio della progettazione dettagliata e della definizione dei sottosistemi che si concluderà con la Critical Design Review (CDR).

A mano a mano che il processo di definizione continuerà, il progetto della capsula verrà valutato nuovamente per assicurare la sicurezza e l’affidabilità globale del sistema e la sua corrispondenza ai requisiti del programma Orion.

Il Service Module di Orion per la missione EFT-1. Credits: NASA

Il team preposto allo sviluppo del SM ha analizzato la documentazione in Aprile e Maggio prima di incontrarsi per una settimana a Brema in Germania. Gli incaricati della revisione di ESA, NASA e del responsabile di progetto Lockheed Martin hanno valutato i documenti forniti da Airbus Defence & Space e dagli altri fornitori europei.

La PDR si è conclusa con un incontro formale il 15 Maggio che ha dato il consenso a procedere con la nuova fase che come detto si concluderà con la CDR prevista per la fine del 2015: si punta al primo volo di una capsula Orion senza equipaggio ma con il SM europeo nel 2017.

Il primo volo in assoluto di Orion è previsto per la fine del 2014 con un vettore Delta IV in un orbita molto ellittica per testare lo scudo termico in rientri ad alta velocità. Per questa missione non è prevista la presenza di equipaggio e, data anche la poca permanenza in volo nello spazio, non sarà presente nessun modulo di servizio con la propulsione assicurata dallo stadio superiore del vettore e la potenza elettrica necessaria fornita da batterie. Tuttavia per collegare la capsula al vettore la Loockheed Martin ha costruito un adattatore derivato dal progetto strutturale del SM.

Fonte: ESA

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