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Crew-12 raggiunge la ISS

Gli astronauti di Crew-12 nell'ascensore che li porterà verso la capsula. (NASA/Kim Shiflett)

La partenza è avvenuta alle 11:15 italiane del 13 febbraio 2026, quando in Florida, e più precisamente al Complesso di lancio 40, erano invece le 05:15. A bordo del Falcon 9 di SpaceX ci sono gli statunitensi Jessica Meir e Jack Hathaway, rispettivamente comandante e pilota, e gli specialisti di missione Sophie Adenot e Andrej Fedjaev, francese e russo. La Crew Dragon Freedom e l’equipaggio hanno raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo circa 34 ore di viaggio, con l’attracco alle 21:16 del 14 febbraio. A questo è seguita la consueta cerimonia di benvenuto a bordo della Stazione e l’inizio delle attività logistiche e scientifiche, oltre che di acclimatamento alla microgravità.

La missione durerà tra i sei e gli otto mesi, durante i quali effettueranno decine di esperimenti scientifici: Adenot, per esempio, testerà E4D, un nuovo dispositivo per l’attività fisica molto più compatto di quelli già esistenti. Tra i beni stipati a bordo di Freedom, c’è anche un progetto di ricerca italiano APHRODITE, che sarà oggetto prossimamente di un nostro articolo di approfondimento.

I quattro faranno quindi parte sia di Expedition 74 che di Expedition 75, però non è ancora chiaro con chi si daranno il cambio. Infatti la prossima missione potrebbe essere Crew-13 o Starliner-2: tutto dipenderà dalla partenza, dalle performance e dall’analisi dei dati della capsula Starliner. Quello che avrebbe dovuto essere il primo volo con equipaggio di lunga durata sarà invece svolto in modalità cargo, a seguito dei numerosi problemi riscontrati durante il volo di collaudo con astronauti a bordo, che avevano costretto NASA ad un rientro posticipato e senza equipaggio. Una decisione in tal senso verrà presa intorno a metà estate, secondo quanto detto da Steve Stich, program manager del Commercial Crew Program, durante la conferenza stampa pre-lancio del 9 febbraio.

Non ci sarà però il cosiddetto handover diretto, il passaggio di consegne che solitamente avviene tra un equipaggio che inizia la permanenza a bordo della Stazione e uno che è prossimo al rientro sulla Terra: la motivazione è dovuta al ritorno anticipato di Crew-11, per via di un problema medico a uno degli astronauti non risolvibile con la strumentazione a bordo dell’avamposto spaziale. Per rispetto della leggi sulla privacy non è stato riferito né il nome della persona coinvolta né la condizione medica, e ad oggi, ad oltre un mese dall’evento, non si hanno ancora informazioni. Proprio per questo motivo, i quattro nuovi arrivati saranno aggiornati da Christopher Williams, l’unico astronauta in servizio nel segmento internazionale della Stazione nell’ultimo mese, riguardo le procedure di emergenza, la disposizione di oggetti e materiale utile, nonché dello status di avanzamento degli esperimenti. Verranno comunque usati dei video registrati in precedenza sia dagli astronauti di missioni precedenti sia altri registrati da Williams stesso, secondo quanto riferito da Dana Weigel responsabile del programma della ISS per conto dell’Agenzia spaziale statunitense (NASA).

