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Stazione Bigelow: ecco i prezzi

Rendering dei moduli Genesis. Copyright immagine: Bigelow Aerospace

Con una originale iniziativa, il costruttore americano ha reso disponibile una sorta di “listino prezzi” per gli interessati all’uso della futura stazione spaziale privata Alpha.
Cominciamo dal famoso “seggiolino”, ovvero il costo per il trasporto del personale: i soggiorni possono andare da 10 a 60 giorni, ed il prezzo andrà da poco più di 26 sino a quasi 37 milioni di dollari, in base al fornitore del servizio che il cliente sceglierà. Bigelow ha contatti con SpaceX (capsula Dragon a 7 posti/vettore Falcon 9) e Boeing (capsula CST-100/vettore Atlas V), non resta che scegliere se si vuole il posto di corridoio o vicino al finestrino…
Con altri 25 milioni di dollari, poi, ci si assicura “l’uso esclusivo ed il controllo” di oltre 110 metri cubi di habitat spaziale, per un periodo di 2 mesi. All’interno di questo spazio il cliente può dare vita a quanti esperimenti ritenga opportuno, in un volume equivalente a quello di un modulo di ISS.
Infine, un po’ come avviene con gli impianti sportivi, sarà possibile aggiudicarsi i “naming rights”, ovvero la possibilità di battezzare l’intera stazione (o metà stazione) per un anno: prezzo 25 milioni di dollari (12,5 per metà stazione).
Durante il soggiorno, agli astronauti verrà garantito l’accesso alle strutture di ricerca comuni della stazione, tra cui una centrifuga, una glove-box, microscopi, una piccola fornace ed un congelatore. A differenza di quanto avviene sull’ISS, i clienti/astronauti di Bigelow non dovrannoi dedicare neanche un minuto alle attività di mantenimento della stazione stessa; pertanto il tempo trascorso nello spazio sarà mediamente molto più proficuo e consentirà un rapido rientro dell’investimento.
Riassumendo con un esempio, per poco più di 50 milioni di dollari il cliente avrà un biglietto di andata e ritorno con Dragon/Falcon 9, più 110 metri cubi a disposizione per ben 2 mesi. Molto importante è la possibilità offerta agli acquirenti di “sub-affittare” gli spazi acquistati, ed anche rivendere i posti sulle navette.
Per fare un paragone, i facoltosi “turisti spaziali” che hanno visitato ISS hanno speso circa 40 milioni per soggiorni “improduttivi” di  una settimana o poco più.
Il mercato cui si rivolge Bigelow è quello delle nazioni sovrane che per un motivo o per l’altro non hanno un accesso diretto e continuativo allo spazio (come Giappone, Canada, Brasile, Regno Unito, Olanda, Svezia e forse anche l’Italia), ma anche le aziende private, specie quelle che si occupano di ricerche farmaceutiche e biotecnologiche. Ad esempio, sull’ISS è attualmente in corso lo sviluppo di un nuovo vaccino contro la salmonella, e non siamo che agli inizi.

fonte: Bigelow Aerospace

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