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La missione marziana Red Dragon di SpaceX rinviata al 2022

Rappresentazione artistica dell'arrivo di Red Dragon su Marte. Credit: SpaceX

La conquista del pianeta rosso subisce un nuovo rallentamento. Come anticipato lo scorso marzo, funzionari della NASA hanno confermato che SpaceX ha informato l’agenzia spaziale di aver posticipato ulteriormente la missione Red Dragon, probabilmente al 2022.

Secondo le intenzioni iniziali la missione Red Dragon avrebbe inviato verso la superficie di Marte una speciale versione senza equipaggio della capsula Dragon 2 (o Crew Dragon). Il concept di SpaceX includeva l’uso di propulsori SuperDraco  per rallentare nell’atmosfera marziana, frenare la caduta libera e infine effettuare un touchdown propulso. La Red Dragon avrebbe dovuto trasportare materiale e esperimenti sulla superficie marziana, oltre che testare, per la prima volta, la retro-propulsione supersonica nell’atmosfera rarefatta del pianeta rosso.

La NASA si è impegnata a collaborare con SpaceX per la missione Red Dragon nei termini del contratto Space Act Agreement. L’accordo prevede che NASA fornisca i servizi di navigazione e comunicazione per portare la navetta Red Dragon fino all’atmosfera esterna del pianeta rosso, mentre SpaceX avrà responsabilità esclusiva sulla manovra di atterraggio. NASA avrà inoltre accesso a tutto il know-how acquisito riguardo questa fase cruciale della spedizione marziana in vista di future missioni abitate.

Il capo della Planetary Science Division della NASA, Jim Green, ha recentemente dichiarato: “Sta a lui [Elon Musk, ndr] decidere. Con lo Space Act Agreement abbiamo concordato che li avremmo portati fino all’atmosfera marziana, ma sta a loro atterrare. Penso che sia un ottimo affare.”

Il razzo Falcon Heavy. Credit: SpaceX

SpaceX in origine aveva l’obiettivo di fornire un lander senza pilota da inviare su Marte già nel 2018, ma nel febbraio del 2017 ha fatto sapere tramite il presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, che il possibile lancio di un lander sperimentale su un razzo Falcon Heavy è slittato al 2020.

Se in marzo il problema del rinvio della missione Red Dragon sembrava più legato ad una ottimizzazione delle risorse interne di SpaceX (l’azienda veniva da un periodo di forti ritardi e di incidenti nel suo programma di lanciatori commerciali), oggi è chiaro che la situazione è legata ad un sostanziale redesign del sistema di atterraggio cui la Dragon 2 si è dovuta sottoporre dopo che NASA non ha concesso la certificazione al sistema di retrorazzi e gambe estraibili inizialmente proposto.

L’azienda di Elon Musk, secondo quanto affermato dallo stesso fondatore nel luglio 2017 all’International Space Station Research & Development Conference, è infatti al lavoro per riprogettare le navette Dragon 2 destinate al trasporto di astronauti sulla ISS. Esclusa la possibilità di affidarsi solo ai razzi Superdraco e alle gambe retrattili per il touchdown, è stato necessario per SpaceX riprogettare parte della navetta per aggiungere il paracadute come sistema primario di frenata, optando per un rientro in mare aperto con il classico splashdown.

NASA resta comunque disponibile a discutere le nuove soluzioni che Musk vorrà mettere in campo per rimettere in carreggiata la spedizione marziana. Jim Green afferma: “Siamo disponibili a parlare con Elon quando lo vorrà. Noi non lo forzeremo in alcun modo”.

 

 

In luglio Musk ha fatto sapere su Twitter che SpaceX non ha abbandonato il progetto di andare su Marte con la retro-propulsione supersonica, al contrario il CEO della SpaceX ha rilanciato affermando che “il piano è quello di fare atterraggi propulsi su Marte, ma con una nave notevolmente più grande”.

Le opportunità di lancio dalla Terra a Marte arrivano circa ogni 26 mesi, quando i pianeti sono allineati nelle loro orbite intorno al Sole consentendo un viaggio interplanetario diretto con una traiettoria di massima efficienza. L’obiettivo di SpaceX per il primo volo senza equipaggio su Marte è la finestra di lancio dell’agosto del 2022, un obiettivo comunque molto ottimista che presuppone l’erogazione di tutti i finanziamenti necessari da parte dell’amministrazione americana e soprattutto l’assenza di gravi difficoltà nello sviluppo tecnico.

Nel mentre Elon Musk mette tutti nuovamente sulle spine affermando di voler svelare i nuovi piani di SpaceX durante una presentazione al Congresso astronautico internazionale di Adelaide, in Australia, che si terrà tra il 25 e il 29 settembre 2017. Chissà, magari lo vedremo arrivare direttamente in una delle nuove tute spaziali da poco mostrate da SpaceX.

La tuta spaziale di SpaceX e la navicella Dragon 2. Credit: SpaceX

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