Anche le tempistiche di Crew-12 la rendono una missione particolare. Nel piano originario di NASA sarebbe dovuta partire intorno alla fine di marzo: a partire dal mese precedente, però, si sarebbe aperta la finestra di lancio per la missione Artemis II, la prima con equipaggio diretta verso la Luna in oltre 50 anni e quindi considerata più importante. Artemis II verrà lanciata con lo Space Launch System (SLS), un vettore superpesante alimentato a ossigeno e idrogeno liquido, quest’ultimo un propellente che storicamente ha sempre causato problematiche e ritardi nelle diverse missioni in cui veniva impiegato. Per evitare quindi di dover posticipare per troppo tempo il lancio di Crew-12, anche in virtù della presenza ridotta a bordo della ISS, NASA decise nel novembre 2025 di anticipare la missione a febbraio 2026: se Artemis II avesse rispettato le tempistiche e fosse partita intorno ai primi di febbraio, si sarebbe liberata la possibilità di decollare per Crew-12, mentre in caso di uno slittamento a marzo della missione lunare, Crew-12 avrebbe comunque avuto la priorità. Di questi due scenari si è verificato il secondo: i tecnici della NASA sono ancora al lavoro per sistemare i problemi emersi durante il Wet Dress Rehearsal (WDR) di inizio febbraio, e la missione dovrebbe partire intorno ai primi giorni di marzo.

Un altro piccolo impedimento che avrebbe potuto compromettere la missione è stata la momentanea sospensione dei voli del Falcon 9, dovuta alla mancata accensione del secondo stadio per il rientro distruttivo in atmosfera, che è avvenuto comunque senza alcun ferito o danno il 3 febbraio tra le 02:30 e le 04:30. Il problema si è verificato nel corso della missione Starlink 17-32 del 2 febbraio, una delle tantissime che SpaceX effettua con cadenza quasi giornaliera da quasi sei anni.

Willaim Gerstenmaier, Vice President of Build and Flight Reliability di SpaceX, è intervenuto in merito durante la consueta conferenza stampa pre-lancio: ha aggiunto che prima del deorbit burn, che è la terza accensione del motore Merlin Vacuum, gli ingegneri stavano testando un «nuovo profilo di raffreddamento» del motore stesso, portando ad una «mancanza di ossigeno». Gerstenmaier ha poi voluto precisare che questo tipo di problema «appartiene alle missioni Starlink», dal momento che «non facciamo tre accensioni [del motore] nelle missioni con equipaggio». Del resto, le due accensioni sono uguali e non hanno reso necessaria «alcuna modifica» al loro profilo, e SpaceX si è coordinata con la Federal Aviation Administration (FAA), la NASA e la Space Force per investigare e apportare eventuali correzioni.

Le particolarità della missione però non si fermano qui: anche la composizione dell’equipaggio è stata oggetto di notizie e confermata ufficialmente solo il 22 dicembre 2025, a poco meno di due mesi dalla partenza. Il motivo è da imputare al cosmonauta Oleg Artem’ev, che sarebbe stato rimosso nei primi giorni di dicembre dopo essere stato trovato a fotografare «documentazione di SpaceX» con lo scopo di «esportarla», secondo quanto riportato dal giornale online The Insider. L’Agenzia spaziale russa, Roskosmos, motivò la scelta su Telegram dicendo che «il cosmonauta Andrej Fedjaev è stato inserito nell’equipaggio principale della missione Crew-12 al posto di Oleg Artem’ev. Tale decisione è stata presa in seguito al trasferimento di Oleg Artem’ev ad altro incarico». In questo modo Fedjaev è diventato la prima persona non statunitense a volare due volte sulla Dragon, per altro la stessa: aveva infatti servito, nuovamente come specialista di missione, per la missione Crew-6 nel 2023.

Ci sono altri elementi che rendono la missione interessante: due astronauti, Adenot e Hathway, sono al loro debutto spaziale, così come lo è stata la piazzola di atterraggio del Falcon 9, la Landing Zone 40 (LZ-40). La costruzione si è resa necessaria dal momento che le due attualmente in uso, le Landing Zone 1 e 2 (LZ-1 e LZ-2), erano costruite dentro il perimetro del Complesso di lancio 13: SpaceX non ne aveva la proprietà, ma solamente l’utilizzo in concessione. Il 1° gennaio 2026 è scaduta e assegnata a Phantom Space e Vaya Space, due aziende produttrici di razzi, il Daytona e il Dauntless.

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